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Arenas Reinaldo - Prima che sia notte. Autobiografia | Reinaldo Arenas, uno dei più grandi scrittori cubani delle ultime generazioni, morì suicida a New York nel 1990, prima che lo finisse l'AIDS. Scrittore e omosessuale: due colpe imperdonabili per il regime castrista, che lo perseguitò, lo incarcerò, cercò di annientarlo colpendolo negli affetti, trasformando in delatori i suoi amici, obbligandolo all'umiliazione di una "confessione" e a una "riabilitazione" peggiore della prigionia. Arenas riuscì a fuggire, ma la condizione dell'esule gli fece scoprire altri orrori: l'ipocrisia della sinistra occidentale, viziata dal mito della rivoluzione cubana, la solitudine e una nuova tortura, l'AIDS. Questo libro è l'autobiografia dello scrittore.
14 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Emanuele leleg71@yahoo.it (17-01-2007) scritto meravigliosamente, e con una chiarezza e una franchezza che rendono il libro un po' crudo, in alcuni brani.
Il libro più bello che ho mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (13-09-2006) Ho letto il libro durante un lungo viaggio a cuba. Un viaggio di ricerca per scoprire la cuba meno turistica. All'inizio del viaggio il libro mi pareva romanzato e, a tratti, esagerato. Dopo due mesi a cuba sono convinto che corrisponda a verità. Il libro è di facile lettura e contiene una importante testimonianza di quel che è la dittatura castrista. Potrete crederce ad Arenas come no ma non commettete l'errore di giudicare cuba senza esserci stati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anita anita82@supereva.it (24-07-2006) Questo è un libro che consiglio anch'io a tutti i comunisti, non perchè io sia di destra, ma per il semplice motivo che tanti comunisti ammirano il caro Fidel Castro.
E' un libro dai contenuti pesanti, anche se Reinaldo Arenas ha avuto una capacità di descrivere la sua vita e le sue persecuzioni utilizzando un linguaggio molto chiaro e con qualche nota di ironia.
Insomma vi dò un grande consiglio:
LEGGETE IL LIBRO!!!!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARIO JERRY (13-03-2003) un libro che consiglio a tutti i comunisti amanti della dittatura castrista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
PAOLO paolodevita@yahoo.it (15-09-2002)
La vita ha perso contro la morte
ma la memoria vince
nella lotta contro il nulla.
-Tzvetan Torodov-
Da questo libro è stato tratto l'omonimo film, opera prima del pittore statunitense Julian Schnabel, con protagonista l'attore spagnolo Javier Bandem (premiato al Festival di Venezia) Johnny Deep, e Sean Penn . Lo scrittore cubano in questa sua autobiografia un pò romanzata, ci parla della sua "surreale" infanzia, e la scoperta precoce dell'omosessualità, per poi diventare un documento spietato verso il regime di Castro.
Arenas ha due colpe: quello di essere gay e scrittore; questo è intollerante per il sistema catrista e così iniziano una serie di episodi illuminanti sulla situazione politica cubana.
Il romanziere dice: "Ero convinto di aver già toccato il fondo, ma se c'è una cosa che i sistemi totalitari ti insegnano, è che i guai non sono mai finiti".La vita di Arenas è un vero e proprio romanzo, con personaggi adorabili e altri detestabili, poi c'è la persecuzione, la repressione, la prigionia, la confessione, i modi più impensabili e drammaticamente fantasiosi per fuggire dal paese, gli intellettuali "ufficiali" e quelli "clandestini", la sua stramba famiglia, la liberazione, l'esilio sognato, desiderato, anelato, bramato, fino alla triste scoperta del sistema capitalista! A proposito di questo, l'autore dichiara: "La differenza tra il sistema comunista e quello capitalista è che, se ti danni un calcio in culo, sotto il sistema comunista devi applaudire, sotto il capitalismo puoi gridare; io sono venuto qui a gridare".
Infatti, Arenas durante l'esilio lancia il suo grido, che come egli stesso definisce: "...era il mio tesoro, era tutto quello che avevo".
Questo libro, può piacere o no, ma non lascerà sicuramente indifferenti, al dolore, all'oppressione, ai sopprusi, non si può rimanere indifferenti, non si può "anestetizzare" la mente, non si possono assumere "le moderni dosi di autismo e indifferenza". Egli impara a conoscere "il comunismo di lusso" (così lo definisce), ma non smette di l Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simon Pietro Scaldaferri desiderio24@libero.it (18-08-2002) E' proprio vero che gli omosessuali hanno le ali, e Reinaldo Arenas ha volato più in alto di tutti! Uno starordinario, suadente e commovente capolavoro con il quale l'autore riesce a catturare l'attenzione del lettore attraverso un modo di scrivere semplice ma straordinariamente vero, riuscendo a rendere appieno il fascino, i sogni e gli orrori di una vita tracsorsa sotto dittatura come due facce della stessa medaglia...per non dimenticare. Dedicato a quanti, in tempo di democrazia, inneggiano al ritorno di regimi dei quali spesso si ha un'idea del tutto fuorviata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ciro ierle@libero.it (03-07-2002) Magnifico.Quale altro aggettivo.La cattiveria di coloro che sfruttano la possibilita' di essere finalmente qualcosa o qualcuno e colpiscono quello che non capiscono o accettano:La diversita'.Romanzo ironico,disperato,sincero.Cio' che è veramente Cuba,un paradosso fra 2 estremi,quello che si voleva diventasse,quello che è diventato:un cantiere con poca liberta' Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mario farinelli farinelli.mario@libero.it (31-03-2002) Questo libro lo dedico a tutti coloro che amano "Fidel Castro" e "Che Guevara".A tutti coloro che sfilano con le loro bandiere.
Auguro a questa gente che possa provare cio' che ha provato Reinaldo Arenas.
Un appunto a tutte le case editrici : "Perchè non pubblicate anche gli altri libri del piu' grande scrittore sudamericano ?" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nicola pedrotti nicola.pedrotti@tin.it (25-08-2001) Arenas è grandissimo. Scrive come se parlasse, lontano dalle ricerche «di stile» che spesso sono il limite più grande di scrive a tavolino. Possibile che i suoi romanzi non siano ancora stati pubblicati da noi? Sveglia, signori editori!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco De Paoli signorjones@yahoo.com (18-05-2001) Magnifico affresco di una giovinezza ingenua e movimentata e, nel contempo, una pagina di denuncia di un regime dispotico di cui spesso si diffonde una immagine falsamente romantica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro amigoni (20-01-2001) una testimonianza sincera ed impietosa verso se stesso e il mondo nel quale fu costretto a vivere.
un libro splendido e coraggioso.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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