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Vichi Marco - Una brutta faccenda. Un'indagine del commissario Bordelli | Firenze, 1964. Sono le nove di sera e il commissario Bordelli sta apprestandosi a uscire dal commissariato quando viene bloccato da Casimiro, una sua vecchia conoscenza. L'uomo è agitato e sconvolto, non riesce quasi a parlare. Con calma il commissario attende che si calmi un po' e che gli racconti la ragione di tutta questa agitazione. Casimiro gli spiega di aver trovato un cadavere in un bosco vicino a Fiesole. Il commissario e l'agente Piras si recano sul luogo del delitto ma del cadavere non c'è traccia: il corpo sembra essersi dileguato nel nulla.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Giuliopez (21-05-2007) Oramai mi sono affezionato al Commissario Bordelli. Vichi non delude mai; dopo il primo della serie (il commissario Bordelli) questo secondo romanzo è stupendo sia per la caratterizzazione dei personaggi (Bordelli, Piras, Rosa, il Botta, il cuoco Totò ecc.) che per la trama. E poi non vedo l'ora di sperimentare la ricetta del Botta per le bistecche di maiale... Grazie Vichi! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cate (05-01-2006) è un libro eccezionale,intrigante e appassionante.
l'ho letto in una sera tutto di un fiato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GIANLUCA NEGRINI (02-12-2004) Il commissario Bordelli, fiorentino, è un uomo tormentato, incapace di soddisfare la propria ansia di scoprire le ragioni dei delitti a cui deve dare un colpevole. È un personaggio all’apparenza burbero, ma in sostanza molto umano nei suoi atteggiamenti. Fumatore incallito, single, amante della buona cucina è affiancato da un giovane gregario sardo, Piras, che gli fa da spalla nel corso delle indagini. La trama si svolge in una Firenze del dopoguerra, ancora povera, ancora spaventata per la tragedia che ha travolto il mondo intero solo pochi anni prima. Proprio gli strascichi della guerra condizionano le azioni di molti dei protagonisti della storia. Una storia truce, scostante. La violenza fatta ai bambini vittime di un folle assassino dà fastidio e viene voglia di incitare Bordelli a trovare velocemente una soluzione. La trama, semplice, è fatta soprattutto di azione, di sentimenti, di attesa. Tanto si snerva il commissario, quanto si snerva il lettore in cerca di una soluzione. La storia è ricchissima di particolari umani, gesti quotidiani. Una vicenda lontana nel tempo, ma vicina a noi per tutto quello che capita ai protagonisti. Il linguaggio è molto immediato, a tratti colloquiale e condito da qualche imprecazione toscana o sarda (“Minca commissario”).
L’unica cosa che non mi ha proprio convinto è il titolo, così banale e scontato.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Annamaria annam.valenti@libero.it (29-01-2004) Mah! Mi capita spesso (e non sono ancora riuscita a capire se per un meccanismo psicologico di me lettrice o per motivi oggettivi del romanzo), ma quando rimango entusiasta, molto entusiasta di una storia di esordio di nuovi personaggi,spesso il sequel mi delude. Aspettative troppo alte? Non credo solo questo.Nella seconda indagine di Bordelli manca la freschezza e lo slancio narrativo della prima. Vichi non si impegna molto a delineare nuovamente e con nuovi tratti i personaggi, per chi li incontra qui per la prima volta.Così sono noiosi e ripetitivi i riassunti ed i rimandi a quanto già detto nel primo romanzo. I personaggi nuovi sono "tirati via".Niente che stia alla pari col cugino e la zia, o col saggio/pazzo del primo libro.Anche i flash-back sul passato partigiano sono meccanici e non hanno la dolorosa visionarietà di "quegli altri". Qui rimane solo l'indagine,un fatto di cronaca e basta. Che sia che abbiamo fatto troppa fretta all'autore per avere un seguito? Marco, prenditi tempo, ma facci ancora incontrare Bordelli e Piras. Riprova. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
analdo L. (16-11-2003) Un giallo stupendo con una atmosfera dopoguerra e grosse mosche toscane. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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