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Nesser Håkan - La rete a maglie larghe | Nella cittadina di Maardam, il commissario Van Veeteren e la sua squadra sono alle prese con il caso di Jenek Mattias Mitter, un insegnante accusato della morte della moglie Eva. Risvegliatosi dopo una potente ubriacatura, Mitter ha trovato la moglie morta nella vasca da bagno: l'uomo - che versa in stato confusionale - continua a professarsi innocente. Nonostante la condanna del tribunale, il commissario Van Veeteren continua a nutrire forti dubbi sulla colpevolezza di Mitter. E infatti, pochi giorni dopo, Mitter viene assassinato nella sua cella. Iniziano così le indagini sulla vita passata di Eva, sul suo precedente matrimonio e sulla sua famiglia d'origine.
Media Voto: 4 / 5elda (03-01-2011) Ben scritto, ha un impianto narrativo ben strutturato e una trama avvincente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo andaluso4ever@hotmail.com (14-06-2003)
"Quando finalmente troviamo cio' che avevamo
cercato nelle tenebre, scopriamo quasi sempre che
era esattamente quello. Tenebre."
- C. G. Reinhart -
Questo è il primo libro tradotto in Italia di questo autore che nei paesi scandinavi, ha vinto il prestigioso premio Glasnyckeln, premio che
viene dato ai romanzi polizieschi.
Dopo Peter Hoeg (Il senso di smilla per la neve), Karen Blixen (La mia africa), Henrik Stangerup (L'uomo che voleva essere colpevole) e Knut Hamsun (Pan), i paesi scandinavi ci regalano un altro scrittore da scoprire!
La trama è intrigante e scorrevole, perfetta per un film...infatti le azioni narrate passano davanti agli occhi dell'immaginazione come scene di un buon poliziesco.
Ci sono, inoltre, altri ingredienti che rendono "perfetto" il mix: l'inquetudine, le atmosfere noir, la giusta dose di suspense e il personaggio dell'ispettore Van Veeteren che è "simpaticamente" antipatico.
La storia inizia con Janek Mitter, professore di liceo, che si sveglia dopo un'abbondante sbronza, non ricordando dove si trova, ma percependo l'ambiente familiare. Nella vasca da bagno, trova la sua giovane moglie morta, ecco che inizia un vero e proprio calvario nella memoria.
Il finale sorprende, la mente inizia il processo di flashback che si incatenano illuminando i dettagli che abbiamo tralasciato, ma che non sono scappati all'intuito di Van Veeteren! Un'ennesima scoperta nordica.
"La realtà è più strana di ogni immaginazione".
- Vecchio adagio -
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara Grassi (06-05-2002) scritto molto bene e i personaggi sono perfetti, soprattutto l'accusato: sembra di vivere in prima persona la sua amnesia e la sua pazzia.
Il commissario è OK, e il dialogo è quasi sempre ben condotto.
Anche se lo si può includere nella letteratura gialla, va ben al di sopra della media, e forse è quasi superiore a Mankell, svedese anche lui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emanuele eterazzi@libero.it (22-03-2002) Simpatico il personaggio del commissario. Simpatici i suoi colleghi. Clima molto misterioso all'inizio del libro. Finale non all'altezza della prima parte(come spesso capita nei gialli). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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