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Sepúlveda Luis - Il vecchio che leggeva romanzi d'amore | Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Antonio vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un'esperienza - finita male - di colono bianco e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall'aver vissuto "dentro" la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti. Media Voto: 3.75 / 5Mark Child (02-03-2011) Un libro toccante, di una poesia straordinaria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca (27-10-2010) Al di sotto delle aspettative. Un po' deludente... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Danilo (09-01-2010) Luis Sepùlveda riesce a creare un'atmosfera molto particolare grazie al suo stile letterario...Un libro non diretto ma dal significato nascosto. E' sicuramente un riferimento alla crudeltà degli uomini, all'ecologia e ai rapporti fra diverse popolazioni. L'autore critica bene anche l'autorità e lo stato avendo lui stesso radici anarchiche. I primi capitoli sono sicuramenti importanti ma è proprio nella parte centrale e alla fine che secondo me esce fuori la storia del libro e le emozioni si fanno sempre più importanti. Un dettaglio che non va trascurato è la moglie di Antonio Josè Bolivar, anzi, la morte della moglie a cui dedica poco spazio, ma lo fa con una malinconia rara, romantica. Anche quando decide di scegliere il libro e appunto parla dei romanzi d'amore si nota lo stile di Sepùlveda ingenuo e semplice. E' quella semplicità però, complessa. Ma perchè questo vecchio preferisce i romanzi d'amore? Per giunta tristi, malinconici? Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è l'impostazione della lettura nella storia, perchè sono molti i riferimenti alla lettura. Colpiscono anche espressioni come "Antonio Josè Bolivar sapeva leggere ma non scrivere"...Eppure leggeva, leggeva e rillegeva...Pensava. Un vecchio di grande intelligenza, capace di ricostruire le scene del "delitto". Interessanti sono anche i commenti, i dialoghi che esprimono perplessita sulla città di Venezia e soprattutto sul "bacio con ardore". Una fantasia che provoca al lettore molta curiosità. Ed infine lo straordinario duello con il tigrillo. Una battaglia infinita...Il vecchio si rivede in questo animale e lo sfida fino al momento finale che quasi commuove. L'immensità della natura e della foresta ammazzonica, polmone della terra che preserva intatta la sua verginità...Bel libro davvero! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FANTO (22-06-2009) Il primo capitolo è eccezionale, meriterebbe un 5/5. Il resto è al limite del leggibile e tradisce le aspettative create dalla scena iniziale. Dialoghi inverosimili, trama povera e descrizioni straripanti di aggettivi banali.
Il vecchio semianalfabeta, solo nella foresta, si rivolge ad alta voce al tigrillo come un avvocato a un giudice in un aula di tribunale. Il sindaco è una caricatura.
La frase finale sembra un pensierino di quinta elementare. Il personaggio del vecchio, a tratti, ricorda il vecchio del Vecchio e il mare di Hemingway... ma da lontano.
Il mio scarso feeling con i sudamericani continua. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Cristiano (07-10-2008) A mio parere è il miglior libro di Sepulveda, quello più interessante e meglio scritto. In poche pagine ci trascina in Sud America e ci fa conoscere i personaggi e le storie. Avendo letto anche gli altri libri di Sepulveda, questo mi sembra quello che l'autore ha scritto con maggiore passione e più libero da messaggi politici che invece sono molto presenti negli altri testi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SARA TONI sara_rm@hotmail.it (24-02-2008) Splendido! Il realismo di Sepùlveda e i suoi particolari intrecci narrativi sono a dir poco unici e non molti sono in grado di apprezzarlo! Questo è uno dei suoi libri più belli! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (03-11-2007) il libro non mi sembra un gran che...Sepulveda non mi piace + di tanto... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
roby (27-05-2007) un ibro assolutamente piacevole...
l'ho letto un pò di anni fa...
ma ricordo ancora una frase: - Antonio Josè Bolivar Proano preferiva non pensare, lasciando aperti i pozzi della memoria per riempirli con le gioie e i tormenti di amori più forti del tempo-
è bello, soprattutto per la scorrevolezza con cui si fa leggere..e nella descrizione di questo vecchio..che si soffermava a leggere romanzi d'amore.. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (02-10-2006) Splendido libro che per certi versi mi ha ricordato "Il Vecchio e il mare" di Hemingway. Di Sepulveda avevo gia' letto "Un nome da torero", ma devo dire che, pur essendo anche quello un un ottimo romanzo, "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" mi ha affacinato maggiormente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara sara_rm@hotmail.it (19-04-2006) Questo è uno dei primi libri che ho letto di Sepùlveda ed è quello che mi ha colpito di più. Parlo da scrittrice per hobby a scrittore famoso... mi piace il realismo dei suoi libri, la concretezza, il valorizzare le piccole cose e le più profonde; mostra una realtà a volte lontana dalla nostra cultura, ma autentica e colma di principi morali, radicata nei suoi ricordi e nelle sue emozioni... consiglio vivamente di leggerlo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arianna (02-08-2005) un racconto carino e per niente noioso...di certo non paragonabile alla monotonia sfinente de "Il vecchio e il mare" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
six (05-05-2005) Secondo me il migliore libro di Sepùlveda... ma è un'opinione personale.
Ho amato immensamente le atmosfere, la delicatezza dei personaggi e quella vena di romantica e lieve malinconia che ho letto che ad altri ha fatto molta tristezza. Abbiate pazienza... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rosa (20-03-2005) Ho letto questo libro, e penso sia terribilmente triste, con poco significato e privo di una conclusione che non sia già conosciuta, immaginata o descritta in altri libri. Libro per niente sensato o emozionante. Sconsigliabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luis (12-03-2005) Il pianto che offusca gli occhi di Antonio Josè Bolivar a fine racconto, è uno degli ultimi urli di dolore rimasti sulla faccia della Terra per la Morte della Natura. Nel corso del romanzo si sussegue una continua dicotomia tra la Natura, portatrice di Gioia e di Vita, e l'Uomo incapace di convivere in armonia con essa e quindi portatore di Morte e Odio verso il prossimo. L'unico uomo capace di convivere e di capire la Natura è prorpio Antonio Josè Bolivar. Proprio per questa sua nobile capacità viene, però, visto dal resto della piccola comunità in cui vive come un "vecchio pazzo solitario". Ciò non ci stupisce, infatti, il vecchio solitario è uno dei personaggi caratterizzanti dell'esperienza narrativa di Sepùlveda, proprio perché è l'emblema di quella purezza e di quella saggezza, che l'uomo contemporaneo ha perso, massificato e soffocato dalla frenesia delle grandi metropoli. Molto attraente e commovente è la scontro tra Bolivar e il tigrillos, due "animali" che in fondo non si odiano, anzi quasi si amano, ma lottano per orgoglio, incuranti del pericolo, perchè entrambi desiderosi di Morire, come se volessero scappare da un mondo che non riconoscono più, un mondo pieno di Odio, di Cattiveria e di Egoismo. E' facile, così, capire cosa ci vuole trasmettere lo scrittore, meno facile è attuare i suoi insegnamenti all'interno della società in cui viviamo. Sepùlveda infine è capace di far scendere all'interno della nostra Anima una lacrima di commozione, che scava, nel nostro cuore di pietra, un percorso di tenerezza, che ha come traguardo della propria corsa il suolo su cui viviamo, permettendoci di ristabilire, così, quel patto con la Natura di Rispetto e Amore reciproco, scisso nel momento in cui Eva colse la Mela del Peccato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ale (12-01-2005) ho appena finito di leggere il vecchio che leggeva romanzi d'amore..!!non c ho capito gran che..tra trigrillos,jibaros,shuar..e tutti quei nomi di città..!!l'unica cosa che mi preoccupa e che devo fare il commento..!!preferisco la gabbianella e il gatto,sempre di sepulveda
..anche se può sembrare un libro per bambini..è davvero significativo.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ale84 (06-01-2005) ho letto questo libro al 5o del liceo classico e non mi è affatto piaciuto.sono rimasta colpita maggiormante da doris lessing che a diff di sepulveda ha un vocabolario meno meno volgare!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giovanni giberna@freemail.it (04-12-2004) è un anno e mezzo che leggo solo garcia marquez e sepulveda. sono fantastici. di quet'ultimo soprattutto, ne sto letteralmente divorando i libri. splendidi, mi rapiscono, mi fanno completamente immergere nella storia e viaggiare oltre ogni immaginazione. credo che quest'estate farò un viaggio in cile. grazie luis. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Julia (01-12-2004) Fa veramente scifo questo libro non consiglierei a nessuno di leggerlo è pieno di aggettivi innutili.
Trama:
Il protagonista è un vecchio di nome Antonio Josè Bolivar Proaño, colono del villaggio di El Idilio, un villaggio nel mezzo della foresta Amazzonica. Rimasto solo dopo la morte di sua moglie visse a lungo nella tribù degli indigeni Shuar, dai quali imparò l'arte della caccia e uno stile di vita legato al rispetto della natura. Come suo antagonista troviamo invece il sindaco di El Idilio. Proprio perché Antonio è in grado di comprendere i ritmi della foresta viene scelto per andare ad uccidere la femmina di tigrillos, che, da qualche tempo, sta sterminando numerosi gringos a causa dell'uccisione dei suoi piccoli. Antonio, aiutato dal dentista Rubicundo Loachamìn, scopre intanto la sua passione per i libri, specialmente per quelli d'amore. Pentitosi per aver ucciso il tigrillos torna alla sua povera capanna e ai suoi romanzi d'amore. Alla storia narrata in questo libro è strettamente legato il tema dello scempio che oggi si sta facendo del nostro patrimonio forestale mondiale.
· Scene troppo scabrose, con le corrispondenti lunghe e pesanti descrizioni, non avrebbero certo favorito la continuità incessante della narrazione, costringendo il destinatario a lunghe pause, più adatte ad un romanzo dalle 500 pagine in su;
· Il dipingere atti crudi troppo apertamente avrebbe, senza dubbio, ristretto il target ad una fascia esclusivamente adulta, il che avrebbe privato di molte informazioni utili (trovate da me in queste pagine, specie nelle scene di caccia), le nuove generazioni, me compreso
anche il film fa letteralmente schifo non ve lo consiglio è un verè propri delusione.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giulia (22-09-2004) un libro veramente bello e interessante, non me lo sarei mai aspettato!!!piace anche a mio fratello che legge solo fumetti...ci ha colpito veramente tanto!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 41
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