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Botton Alain de - L' arte di viaggiare |
Possono scrittori, artisti e filosofi rivelarsi ottimi compagni di viaggio? Alain de Botton non ha dubbi, e affida a guide illustri del passato il compito di scandire le sue partenze e i suoi ritorni, le grandi aspettative così come le piccole ma cocenti delusioni di cui ciascun viaggio è costellato. Ecco perciò Barbados, meta turistica che per l'autore si era rivelata fallimentare, riconsiderata alla luce di ciò che Huysmans scrisse nel romanzo "Controcorrente", e poi la poesia di Baudelaire e i quadri di Hopper, da cui invece ci possiamo lasciare condurre per cogliere la forza evocativa dei mezzi di trasporto e di anonimi luoghi di transito; o ancora l'affascinante urbanistica di Amsterdam e la scenografica bellezza di Madrid colte nel loro incanto dagli sguardi di Flaubert e di Humboldt; ma naturalmente anche il Lake District di Wordsworth, l'aura di serenità della campagna inglese come veicolo di una misurata eppure intensa sensazione di pace interiore o l'intenso cromatismo della Provenza di Van Gogh, per una riscoperta del paesaggio mediterraneo. Partenze e poi speranze e curiosità, paesaggi esotici, evocazioni artistiche e ritorni; ma più di ognuna di queste scansioni e di questi viaggi, conta per Alain de Botton lo sguardo stesso del viaggiatore, il suo desiderio di vedere "davvero", è per questo che, a conclusione del percorso, seguendo questa volta le istruzioni di John Ruskin, anche lui prova a vedere "disegnando" per imparare a viaggiare e osservare tutti i giorni.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.28 / 5Fausto Fiscina faustofiscina@tiscalinet.it (28-04-2005) E' un manuale che aiuta a sviluppare la " consapevolezza del viaggiare ", presupposto fondamentale per cercare di accedere allo stadio più ambizioso dell' " arte del viaggiare ".
La parte più bella è forse quella dove l'atteggiamento più vicino alla consapevolezza del viaggio viene esemplificato attraverso l'esperienza del viaggiatore Van Gogh in Provenza, ma non mancano altri esempi pregevoli. Io avrei parlato più a fondo del rapporto tra esotismo e motivazioni al viaggio anche nell'epoca contemporanea. Un libro pieno di " wit ", di non difficile lettura, ma non per tutti, data la vasta rete di rimandi letterari. Voto: 4 / 5 |
Luis (12-03-2005) Semplici consigli per turisti sul "come viaggiare"?
No, anzi, tutto il contrario. Un viaggio all'interno del viaggio, per far diventare quest'attività un'arte, con solide fondamenta radicate nella filosofia. Sì, proprio di filosofia si tratta. Alain De Botton, in questo saggio, mette in evidenza quali siano i problemi "filosofici-esistenziali" del viaggiatore (e sottolineo "viaggiatore", non turista), dando consigli di come superare quello che la nostra mente non vede o non vuol vedere, la nostra incapacità di viaggiare veramente. L'autore riesce nel suo intento senza far pesare quello che potrebbe risultare, ai più, un pesante saggio dal taglio filosofico. E in effetti lo è, ma De Botton, attraverso il racconto di alcune proprie esperienze e alla sua semplice struttura espressiva, riesce a non farci pesare i suoi "excursus" nella vita di artisti fortemente legati alla tematica del viaggio, come Ruskin Baudelaire e Van Gogh. Lo scrittore, inoltre, dimostra un'ampia conoscenza della letteratura legata al viaggio e non solo. A volte si perde, in modo troppo prolisso nel racconto delle proprie vicissitudini, ma tutto sommato "L'arte di viaggiare" è un buon libro che un po' tutti coloro che amano quest'attività dovrebbero leggere e capire, per non diventare il solito turista, con la macchina fotografica appesa al collo, i bermuda hawaiano e con la camicia a fiori, incapace di vedere il mondo che lo circonda. Voto: 4 / 5 |
ernesto 74 (27-03-2004) bellissimo Voto: 5 / 5 |
Marina Riga rigamr@hotmail.com (21-11-2003) Mi sono divertita, mi ha fatto pensare. A me questo autore inglese sembra davvero un genio! Sembrano solo divagazioni, sempre colte ma mai noiose, però in verità anche l'autore parla di sé, si interroga, filosofa nel senso vero della parola. Già solo con questo libro si viaggia! Una meraviglia. Voto: 5 / 5 |
paolo paolodevita@yahoo.it (15-09-2002) "Ah la gioia d'allontanarsi!"
-Antonio Machado-
Le edizioni Guanda dedicano alla letteratura dei viaggi ..." libri che raccontano persone, storie, paesi. Scrittori che fanno scoprire o ritrovare il fascino del viaggio reale o immaginario che sia". Uno di questi è lo svizzero Alain De Botton autore dei libri: "Esercizi d'amore" e "Come Proust può cambiarvi la vita", che ci regala un libro scorrevole e con un pizzico di cinismo verso i turisti-viaggiatori moderni. Il libro, diviso in cinque capitoli
(Partenza, Motivazioni, Paesaggio, Arte, Ritorno), indaga in modo divertente e scanzonatorio le aspettative, le abitudini, i luoghi di transito e i mezzi di trasporto che affrontiamo quando, stanchi della routine quotidiana, partiamo per una meta alla ricerca affannosa di momenti di relax. L'autore si fa "accompagnare" da personaggi noti che, in modo diverso tra loro, hanno vissuto i viaggi e le sfumature ad essi legati. Fra questi ci sono: Charles Baudelaire, Edward Hopper, Gustave Flaubert, Vincent van Gogh, Giobbe ect. Alternando i suoi pensieri-impressioni con quelli di questi e altri "accompagnatori", Alain De Bottom analizza e ci suggerisce, senza pretese, alcune prospettive che ci aiuteranno a vivere esaurientemente il viaggio nel senso più dilatato del termine, sia che affrontiamo il viaggio con i mezzi di Alexander von Humboldt (Viaggio alle regioni equizionali del Nuovo Continente) o con quelle di Xavier de Maistre (Viaggio intorno alla mia camera), come dice l'autore: "Per il primo erano serviti dieci muli, trenta colli di bagaglio, quattro interpreti, un conometro, un sestante, due telescopi, un teodolite Borda, un barometro, una bussola, uno igometro, alcune lettere di presentrazione del re di Spagna e un fucile. Per il secondo, un pigiama di cotone rosa e azzurro". Dopo aver letto questo libro, la vostra "visione del viaggio" cambierà, scoprirete che come suggerisce lo scrittore: "il piacere del viaggio dipende forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non la destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di Humblodt".
"Esistono nella nostra vita geografie del tempo,
Che con netta preminenza conservano
Una forza rinnovatrice...
Che penetra, che ci permette di salire,
Già alti, ancor più in alto, e ci solleva quando cadiamo".
-William Wordsworth-
Voto: 4 / 5 |
eugenio (26-07-2002) Se tutti i divulgatori fossero come Alain!In questo bel libro intelligenza, ironia e gusto di sapere possono persino risvegliare il consumatore prigioniero nel Grande Mercato del Turismo, avviandolo sulla strada della nobile protesta agli insulsi imperativi a vedere sempre di più e capire sempre di meno. Da leggere (e meditare) il capitolo "Sulla curiosità". Voto: 4 / 5 |
Laura iaiab@yahoo.com (25-06-2002) Un libro divertente. Leggero ma pieno di contenuti.
L'analisi del viaggio attraverso il vissuto dell'autore e la compagnia di viaggiatori illustri del passato.
Voto: 4 / 5 |
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