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Updike John - Corri, coniglio | Ex campione di pallacanestro, marito e padre mediocre, lavoratore senza passione, il protagonista di questo romanzo è prigioniero di un tormentato conflitto fra istinto e norme sociali; è un essere inconcludente, timido, incolto, ma capace di trovare nella propria solitudine una spirituale forza di ribellione. Coniglio, in un momento più di noia che di disgusto, abbandona la moglie, e con la stessa impulsività abbandonerà l'amante, per tornare di nuovo alla moglie.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5EB (13-04-2011) La figura del protagonista è al limite del caricaturale, ma la cosa è chiaramente voluta e crea un effetto d'ironia quasi sofferta che dà il tono del romanzo. Le descrizioni sono plastiche fulminanti, capaci di creare un mondo senza doverlo spiegare. E' in fin dei conti un romanzo penoso, del quale ci si vorrebbe liberare al più presto per non essere coinvolti in tanto banale dolore. Ma è troppo tardi, e solo alla fine ci si accorge d'esserne stati pienamente partecipi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
*Ciobin* (24-08-2009) Harry Angstrom, detto Coniglio dai tempi delle scuole superiori, è l'essenza dell'uomo senza qualità, dell'inetto. Padre a 26 anni, sposato con una donna che non ama, fugge per un pretesto lasciando la giovane moglie incinta del secondo figlio. Incontrerà il suo vecchio allenatore che tenterà di dispensare qualche buon consiglio, una prostituta che si innamorerà di lui, un uomo di chiesa che tenterà di aiutarlo. Harry non sa amare, nell'egoismo di un bambino viziato gioca con le persone per poi abbandonarle.
Il rapporto che si instaura tra lettore e protagonista è un rapporto sofferto, la simpatia che suscita questo "bambinone" immaturo è subito sostituita dal fastidio per l'inettitudine che dimostra. Non è un libro facile, le chiavi interpretative sono diverse, così come i livelli di lettura. Updike rimane sempre un maestro, imprescindibile per chi voglia accostarsi alla narrativa americana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fausto Fiscina faustofiscina@tiscalinet.it (11-03-2005) Avevo letto questo romanzo per la prima volta nel 1979. Mi era piaciuto. L'ho riletto dopo 25 anni ed ho scoperto che è ancora più bello. Perchè ? Forse perchè oggi comprendo meglio il cervello del nostro Coniglio, forse perchè un grande libro è una miniera inesauribile di gemme che vanno cercate e recuperate anche dopo anni ed anni dalla prima lettura.
A proposito: c'è qualcuno che ha voglia di parlare di libri riletti dopo anni e di ciò che si è riscoperto alla seconda lettura ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo63 (24-09-2004) I titoli seguenti della saga conigliesca, saranno più divertenti, migliori, ma più amari, il figlio con il codino,che manderà a fondo la concessionaria.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio (18-05-2004) Bello, si, ma non il più riuscito della saga. Anch'io preferisco di gran lunga Sei ricco, Coniglio che, insieme a Il Centauro e Un mese di domeniche, considero il capolavoro di Updike. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vanni vannibaldassarre@hotmail.com (10-12-2003) Bello, bello. Ma secondo me Updike ha scritto cose migliori nel resto della tetralogia. Se Guanda dovesse avere la bella idea di ripubblicarlo, leggetevi "Sei ricco, coniglio". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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