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Rezzori Gregor von - Tracce nella neve. Ritratti per un'autobiografia che non scriverò mai |
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Titolo | Tracce nella neve. Ritratti per un'autobiografia che non scriverò mai |
| Autore | Rezzori Gregor von | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,02
(Prezzo di copertina € 16,50 Risparmio € 2,48)
|  | | Dati | 2002, 320 p. | | Curatore | Landolfi A. |
| Editore | Guanda
(collana Narratori della Fenice) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Tracce nella neve", ambientato in Bucovina, ripercorre gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza di Von Rezzori. Le pagine si popolano di figure famigliari: innanzittutto i genitori e la sua sorellina ma anche Cassandra, l'amata balia, e Straussìna, l'educatrice. Gregor Von Rezzori ricostruisce le atmosfere di un mondo entrato in crisi allo scoppio della prima guerra mondiale, e definitivamente cancellato dalle bufere successive.
| La recensione de L'Indice |
 La neve è quella dell'epigrafe di Villon (Où sont les neiges d'antan?) cioè i ricordi di un tempo remoto. Nel sottotitolo Ritratti per un'autobiografia che non scriverò mai Rezzori conferma la sua propensione per l'autobiografismo giustificata da una vita incredibilmente ricca e avventurosa. I cinque capitoli del libro sono dedicati ad altrettanti personaggi-chiave dell'infanzia e della giovinezza: la balia la madre il padre la sorella la governante. Curiosamente i rapporti con le due persone estranee sono i più affettuosi e anche i più importanti per lo sviluppo dei suoi talenti: alla balia Cassandra semiselvaggia creatura che in una lingua personalissima compresa solo da lui un misto di ucraino jiddisch tedesco e rumeno racconta fiabe e leggende del suo paese Rezzori deve l'interesse per le lingue e per l'affabulazione. A Straussìna che è stata dama di compagnia di Mark Twain deve l'amore per la parola scritta – lei gli regala una stamperia in miniatura – e il riconoscimento delle proprie doti di disegnatore. I rapporti con i familiari sono invece problematici a partire dalla madre donna egoista e nevrotica un modello negativo di femminilità che segnerà la sua percezione dell'altro sesso. Il padre invece per quanto spesso lontano viene descritto con affetto e apprezzamento per le sue doti intellettuali e di carattere che ne fanno un eccentrico fra l'aristocrazia ai margini dell'impero absburgico. La sorella infine morta ventenne a cui lo legava una fortissima complicità generata dalla consapevolezza dell'assurdità del mondo in cui erano vissuti è stata una presenza costante di tutta la sua vita nonostante il peso della sua superiorità mal celata e della sua lucida intelligenza. Quest'edizione è corredata da un Epilogo in cui l'autore visita nel 1989 i luoghi della sua infanzia – la Bucovina ex moldava ex ottomana ex absburgica ex rumena ora ucraina – e da fotografie in cui colpisce l'avvenenza di Gregor e della sorella. La traduzione bella e piuttosto libera è opera di uno specialista di Rezzori come pure la postfazione di cui è opportuno citare il titolo e l'illuminante sottotitolo: Vecchio e bambino nel pozzo del passato. Le mille e un'autobiografia di Gregor von Rezzori. Marina Ghedini
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