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Mastrocola Paola - Palline di pane | Agosto. Emilia, fotografa quarantenne, parte per le vacanze in Sardegna. Un marito in India per lavoro, una bambina di sei mesi che patisce il mare, un figlio undicenne che, fortemente determinato a isolarsi dall'"umanità coetanea" per rivendicare il diritto a una felicità tutta sua, passa il tempo a pescare e fabbricarsi le esche impastando palline di pane. L'unico aiuto potrebbe essere la nuova baby-sitter: ma è un'enigmatica ragazza portoghese che non sa una parola di italiano e si porta dietro un'inverosimile macchina da cucire a pedali. La vacanza inizia e dà vita a una serie di situazioni buffe e di reazioni imprevedibili, che s'insinuano tra le chiacchiere in spiaggia e scardinano certezze e opinioni comuni e conformiste.
15 recensioni presenti. Media Voto: 2.8 / 5Isola (29-03-2011) Trama assurda, personaggi poco credibili e descritti male. Noioso e inutile Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ilydily (28-02-2010) Una dichiarazione di guerra all’ipocrisia, alla banalità e all’ovvietà. Ho letto quasi tutti i libri della Mastrocola e questo è uno dei più belli. La protagonista Emilia è una donna come tante, normale. E come tante si trova avvolta in una spirale di amicizie ipocrite alle quali non si può dire di no per evitare di essere classificati come cattivi e insensibili. A tratti comico e divertente, soprattutto nella prima parte, poi più serio e profondo rende veramente bene l’idea del mondo in cui si vive. Proprio bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dama (11-09-2007) Una brava scrittrice che però stavolta non ha trovato l'ispirazione giusta. Deboluccia la trama e poco convincente la protagonista che addirittura adotta una capra...Scelta ironica sì però.... Il libro offre comunque alcuni punti di riflessione interessanti: egoismo maschile e consequenziale stralavoro femminile, difficoltà di comunicare,desiderio di uniformarsi per essere omologati in tanti stereotipi uguali, superficialità dei rapporti...C'é tanto... però poteva essere messo a fuoco in modo migliore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Valeria (12-10-2006) un libro leggero che si legge volentieri. La protagonista più che essere antipatica mi sembra vivere su un suo personale pianeta. La trama è apparentemente inverosimile (ma chi ha mai avuto degli amici che insistono per farti prendere una capra? gli amici, quelli sì, sono proprio insopportabili) e forse voleva essere surreale. Insomma, carino ma nulla di più. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
susy burla.burlone@tiscali.it (27-09-2006) Il flusso della coscienza che come un fiume riempe, straripa e scava modificando incessantemente il proprio letto, quel flusso che la protagonista vorrebbe arginare, placare, de-finire: questo il tema del romanzo. Ma il fiume non diventa lago. Si arriva così alla maturità dei 40 anni senza sentirsi adeguati, o meglio senza acquisire quella naturale “dimestichezza” con la vita che consente ai più di vivere la quotidianità secondo un “generale, comune sentire”. Quel comune sentire che finisce per diventare obbligo di gestire comuni esperienze nella medesima maniera. Un obbligo sociale che stigmatizza il “diversamente pensante”. In un’era di comodo relativismo l’unico diritto che non sembra potersi riconoscere è quello di prendere posizioni. Vero che è relativo ciò che è bello, buono, divertente o cattivo, ma dovrebbe essere altrettanto vera l’affermazione di un proprio ed esclusivo concetto di bello, buono, etc…, senza accuse di cinismo. La protagonista, moderna Ulisse, vive un perenne viaggio interiore, ed è per questo che non trova pace, né mai la troverà. Anche perché in questo viaggio la quotidianità la distrae, obbligandola ad occuparsi con comica goffaggine ed improvvisazione di quelle incombenze materiali nelle quali invece tutti gli altri sembrano maestri: compreso allevare i figli. Ed è questo il vero dramma dentro il romanzo: come essere buoni genitori. Se sia giusto assecondare le inclinazioni dei propri figli anche quando queste non sembrano condurli alla felicità, oppure se si debba lottare per trasformarne la natura, soprattutto affinché abbiano amici, così che “in compagnia” non pensino troppo e forse non pensino affatto. Ma se le amiche “solo di chiacchere” si rivelano monadi lontane come pianeti, un po’ come il marito al telefonino, la protagonista scopre l’amicizia come affinità, empatia, solidarietà e lealtà per il tramite della colf portoghese, che di “chiacchere” non ne ha mai fatte, ed in ultimo, del vichingo Lars –Ulisse, anche lui non parlante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
wendy (26-01-2006) ... ho continuato a leggere sperando ci fosse qualcosa di più.. non l'hon trovato!
banale e a tratti un pò noioso... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (20-01-2006) Sicuramente è un libro ben scritto e a tratti originale. Mi sembra però piuttosto diseducativo: la protagonista, in nome della libertà di pensiero e di azione, si rivela una nullafacente lavativa, pessima madre, pessima amica, pessima cittadina, piena solo della sua insopportabile supponenza. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elena (04-10-2005) Sottoscrivo il commento di chi ha detto che la protagonista non brilla in fatto di simpatia! La trovo pedante ai limiti del sopportabile! Dopo 100 pagine ho gettato la spugna... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Irene julian@freemail.it (22-09-2005) Delizioso, leggero, divertente, ..stile fluido e piacevole... personaggi simpatici e umani che ti rimangono nel cuore. Storie di vita quotidiana, forse non grande letteratura, ma una bella sorpresa, a tratti veramente comico... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesca (02-08-2005) Scritto benissimo. una prosa leggera e attenta. La situazione paradossale, ma reale. Mi è piaciuta molto l'atmosfera serena, e il mettere a nudo i timori e le insicurezze della protagonista. Ho amato il figlio solitario, la babysitter portoghese e mi è piaciuta molto la rappresentazione del politically correct al cubo.
Ti lascia dentro una sensazione piacevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco da vr (14-06-2005) 1\5 e' forse' un po' eccessivo...si tratta di prendere questo libro x quello che e':un qualcosa di leggero e forse a volte un po' banale,ma nemmeno cosi'brutto...certamente non da finale al premio strega pero'! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
trulla (13-06-2005) Semplicemente splendido! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristiana (04-01-2005) Che noia, e che personaggio antipatico la protagonista!
Fortuna che me lo hanno solo prestato, dicendomi di non averlo potuto leggere fino in fondo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Edoardo Giannetti (29-11-2004) Libro scipito, insulso, personaggi inesistenti, storia insulsa in stile diario di signora 40enne piuttosto benestante...Ragazzi, ma una scrittrice del genere non solo ha vinto il Calvino, non solo pubblica con Guanda, ma adesso ha addirittura vinto il Campiello? Siamo messi proprio male... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Bianca (08-01-2004) Scrittura molto fluida e incanto leggero della narrazione, un po' debole la trama e alla fine non troppo originali ne' il personaggio ne' le riflessioni. Piu' impegno e meno parole!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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