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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Foer Jonathan S. - Molto forte, incredibilmente vicino

Molto forte, incredibilmente vicino
riLeggo
TitoloMolto forte, incredibilmente vicino
AutoreFoer Jonathan S.
Prezzo
Sconto 15%
€ 15,72
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 2,78)
Dati2005, 351 p., ill., brossura
TraduttoreBocchiola M.
EditoreGuanda  (collana Narratori della Fenice)
 
Disponibile anche usato a € 9,25 su Libraccio.it
 Disponibile in eBook a € 9,99 (riLeggo € 1,99)

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Descrizione
A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". È l'11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all'enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l'incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788882466114 Molto forte, incredibilmente vicino A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". È l'11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all'enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l'incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita. 15,72 new EUR in_stock
La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Inventare un bollitore parlante. Oppure dei microfoni per ascoltare il battito del cuore "tipo che tutti ne inghiottiamo uno, e la sera, andando in strada con lo skateboard, potremmo sentire il battito di tutti gli altri, come una specie di sonar". O magari essere il pupillo di Stephen Hawking. Questo - e molto altro - pensa e sogna Oskar, il bambino newyorchese protagonista del secondo romanzo di Jonathan Froer, Molto forte incredibilmente vicino . Questo pensa e sogna Oskar per tenere la mente perennemente occupata, il più lontano possibile dal ricordo della morte del padre, vittima civile dell'attentato dell'undici settembre.
Quando un giorno scopre, tra le cose del genitore, una chiave misteriosa e un nome, "Black", Oskar spera che risolvendone l'enigma si sciolga anche il peso di un lutto lontanissimo dall'essere elaborato: inizia così una piccola odissea tra Manhattan e il Bronx, da Central Park a Ground Zero, in una città dolente e surreale. Aggiungeteci le storie dei nonni di Oskar, immigrati tedeschi fuggiti al bombardamento di Dresda, che si alternano al monologo del bimbo e avrete tutti gli ingredienti che, sulla carta, dovrebbero ripetere il successo di Ogni cosa è illuminata , fortunato esordio di Foer. Ma qualcosa non funziona: Molto forte incredibilmente vicino è certo godibile, sostenuto da una scrittura tanto seducente quanto piacevole, eppure tutto ciò non basta a farne un romanzo completamente riuscito.
La narrativa americana degli ultimi anni è costantemente al lavoro intorno al problema di come dire qualcosa di apparentemente indicibile, quel qualcosa dell'umano che si sottrae alla rappresentazione falsante dei media e dello spettacolo. Ora, sembra che per i giovani autori statunitensi il dolore, l'emotività, il sentimento possano darsi nei loro romanzi solo se trattati preventivamente attraverso un filtro che ne smorzi la potenza, una gabbia retorica che renda gestibile - e normalizzi - una materia altrimenti ustionante.
Le soluzioni (le scritture, gli stili) adottate sono due. La prima opzione - chiamiamola wallaciana, in onore del suo profeta David Foster Wallace - filtra l'"indicibile" attraverso l'ironia e l'autocoscienza di una letteratura che non teme il rischio della freddezza più cerebrale.
Per la seconda - che è quella di Foer ma anche di L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers, ad esempio - il portato emozionale del dolore è altrettanto celato, filtrato, ma in maniera opposta: attraverso la sua ostentazione parossistica. Un'ostentazione così estenuata e autistica nel celebrare unicamente se stessa da far immediatamente capire che si tratta di una reazione isterica. Vera e propria lingua-sintomo che rivela, nascondendola, la sofferenza del trauma: un tormento che non riesce a trovare la propria, autentica, articolazione ma che giunge alla pagina solo nella forma di questa inarrestabile voce narrante, di sicuro geniale, brillante, intelligentissima ma completamente artificiosa.
I personaggi di Foer parlano e pensano sempre, raccontano e inventano in continuazione, non smettono mai di dare suono a un dolore di per sé così assoluto dall'essere muto.
A cominciare dal protagonista, un po' nipotino secchione di Holden Caulfield un po' versione America anno zero dell'omonimo protagonista del Tamburo di latta di Grass (lo stesso rifiuto di crescere di fronte all'orrore della storia...): affascinante - ma irrealistica - figura di bambino che con l'ipertrofia di un cervello prodigioso tenta di rappezzare un cuore devastato.
La lingua-sintomo allora si espande, incontrollata, imperiale, contagiando tutto: quando non gli basta la grammatica del romanzo (che Foer conosce e padroneggia con consapevolezza e lucidità prodigiose) gioca con trovate tipografiche (pagine bianche, o che contengono solo una riga, caratteri che si sovrappongono fino a rendere il foglio illeggibile), escamotage grafici, o inserendo fotografie e illustrazioni (scorrendo le pagine del fumetto finale la figura umana che precipita dalle torri in fiamme scorrerà all'indietro, dando l'impressione di volare verso l'alto, come se si potesse tornare indietro e nulla fosse successo). Ogni assenza, ogni silenzio dev'essere riempito: quando Oskar disseppellirà la bara vuota del padre - essendo il corpo disperso nel crollo delle torri - la riempirà con le lettere del nonno grafomane (che a differenza del logorroico nipote è divenuto muto per le tragedie della vita e della storia ma trova ancora la forza di scrivere cose come "mi ha spezzato il cuore in più pezzi di quanti formassero il mio cuore", per citare la meno enfatica). Come se neanche la morte rappresentasse una zona franca del silenzio.
Tutto viene sommerso da questo linguaggio unificante, ogni distanza emotiva e conoscitiva superata: il dolore dei sopravvissuti diventa il patetismo sbattuto in faccia a un lettore che non può rispondere se con la lacrima coatta, dittatura di un'emotività compiaciuta e stucchevole.

Francesco Guglieri

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 127 recensioni presenti.  Media Voto: 4.51 / 5 | Invia recensione

niccolò (23-03-2014)
ti conquista con tenerezza. più che una lettura un'esperienza. tra un sogno e una canzone.
Voto: 5 / 5
Federico Rosa (01-12-2013)
Semplicemente un capolavoro. Fantastico. Commovente come pochi, lo rileggerei all'infinito! Veramente fantastico.
Voto: 5 / 5
SHEILA (10-10-2013)
Non c'è molto da dire. Mi sarei aspettata qualcosa in più. Ero indecisa se dare due punti o tre, ma per il tema che tratta non me la sono sentita di darne due. Delusione.
Voto: 3 / 5
celpe3 (03-06-2013)
Meraviglioso...Commovente!
Voto: 5 / 5
fra (20-01-2013)
Se dopo aver letto questo libro corrette guardare il film, non fatelo, rovinereste tutto. un libro geniale da ogni punto di vista. Un bambino come voce narrante, estratti di diari e qualche foto ogni tanto. Semplicemente unico.
Voto: 5 / 5
Tiziana (26-10-2012)
Strepitoso, unico, toccante, commovente, sfaccettato, profondo e anche simpatico. La scrittura è un po' pesante, affannosa, non sempre scorrevole, ma comunque emozionante e viscerale; sa toccare tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e anche spirituale, tocca e fa vibrare ogni corda.Davvero incantevole e specialissimo. Il film è altrettanto delizioso e particolare, da vedere senz'altro.
Voto: 5 / 5
OskarSchell (25-07-2012)
Uno dei romanzi più belli che abbia mai letto e che ho riletto nel corso degli anni. Recentemente è uscito anche il film... Non posso che consigliarne la lettura, da fare con cuore aperto e ricettivo alle emozioni.
Voto: 5 / 5
Lupo '58 (16-07-2012)
Un romanzo delicato, ma decisamente, almeno a mio parere, troppo "insolito" e con un impianto narrativo, fatto di continui cambi della voce narrante, che me ne ha reso abbastanza difficoltosa e poco scorrevole la lettura. Non mi ha entusiasmato, anche se devo riconoscerne l'originalità di stile.
Voto: 2 / 5
Rainbow (06-06-2012)
Il consiglio è di leggerlo in caso di insonnia. Il libro è sfiancante, tremendamente lento, NOIOSO, finto, sconclusionato ed il personaggio di Oskar è antipatico, da sberle a piene mani. Sono contro la violenza ma Thomas non poteva dare qualche scappellotto in più a suo figlio?
Voto: 2 / 5
silvia (30-05-2012)
Sono d'accordo con il parere del lettore che, parafrasando il titolo del libro, lo ha definito: "Molto finto - incredibilmente noioso". Del resto, anche nella recensione de "L'Indice", all'inizio di questa pagina web (che purtroppo non avevo avuto la pazienza di leggere prima di affrontare il romanzo), viene ribadito il concetto di artificiosità retorica, di ostentazione del dolore, "estenuata e autistica nel celebrare unicamente se stessa". Ed è proprio nella reiterazione dell'evento tragico lo stucchevole punto debole dell'opera, non è sufficiente tirare in ballo gratuitamente due tragedie storiche con la pretesa di analizzare i sentimenti dei protagonisti: tanto varrebbe parlare dell'orto sotto casa, l'importante è possedere validi strumenti interpretativi per metter a fuoco ciò che avviene. La narrazione è affidata alle vittime superstiti delle due stragi, un bambino e i suoi nonni, quasi a volersi sollevare dalla responsabilità di uno stile fastidiosamente frammentario e scollegato, ma infiniti sono gli esempi di romanzi quantomeno scorrevoli, in cui la voce narrante è quella di un bambino ("Nel mare ci sono i coccodrilli" - "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte"). Inutilmente angosciante e faticoso, temi altrettanto drammatici vengono gestiti con ammirevole consapevolezza da Piliph Roth in "Indignazione".
Voto: 2 / 5
umberto (26-05-2012)
Forse un po' "costruito" su qualche personaggio e in qualche passaggio (stessi limiti che avevo trovato in Foer anche in "Ogni cosa è illuminata")
Voto: 4 / 5
bonalumi giuseppe (08-04-2012)
fantastico libro !!!!! il personaggio di oskar riesce a commuovere in modo assoluto!!!i suoi pensieri e il suo dolore sono rappresentati in modo talmente profondo e sorprendente che risulta impossibile non rimanerne coinvolti.
Voto: 5 / 5
Silvia Angeli silvia.angels@gmail.com (01-04-2012)
Il critico Harry Siegel ha aspramente criticato lo stile dell'autore: "Foer dovrebbe essere il nostro nuovo Philip Roth, tuttavia i suoi sillogismi da biscottini della fortuna e illustrazioni senza senso e trucchetti tipografici non sono affatto paragonabili a Roth, nemmeno nei momenti più vacui della sua scrittura". Una presa di posizione tanto forte quanto ingiustificata. È vero che Safran Foer utilizza spesso sentenze gnomiche, periodi semplici, a volte categorici nella loro sintesi. Ma brevità non equivale a banalità. La forma, seppure curata, non è più importante della sostanza: le scelte stilistiche sono motivate e meditate, affatto gratuite. È assente qualsiasi virtuosismo, tautologia o vezzo. Particolare è l'uso che l'autore fa delle immagini (fotografie, disegni) e delle parole stesse, disposte a creare quello che è più vicino a un haiku giapponese che la pagina di un romanzo. In questo senso il libro si configura come una sorta di sinestesia: unisce colori, immagini, suoni, descrizioni e riferimenti precisi a sensazioni olfattive e tattili. Safran Foer crea un intero mondo, e il lettore non può che viverlo. Ulteriore punto di forza del romanzo è la sua architettura: un alternarsi di punti di vista, di periodi storici, di forme di scrittura differenti (la lettera, il messaggio, il diario) che consente una lettura a più livelli. Quasi mai un autore riesce nell'impresa di tenere in pugno tutti i fili che la sua creatività ha dipanato, più spesso anzi si perde nei labirinti che lui stesso costruisce, rimanendo prigioniero del proprio estro. Safran Foer invece si mantiene lucido: riannoda i fili, stabilisce un percorso coerente, dona senso. Un romanzo profondo, sincero e sostenuto da un'ossatura forte: l'autore dimostra che è possibile unire significato, lirismo e struttura narrativa. Impossibile rimanere indifferenti, difficile liberarsi dalla sensazione di esser stati coinvolti da un'esperienza che ha trasceso la semplice lettura.
Voto: 5 / 5
sergio oliveri (23-03-2012)
Le conseguenze delle atrocità derivate dalla follia umana nel susseguirsi di tre generazioni, tra il bombardamento di Dresda e l'attentato alle Torri Gemelle. Una nuova dimostrazione di originalità, attraverso la scrittura alternata di tre "io narranti", per un libro che prende, commuove, fa riflettere e, a tratti, persino sorridere. Pur restando un tantino al di sotto di Ogni cosa è illuminata, Foer si conferma una delle presenze migliori nel panorama della nuova letteratura mondiale.
Voto: 4 / 5
mixy (18-03-2012)
All'inizio del libro pensavo: "non riuscirò mai a leggere un libro del genere, come se fosse scritto da un ragazzino!"... e invece non solo l'ho finito ma in tempi da record! Tenero, triste e allegro allo stesso tempo, originale... lo consiglio vivamente!
Voto: 4 / 5
claudia (17-02-2012)
Non merita il massimo, onestamente. E' un bel libro, una storia particolare, un originale stile che fa sentire il lettore parte integrante del racconto. Questo libro è uno strano parallelo tra due pagine tristissime della storia mondiale che però, a mio avviso, l'autore lega male. Inoltre richiede un pò di impegno a causa dei salti continui tra io narrante e cronologia. La cosa più bella in assoluto è lui, Oskar. Non si può non amarlo...per le sue debolezze che sono anche le nostre, per le sue battute sagaci, per il suo modo di guardare la realtà senza filtri. Adesso aspettiamo il film.
Voto: 4 / 5
nelly bonelli (29-11-2011)
Impossibile non associarsi alle lodi! Un libro originale, pieno di idee particolari che ho apprezzato tantissimo.Assolutamente da leggere
Voto: 5 / 5
Filippo Lucarelli (14-03-2011)
Non ho parole per spiegare la delicatezza e l'emozione creata dalla lettura di questo romanzo
Voto: 5 / 5
Marco (15-09-2010)
Un capolavoro della letteratura americana, degno erede di grandi scrittori come Faulkner ed Hemingway. Un libro intelligente, ricercato, innovativo, che esplora l'evoluzione del linguaggio nella multimedialità. Una lettura attenta, originale, libera da pregiudizi e condizionamenti della tragedia del World Trade Center.
Voto: 5 / 5
Silvia (21-06-2010)
Bellissimo, soprattutto i pensieri di Oskar. Lo consiglio a tutti!
Voto: 5 / 5
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