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Biondillo Gianni - Per cosa si uccide

Per cosa si uccide
Zoom della copertina
TitoloPer cosa si uccide
AutoreBiondillo Gianni
Prezzo € 14,50
Prezzi in altre valute
Dati2004, 285 p., brossura
EditoreGuanda  (collana Narratori della Fenice)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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Descrizione
Inizia d'estate, con un cane sgozzato, una serie di omicidi lunga un anno nel quartiere di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Protagonista è, suo malgrado, l'ispettore Ferraro, uomo senza particolari qualità. Separato con un figlio, vive da solo. Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri, informatori, pendolari, "sciure" e manifestanti: il popolo di una città e della sua periferia. Le indagini di Ferraro servono da pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano, vera protagonista del romanzo. "Una città - sostiene l'autore - che non vuole morire e che, se muore, comunque rinasce, con orgoglio".

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 44 recensioni presenti.  Media Voto: 3.75 / 5

ildegarda ildegarda0403@yahoo.it (27-08-2009)
la scrittura di Biondillo è fantastica. Solo un milanese può capire appieno la sua descrizione della città e quanto sia veritiera. Le storie narrate sono storie che accadono tutti i giorni...
Voto: 5 / 5

Simona (25-07-2008)
Partendo dal fatto che da buona milanese mi fa piacere che esistano ancora autori che descrivano l'insieme così spesso contorto, eterogeneo, dissonante della capitale meneghina ho trovato il libro poco strutturato a livello di trama e non particolarmente ben scritto. Diciamo che c'è di peggio ma, di certo, di molto meglio.
Voto: 2 / 5

scettico (17-05-2007)
Direi che l'autore, di persona brillantissimo e simpaticissimo, evidentemente non ha tutte le qualità che si attribuisce. Molti personaggi appaiono da fumetto e anche le considerazioni socio-politiche sono fuori luogo. La cosa che forse disturba di più è il continuo ricorso alla sottolineatura delle battute umoristiche dei personaggi. "Non ostante" questo (come scriverebbe lui) non è del tutto da buttare, c'è qualche intuizione felice soprattutto nella descrizione delle atmosfere. Una curiosità è che il libro è totalmente sbilanciato essendo composto da due episodi brevissimi all'inizio e uno molto lungo che ne occupa oltre la metà.
Voto: 2 / 5

Giuliopez (27-04-2007)
Ironico, brillante e non banale. Biondillo da architetto qual'è ci descrive una Milano a tutto campo dalla periferia al centro storico attraverso personaggi e storie che si intrecciano e che, senza voler esagerare paragoni (operazione quanto mai fastidiosa in letteratura), mi hanno ricordato un pò Scerbanenco. Un bel personaggio l'ispettore Ferraro, penso che acquisterò anche il seguito (con la morte nel cuore).
Voto: 5 / 5

Romano De Marco romdema@tin.it (10-03-2007)
Biondillo è un architetto (bravo, mi dicono) esperto di urbanistica, che ama parlare della sua città, Milano, raccontandola in maniera inedita e affascinante. Lo fa con competenza e passione suscitando interesse e curiosità nel lettore. Peccato però che questo non sia un libro di urbanistica. E' un giallo pieno di luoghi comuni, a partire dal protagonista, l'ispettore Ferraro classico detective sfigato, con la vita disastrata e un'infanzia difficile alle spalle. Biondillo fa di tutto per risultare simpatico e per rendere simpatici i suoi personaggi e, visto il gradimento generale riscosso da questo romanzo (che ha avuto anche un sequel) magari ci riesce pure. Per quel che mi riguarda sono abbastanza deluso. La trama è una specie di serie ad episodi, con nuovi personaggi e nuovi casi da risolvere ogni 50 pagine circa. Aspetto atipico per la letteratura di genere, forse più motivato dalla mancanza che dall'eccesso di idee. Insufficiente come libro su Milano, insufficiente come giallo. Non del tutto da bocciare, intendiamoci. Qua e la si intravede la stoffa. La pagina nella quale Biondillo parla degli agenti immobiliari da sola vale il prezzo del libro. Complessivamente l'impressione è che questo autore sia molto ma molto meglio di ciò che scrive. Forse deve solo riuscire a svincolarsi dalla tentazione di piacere "per forza" e capire che diventare il Lansdale italiano non è impresa alla sua portata.
Voto: 3 / 5

andrea (24-01-2007)
Prima opera di Biondillo (e debutto dell'ispettore Ferraro), questo libro ben si colloca nel panorama recente del noir all'italiana. Scrittura veloce, diretta, divertente, molta ironia, personaggi ben delineati (anche se un filo macchiettistici, un po' da fiction tv , ma di alto livello); come detto da altri i 4 racconti che compongono il libro hanno una trama un po' leggera (salvo l'ultimo), ma l'intreccio (meglio, gli intrecci), mai come in questo caso servono solo come mero pretesto narrativo per mettere in scena i personaggi e la città di milano. Anzi, proprio Milano alla fine è la protagonista assoluta del libro, descritta con ironia e affrescata con i suoi spaccati umani nelle varie stagioni e nei vari quartieri, dal centro alto borghese, modaiolo e ossessionato dal mito del lavoro alla quarto oggiaro "terrona", piena di miserie, dolori sopiti, ma anche dotata di tanta umanità e di tante storie in cerca di riscatto.
Voto: 4 / 5

Omar omar@genyaweb.it (29-06-2006)
Un solo paragone, per rendere l'idea. E' come se un cantastorie si sedesse accanto a voi al tavolino del bar, con un buon bicchiere di rosso in mano, e vi narrasse uno spicchio della vita di persone semplici e comuni sullo sfondo di un quartiere caratteristico di Milano. Degno del miglior Guareschi. Non è adatto a chi si è appassionato al giallo patinato, imitazione nostrana dei thriller americani. Questo libro è per chi ama le storie e soprattutto le persone, per chi vuole sentir parlare il cuore e riconoscersi nella trama e negli ambienti. Complimenti Gianni, continua così.
Voto: 5 / 5

simone (03-03-2006)
bellissimo divertente avvincente sono nato e vivo ancora a quarto il libro rispecchia la realta del nostro quartiere e di una parte di milano e milanesi complimenti
Voto: 5 / 5

Francesco solarplexus75@virgilio.it (10-02-2006)
Ho letto il libro sulla base di un consiglio di mia sorella, che me lo raccomandava "perchè leggero, comico, ma anche caustico" :aveva ragione. Buon libro, da leggere senza aspettarsi il capolavoro ma neanche da disprezzare come ho letto qui sopra; il resoconto della scena di sesso è scritto in maniera veramente formidabile, ho riso da solo!!!
Voto: 3 / 5

Emiliano Fabbri elbuitre75@tiscali.it (09-01-2006)
Chi ama i giallisti italiani non può leggere questo libro, è da sconsigliare vivamente. Pecca alla grande dal punto di vista tecnico, i personaggi mancano di personalità e ad un cero punto non si sa che fine fanno, la storia è narrata in maniera sconnessa e senza una linea logica. Sopravvalutato!
Voto: 1 / 5

Andrea72 whitewhizard@tiscali.it (07-01-2006)
Io sono rimasto abbastanza deluso da questo libro, mi aspettavo molto di meglio e molto di più.Le prime cinquanta pagine sono volate via che è una meraviglia,piene di ironia e divertenti come poche.Le seconde cinquanta pagine sono rimaste divertenti ma hanno smorzato l'entusiasmo iniziale.Le pagine restanti sono solo un'ennesima ripetizione di ciò che è stato scritto nelle prime cento pagine. Io credo che Biondillo avrebbe fatto meglio a scrivere tre o quattro racconti lunghi e pubblicarli separatamente, perchè, in questo romanzo, se si ride fino alle prime cento pagine, per quelle successive si ride degli stessi motivi delle prime, e anche il sorriso si smorza della spontaneità iniziale adeguandosi alle smorfie di circostanza che le solite battute cercano di insinuare.Il suo è un umorismo gradevole ma che non si rinnova, rimane statico, e ciò può provocare, alla lunga, il risultato opposto a quello che vuole ottenere, noia piuttosto che divertimento.La trama gialla è pressochè inesistente,non esiste tensione narrativa e nessun intreccio particolare degno di nota.Non posso esprimermi sulle pagine che parlano della città,posso anche dare per buono che il suo "sguardo" sia effettivamente come descritto nelle diverse critiche al libro, ma questi due elementi sono troppo pochi per poter dare un voto alto a questa lettura, Ferraro sarà anche un personaggio dai risvolti interessanti ( a me piace che non sia il solito superuomo che fa della forza e dell'intelligenza le sue armi migliori ) ma da solo non basta a reggere tutta la struttura del romanzo.Senza quei tanti ammiccamenti al lettore ( decido io se una battuta mi fa ridere ) e con una maggiore attenzione al thrilling - visto che di thriller si dovrebbe trattare, comodo dire sempre che il giallo è un pretesto per raccontare altro quando non viene bene - poteva essere un buon libro, così mi sembra un prodotto molto sopravvalutato, di facile lettura, sì, ma senza troppe pretese.
Voto: 2 / 5

mauro (20-12-2005)
Il libro mi ha preso bene, difficile definirlo un giallo, in certi momenti mi ha veramente emozionato e questa di per sè è una dote che va riconosciuta all'autore al di là dei mancati virtuosismi letterari, che spesso piacciono a chi legge con i sensi spenti e il vocabolario aperto.
Voto: 4 / 5

Nicola nicolaceccoli@alice.it (07-11-2005)
Più che di un romanzo si tratta di 4 racconti variamente collegati. Per quanto riguarda i personaggi Biondillo non ha brillato in originalità. L'ispettore Ferraro è il solito sbirro divorziato che ha fallito come marito e rischia di fare altrettanto come padre. Attorno a lui la solita ex-moglie perfettina e rancorosa,un vicecommissario tanto smanioso di fare carriera quanto ottuso,l'amico d'infanzia mezzo delinquente,un vicequestore severo ma in fondo brav'uomo,due colleghi surreali ma simpatici(Lanza e Comaschi),un capitano dei carabinieri tutto d'un pezzo e l'immancabile ereditiera che non esita a buttarsi tra le braccia del protagonista. Niente di nuovo sotto il sole del giallo italiano,allora? Sbagliato,perchè il libro,malgrado questi difetti, è divertentissimo e a tratti riesce persino a commuovere. Non un capolavoro,ma un buon esordio si!
Voto: 3 / 5

aaal (11-10-2005)
Io credo che Biondillo sappia ben scrivere in italiano, anche se usa un linguaggio "parlato", quindi chi lo critica rilegga il libro con più attenzione. Sono una lettrice accanita di noir e di thriller e quindi i paragoni li faccio,B. è una vera sorpresa, come pure il suo Ispettore. Uno qualunque, come tanti che lavorano perchè lavorare si deve ma si può farlo con dignità. Insomma "umano". Bravo B.
Voto: 5 / 5

arianna (19-09-2005)
Il libro non mi è piaciuto, troppo ridondante. Mi aspettavo molto di più.
Voto: 1 / 5

Manolo (20-07-2005)
Un "giallista" italiano che non si prende troppo sul serio... Finalmente! Può non piacere, ma alcune critiche da 1 o 2 punti qui sotto mi sembrano fuori luogo. Avessi io i problemi che ha Biondillo con la lingua italiana!!!
Voto: 5 / 5

luca lucalodi2003@libero.it (17-07-2005)
La trama è scorrevole e i personaggi sono centrati e divertenti e poi scusatemi ,ma mi scappa da dire che chi afferma che il libro fatica a reggersi in piedi soffra di una forma fastidiosa di puzza al naso! Uno dei libri più piacevoli che ho letto quest'anno. .....bella Gianni!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

rossodisera (12-07-2005)
Non scherziamo ragazzi: oltre le prime dieci pagine di questo libro, con tutta la buona volontà, chi ama la buona scrittura non riesce ad andare!
Voto: 1 / 5

yellow (06-07-2005)
Noioso, banale, inverosimile. Pieno di umorismo da dilettanti e divagazioni compiaciute che strapazzano il lettore Eppoi, ma perchè imbrogliare il lettore presentando come rtomanzo un libro di racconti?
Voto: 2 / 5

marco77 (24-06-2005)
Una piacevole sorpresa. Dal testo emerge una grande forza descrittiva dell'autore, che diventa più importante della stessa componente "gialla". Davvero interessanti i personaggi, decisamente reali, e tutta la Milano che regna attorno alle diverse vicende. Ho già comprato " Con la morte nel cuore " che andrò a leggere con molto interesse.
Voto: 4 / 5

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