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Biondillo Gianni - Con la morte nel cuore |
Chi ha sparato all'ispettore capo Lanza del commissariato di Quarto Oggiaro? L'ispettore Michele Ferraro è alle prese con uno dei più difficili casi che gli siano mai capitati. Perché, in quella periferia milanese dove tutti si conoscono e dove è quasi impossibile distinguere gli innocenti dai colpevoli, sta succedendo qualcosa di grosso. Cosa c'è dietro? Che parte ha il Baffo, un sognatore finito a fare il barbone? E che strani intrecci si sono formati tra le mafie pugliesi, calabresi e slave? Ferraro indaga, facendo quotidianamente i conti con i suoi malumori, con l'ennesimo tentativo di prendere una laurea, e con il popolo minuto di una città raccontata con durezza sarcastica e simpatia contagiosa.
Recensioni 1 - 20 di 46 recensioni presenti. Media Voto: 4.13 / 5andreab (14-12-2009) Nel genere "giallo all'italiana" che negli ultimi anni ha fatto conoscere molti nuovi autori, questo libro di Biondillo, secondo romanzo con protagonista il buon Ferraro (dopo il debutto ne "per cosa si uccide") raggiunge il vertice del gradimento. Rispetto al già interessante debutto, qui Biondillo si perfeziona e si migliora, regalando una storia coerente, piena e anche sufficientemente intrigante. Un libro difficile da mollare. Rispetto al debutto l'autore conferma la bravura nello sviluppare una scrittura ricca di verve e ironia ma mai banale, così come sempre riuscito è lo sguardo con cui abbraccia Milano e i suoi tic; non mancano, da bravo architetto, brevi cenni sulla storia di una città che cambia così in fretta da scordare il proprio passato. Si aggiunge però una capacità di approfondire la dimensione umana dei personaggi e soprattutto l'abilità nell'articolare una trama finalmente complessa, che vede nel finale incastrarsi tra loro tutti i pezzi sparsi nel corso del libro. Rimane un romanzo giallo all'italiana (ovverosia un libro in cui il valore è dato sia dall'intreccio narrativo che dai personaggi e dallo sfondo metropolitano), ma qui più che in altri autori anche la parte propriamente "gialla" soddisfa appieno. Voto: 5 / 5 |
lalli (28-10-2008) TROVO BIONDILLO UNO SCRITTORE MOLTO INTERESSANTE E (NONOSTANTE SIA UN ARCHITETTO COME ME) ANCHE SIMPATICO...MAGARI NON E' UN GIALLISTA DI PRIMORDINE MA IL SUO MODO DI DESCRIVERE LA CITTA CHE SCORRE DIETRO IL ROMANZO E' ESEMPLARE Voto: 4 / 5 |
erika (25-11-2006) è un libro molto piacevole...lo consiglio a tutti..
Voto: 5 / 5 |
Cinzia (19-10-2006) ... in un periodo della mia vita personale che sto vivendo "con la morte nel cuore", la lettura di questo libro mi ha permesso di ri-sorridere... e di evadere per qualche ora dai miei pensieri tristi, tristi, tristi!
Ho trovato il libro bello, avvincente e pieno di scorci di vita comune. La voglia di arrivare all'ultima pagina era tanta, e purtroppo oggi l'ultima pagina é arrivata.... e adesso? Sigh!... Corro a comprare gli altri libri di Gianni Biondillo!
Un grazie sincero a Gianni perché il suo modo di scrivere e il suo romanzo mi hanno tenuto una grande compagnia in questo momento "particolare" della mia vita. Voto: 5 / 5 |
Francesca (29-08-2006) Un libro molto molto piacevole, la trama complicata da molti intrecci e personaggi sa sbrogliarsi arricchita anche dal grande senso dell'umorismo che caratterizza l'autore. Forse qualche pagina in meno avrebbe reso il tutto ancora più scorrevole.
Consigliato a tutti gli amanti del giallo e del mistero. Voto: 4 / 5 |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (23-05-2006) Biondillo ha stile: sa divertire, analizzare, convincere. E' un abilissimo macchiettista, dotato di non comune verve comica. Eppure, il libro non mi ha soddisfatto a pieno: troppe storie che si intersecano senza fondersi, troppa superficialità nell'affrontare questioni scottanti come la criminalità internazione. Cento pagine di meno, come diceva Marsala Florio, e il risultato sarebbe stato migliore. Per me, abruzzese, poi, il dialetto strettissimo di Baffo è incomprensibile.
Voto: 3 / 5 |
Luca (03-02-2006) Libro davvero divertente,oltre ad essere un buon giallo.La forza del racconto peroò sta nei personaggi,in particolare nel protagonista, l'ispettore Ferraro.Esilaranti i dialogi tra Ferraro e Lanza o le battute di Comaschi Voto: 5 / 5 |
maurizio codogno puntomaupunto@tin.it (02-02-2006) Seconda opera di Gianni Biondillo, giallista che invece del Bronx preferisce parlare di Quarto Oggiaro e dell'ispettore di polizia Michele Ferraro. Probabilmente come giallo non vale molto, ma non essendo un genere che frequento non saprei cosa dire. Sicuramente le descrizioni della periferia di Milano sono molto belle, e la prosa di Biondillo è scorrevole e divertente, con una serie di battute fulminanti, il che lo rende di piacevole lettura per un lettore casuale come me. L'unico appunto che mi sento di fare è che a volte tende a volere giocare troppo agli esercizi di stile, inserendo capitoli che scimmiottano vari modi di scrittura; in questo modo però la storia viene brutalmente spezzata. Voto: 4 / 5 |
claudio (01-02-2006) Molto gradevole; situazioni normali diventano strane grazie alla precisa descrizione dei particolari fatta dall'autore. Anche la trama non delude. Ecco un libro carino da regalare. Voto: 4 / 5 |
Alessandra (10-01-2006) E' un libro che si legge proprio volentieri dalla prima all'ultima pagina: divertente, avvincente, simpatico... Biondillo ha creato un nuovo personaggio: i'ispettore Ferraro, molto ben definito e molto umano con tutti i suoi limiti e le sue debolezze ma anche molto generoso, che si fa voler bene fin da subito, e ti sembra di conoscerlo da anni, che sia un amico di vecchia data!
Attendo la prossima avventura di Ferraro, nel frattempo mi vado a comprare il romanzo precedente. Voto: 5 / 5 |
rob (09-01-2006) Lo sto leggendo, fa venire voglia di scrivere. Il che per me significa voto ottimo, ottimo. Sa intrattenere benissimo ma con un quid che scava più giù. Sa dosare i personaggi, sa farli muovere e parlare, sa raccontare una faccia senza descriverla. Gliene importa il giusto delle trame, com'è giusto. È toccato troppo spesso dall'ambizione di straripare, di dire tutto il dicibile: forse mancanza di controllo, forse caratteristica e basta, del resto di marca non scadente, piuttosto F&L se non Gadda -che anche l'Ingegnere, quando dice di straripare, ti fa cascare le braccia. Sicché, in fin dei conti, roba veniale rispetto alla generosità prepotente (qualche volta potente) del resto.
Anvedi sto Biondillo. Voto: 4 / 5 |
Paola (06-01-2006) Bello, bello, bello!!!! Una scoperta .. Avvincente, surreale, non scontato. Personaggi palpabili, soprattutto nei dialoghi che ho trovato fra i migliori che abbia mai letto!
Non condivido proprio l'opinione dei detrattori, che sembrano voler cercare il classico pelo nell'uovo pur di avere qualcosa da ridire. Da semplice lettrice (e non da addetta ai lavori), posso dire che questo libro mi ha affascinato in tutti i suoi aspetti.
Per cui, Gianni Biondillo, avanti tutta! Siamo in molti ad aspettare il prossimo libro. Voto: 5 / 5 |
Nicola nicolaceccoli@alice.it (19-12-2005) Dopo aver letto su IBS ila mio commento a Per cosa si uccide(non negativo ma neppure prodigo di elogi)è stato proprio Biondillo a consigliarmi di leggere Con la morte nel cuore...un consiglio che ho fatto bene a seguire!Per prima cosa stavolta siamo di fronte a un romanzo poliziesco vero e proprio(anche abbastanza intricato e con tanto di colpo di scena finale)e in generale Biondillo mostra una maggior maturità e compattezza che emerge soprattutto nella caratterizzazione di Lanza e Comaschi,non più due semplici macchiette ma personaggi profondi e con un ruolo ben preciso.Apprezzabile,secondo me,anche il mancato ricorso all'espediente fin troppo sfruttato della storia d'amore tra il protagonista e la bonazza di turno(qui la collega Anna Fusco). La comicità poi(e questa è una conferma)raggiunge momenti sublimi:la conversazione tra Ferraro e il docente universitario e il collegamento TV sulla scena della strage valgono quasi da soli il prezzo del libro.Abbiamo un nuovo Faletti,allora? Direi piuttosto un nuovo Macchiavelli...A quando il prossimo libro? Voto: 5 / 5 |
marcello (03-12-2005) In un tipo di storia un pò abusata - il poliziotto sfigato ed ironico è un dejà vu assoluto- Biondillo si padroneggia nella narrazione con abilità e maestria.
In questa opera seconda il risultato è migliore che nella prima prova e adesso aspetto il seguito con grande curiosità per decidere se può essere immesso nel ristretto novero dei giallisti d'autore (da Camilleri in giù). Voto: 5 / 5 |
alessandro de carolis a.decarolis@email.it (05-10-2005) Biondillo ha mestiere e coraggio. Mestiere nel creare personaggi, che rimangono, e nell'intrecciare storie, che si leggono d'un fiato (cosa che io ho fatto con entrambi i suoi libri). Coraggio perché in un'epoca di thriller-giallomaniaci ha provato a innovare il linguaggio del genere inserendo l'elemento-ironico-brillante in storie drammatiche. Mi ricorda l'Enzo Barboni che al cinema lanciò "Trinità" dopo che Leone aveva inventato lo spaghetti-western. Vai così, Gianni. Voto: 5 / 5 |
nazza nazza1964@alice.it (10-09-2005) si legge in un fiato e ti fa venire voglia di averne subito un altro per potere ricominciare.
Grande! Voto: 5 / 5 |
BARBARA barbara.cravero@virgilio.it (02-09-2005) Non l'ho ancora finito ... e vorrei non finirlo affatto. E' il libro che vorresti aver sempre sul comodino, un compagno di viaggio, tanto che quasi con rammarico vedi arrivare l'ultima pagina.
Non conoscevo Biondillo, e sono contenta di averlo scoperto...sicuramente leggerò l'opera prima ed aspetterò con impazienza la terza. Voto: 5 / 5 |
piergiorgio casaccia pcasaccia@libero.it (02-09-2005) libro ben scritto, intrigante e divertente, di quelli che ti prende dall'inizio e non ti lascia andare fino all'ultima pagina. Ottimo il ritmo, le piccole gradevoli invenzioni che fanno ben più che sorridere, talvolta anche di un riso amaro. Perchè così poca risonanza per questo libro che ho trovato per caso in libreria?
Una piacevole sorpresa nel nostro mondo letterario. Voto: 5 / 5 |
Sonja (17-06-2005) Vera ed esilarante la descrizione dell'aperitivo della Milano bene. Particolari le descrizioni delle brutture e delle bellezze architettoniche. Un romanzo ben scritto, secondo me, anche se ho apprezzato di più la seconda parte. Voto: 4 / 5 |
alessandra (17-06-2005) Dopo Sandrone Dazieri, il cielo ci regala Biondillo..e Milano non è più la stessa. Non so dove le critiche lette qui si possano infilare tra le pagine del libro, ma davvero tutto è soggettivo. Eccetto forse la superiorità stilistica dell'architetto. (ale-cremona) Voto: 5 / 5 |
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