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Arenas Reinaldo - Prima che sia notte. Autobiografia | Reinaldo Arenas, uno dei più grandi scrittori cubani delle ultime generazioni, morì suicida a New York nel 1990, prima che lo finisse l'AIDS. Scrittore e omosessuale: due colpe imperdonabili per il regime castrista, che lo perseguitò, lo incarcerò, cercò di annientarlo colpendolo negli affetti, trasformando in delatori i suoi amici, obbligandolo all'umiliazione di una "confessione" e a una "riabilitazione" peggiore della prigionia. Arenas riuscì a fuggire, ma la condizione dell'esule gli fece scoprire altri orrori: l'ipocrisia della sinistra occidentale, viziata dal mito della rivoluzione cubana, la solitudine e una nuova tortura, l'AIDS. Questo libro è l'autobiografia dello scrittore.
Media Voto: 3 / 5alex (01-02-2007) Stupendo; ci avvicina ad una realtà che purtroppo sentiamo lontana e crediamo non esista...ma c'è e a tutt'oggi fa male.
Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Isla islaatlantide@hotmail.com (17-07-2005) Un libro di memorie pieno di sincero sdegno e livore per l'oppressivo regime castrista . Gli eccessi sessuali, le disavvenure politiche e la febbre di vita del protagonista hanno come sfondo una Cuba poverissima ma sensuale, che è Paradiso e Inferno al tempo stesso. Una folla variopinta di personaggi improbabili quanto barocchi popola le pagine del romanzo. Gli anni vissuti negli USA dopo la fuga da Cuba sono descritti in maniera molto sommaria. La scrittura non è accurata nè letterariamente preziosa ma piuttosto sciatta, sfilacciata, ingenua.Tuttavia la narrazione del periodo infantile e delle brutture del carcere possiede una sua poeticità. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesco (03-05-2004) Non avendo letto altro di questo autore cubano, non me la sento di dare validità assoluta al mio giudizio sulla sua autobiografia, che forse potrei rivalutare in base ad una più ampia conoscenza dei canoni stilistici dell'autore. Tuttavia il testo in sè mi è parso un po' debole, non costituendo una critica organica ed avveduta al regime castrista, mancando per lo più di idee originali sul medesimo, ed essendo talora carente nella caratterizzazione dei personaggi, incentrato com'è, per i suoi tre quarti circa, sulla descrizione delle avventure omoerotiche dei cubani, rappresentati nell'atto di masturbarsi, metterselo nel culo o in bocca incessantemente; il testo è privo di umorismo ed a tratti arido. Ciò nonostante può costituire uno spunto d'approfondimento sulla condizione di Cuba a seguito della rivoluzione dell'immeritatamente osannato ( almeno all'estero )Fidel Castro. Non mancano le pagine di bella narrativa: uno dei capitoli a mio avviso meglio costruiti è quello sulla ddetenzione al Morro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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