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Morozzi Gianluca - Blackout | Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiuse in un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi gli studi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quel condominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer. Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa per seviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stava proprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia. Nessuno dei tre riesce a comunicare con l'esterno, il condominio è deserto per il ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tre devono dividersi diventano sempre più angusti, l'aria irrespirabile...
Recensioni 1 - 20 di 67 recensioni presenti. Media Voto: 3.76 / 5tride tride10@hotmail.com (27-10-2006) caro moroz... non ci siamo proprio, il libro è lento e del tutto prevedibile, mi aspettavo un po di splatter oppure un po più di sangue. ti preferisco quando scrivi romanzi divertenti, hai sbagliato come ha sbagliato Licalzi che dopo "il privilegio di essere un guru" non si è ripetuto.
banale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pier (03-10-2006) "Banale"? "Deludente"? "Prevedibile"??? Ma lo avete letto? Sicuramente il miglior romanzo di Morozzi, un capolavoro assoluto, un thriller grandioso e scritto magnificamente. Leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MAURO S. mauro1061@virgilio.it (28-09-2006) Dopo l'era del porco e lo zio savoldi divorati in due giorni e gradevolissimi, l'unico blackout è proprio questo libro..non decolla proprio e la scelta dei protagonisti è infelice almeno quanto quella fatta da nick hornby in "non buttiamoci giù"...alla prossima morozzi! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elena (22-09-2006) Blackout deludente e assolutamente prevedibile quanto spassoso "l'era del porco". Troppo lungo, troppo ripetitivo. I personaggi non lasciano nulla all'immaginazione, forse si può fantasticare un pò sul finale almeno fino a quando non si legge il capitolo su wilmo. Penso non sarebbe piaciuto nemmeno all' Orrido... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
pippi (16-09-2006) Tarantiniano da paura!! Grande suspance ed originalità! Con un finale veramente geniale!
E bravo ancora a questo Moroz!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tatessa (19-07-2006) E' che dopo "l'Era del porco" ero troppo carica. Però il colpo finale si svela in fretta a spese del risultato finale. E rimango in attesa del prossimo... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paola (14-07-2006) troppo bello e ritmato. da leggere in un colpo e consigliare assolutamente Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vale (13-02-2006) Non ci siamo. Storia abbastanza banale (quello che alcuni qui definiscono il "colpo di scena" finale era prevedibilissimo non solo dal capitolo su Wilmo, di una chiarezza lampante, ma anche dal momento stesso in cui i tre entrano nell'ascensore, e non ci vuole neppure un'estrema "cultura del thriller"...), personaggi molto semplici e definiti in schemi che più o meno sono sempre li stessi (psicopatico serial killer che è quanto di più cattivo si possa immaginare, ragazzo dal cuore d'oro e ragazza forte e socialmente sfortunatissima, solito clichet usato praticamente sempre). Da uno scrittore, insomma, ci si aspetta che i personaggi abbiano un minimo di spessore in più e che la storia non sia poi così banale dall'inzio alla fine.
Dei tre provate ad immaginare chi ci lascerà le penne anche senza aver letto una riga del libro.
Insomma, se si vuole un buon trhiller con annessa suspense meglio andare su altro, magari sul pianeta Deaver, che ruota molto lontano da certi tentativi mal riusciti di stupire.
Infine: ma in Italia si deve per forza sempre mettere di mezzo la solita tematica televisiva? Spero che non sia l'unico modo che uno scrittore riesce ad immaginare per terminare un libro, lo spero. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gionni-s (10-02-2006) Coinvolgente,riflessivo e molto attuale
secondo me bello da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ego (28-01-2006) Da psicopatici, semplicemente. E troppo ripetitivo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Simone simociccio@tiscali.it (21-01-2006) Dopo aver letto L'era del porco ero pronto a farmi altre grasse risate con questo libro e poi... sopresa: nessuna risata, tensione quanto basta e finalmente un colpo di scena finale degno di questo nome.
Bravissimo Morozzi.
Alla prossima.
Simone Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefania (02-01-2006) E' eccezionale, meno male che esistono scrittori good anche in Italia... vengo ora da una delusione letteraria di uno scrittore americano (senza fare nomi Chuck P.). Ho letto Morozzi sulla neve insieme a Diario di un cane malato (un altro titolo good, per fortuna) diciamo che ho passato ore liete.
Morozzi si legge in fretta ed è interessante. Ho visto che ha pubblicato anche con altre case, bé provvederò a procurarmi anche qualche altro titolo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea72 whitewhizard@tiscali.it (26-12-2005) Un thriller diverso dai soliti, uno stile efficace, diretto, senza troppi fronzoli ma che ha saputo tenermi incollato alla lettura dandomi pochissimi momenti di tregua.Ho apprezzato molto i capitoli iniziali con cui l'autore ci ha presentato singolarmente i tre personaggi principali, si è dato il tempo di caratterizzarli in maniera ottimale, di descrivere la loro vita, i loro pensieri, le loro pulsioni, i desideri e gli obiettivi che li aspettano alla fine della loro giornata.Aver dedicato loro un singolo capitolo per ognuno prima dell'incontro in ascensore credo sia stato un tocco di abilità e furbizia insieme.
Doverli caratterizzare nella loro interezza solo nella situazione che hanno vissuto sarebbe stato difficile visto la condizione estrema che hanno dovuto vivere.In questo modo, invece, l'attenzione si è potuta soffermare solo sull'aspetto di costrizione psicologica, di deriva mentale che ha attanagliato i tre protagonisti nella loro agonia, sfruttando, anzi, le informazioni precedenti per motivare e giustificare tutto quello che hanno vissuto e pensato in quelle ore di prigionia.Questo ha permesso di creare capitoli pieni di asfissia e tensione, capitoli che ho trovato la parte migliore dell'intero libro, dove la diffidenza e la forzata conoscenza iniziale ha lasciato il posto all'esasperazione emotiva, all'annichilimento razionale, all'azzeramento personale dei tre.Sulla parte finale invece mantengo qualche perplessità.Io credo che chi, come e più di me, ha letto decine di thriller, già leggendo il capitolo INTERLUDIO : WILMO riesce a immaginare cosa sta dietro all'idea della storia stessa, io almeno l'ho intuito e non ne sono rimasto sorpreso.Morozzi è bravo, ha talento,è giovane, e ha scritto un libro che per tre quarti mi è piaciuto parecchio, per cui io consiglio senza riserve la sua lettura, anche perchè trovo importante che ci siano nuovi scrittori a dare linfa a un settore già di per sé così bistrattato e che avrebbe davvero bisogno di continue iniezioni di talento e qualità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio Vigna fabio_vigna@hotmail.com (09-11-2005) Un libro che ruota attorno ad un luogo dove trascorriamo pochi secondi della nostra giornata, dove a occhi ingenui come i miei sembrerebbe impossibile incentrare un intero racconto che, anche grazie ad un finale assolutamente inaspettato, riesce ad essere brillantemente originale e drammaticamente moderno: Morozzi, con la sua notoria semplicità, riproduce le paure e le ossessioni di un'era moderna. Grande, grande libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio (28-10-2005) Davvero ben congegnato. Trama intelligente, stile sobrio e asciutto. Un'ottima prova. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (30-09-2005) Un capolavoro. Semplicemente perfetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simis (27-09-2005) Le premesse sono interessanti, però credo che allo stesso tempo le pagine finali siano croce e delizia di questo libro. Il colpo di scena c'è, eccome, ma il modo in cui Morozzi liquida il finale mi lascia un certo amaro in bocca, come se mancasse qualcosa o ci fosse qualcosa di troppo. Comunque lo stile è interessante ed il libro sicuramente coinvolgente (tanto che l'ho terminato in 2 giorni scarsi), quindi lo consiglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
lara (21-09-2005) Certo un finale inatteso e sorprendente,non trascurato,secondo me, ma in linea con il mondo banale e superficiale che descrive cioè una realtà non meritevole di tante parole e di uno studio approfondito, cosa che, Morozzi, ha dimostrato di saper gestire magistralmente nelle descrizioni oltre che fisiche soprattutto psicologiche dei protagonisti. Senz'altro è uno spaccato non troppo quotidiano ma che ha grossi spunti per una riflessione profonda su dove il nostro paese e la società sono arrivati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
umberto (19-09-2005) straordinario,sicuramente il libro + bello che abbia letto quest'anno Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 67
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