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McCall Smith Alexander - Il club dei filosofi dilettanti | Durante una prima all'opera al teatro di Edimburgo, il giovane manager Mark Fraser muore cadendo in platea dalla balconata: sembra una morte assolutamente accidentale, ma a Isabel Dalhousie, donna single di gusto e di cultura, fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e assidua frequentatrice di mostre e concerti, non tutto pare così semplice. E si sente quasi moralmente obbligata a improvvisarsi detective, seguendo i fili di un'indagine che McCall Smith descrive con prosa lieve e divertita, seguendo gli incontri e le conversazioni della sua curiosa protagonista. Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in Africa, è professore di medicina legale presso l'Università di Edimburgo e conosciuto in Italia per la serie di Precious Ramotswe.
| La recensione de L'Indice |
 Isabel Dalhousie è una bella quarantenne single di Edimburgo. Adora le parole crociate conosce l'italiano ama la poesia e l'arte colleziona dipinti dirige la Rivista di etica applicata sa suonare il piano e il flauto ed è animatrice di un gruppo culturale che si riunisce di rado: il club dei filosofi dilettanti. Questi i tratti della protagonista della nuova saga creata da McCall Smith già padre letterario della lady detective Precious Ramotswe personaggio principale di una serie di gialli ambientati in Botswana. Comprimari di Isabel sono: la governante Grace donna un po' ficcanaso la dinamica nipote Cat e Jamie – ex di Cat – giovane a modo e di bell'aspetto. Alla fine di un concerto sinfonico alla Usher Hall un giovane muore precipitando dal loggione. è un impiegato di una società che opera sui mercati finanziari. Nel corso della caduta Isabel ha il tempo di incrociare lo sguardo dello sfortunato giovane. è questa occhiata fugace che la induce a sentirsi moralmente coinvolta. Non molto convinta dell'esito delle indagini ufficiali che archiviano il caso come fatalità Isabel indossa i panni dell'investigatrice. Con una scrittura flemmatica cadenzata dai pensieri a sfondo filosofico-morale della protagonista e da ricorrenti riferimenti colti – da Auden a Kant da Calvino a Wahrol da Freud a Beckett da Hume a Green – McCall Smith elabora un giallo originale pur rinunciando agli effetti ansiogeni tipici del thriller. Sullo sfondo l'affascinante Edimburgo dell'alta finanza ma anche quella classica colta e austera il cui perbenismo un po' ipocrita è compensato dalla presenza di bar e locali dove ci si può comportare come si desidera davvero ma non si osa fare in pubblico. La storia di Jekyll e Hyde era stata scritta a Edimburgo e non a caso ovviamente. Massimo Maugeri |
Recensioni 1 - 20 di 27 recensioni presenti. Media Voto: 2.88 / 5Manuela (27-04-2012) Terribile. Noioso e dal finale completamente insulso. Sconsigliatissimo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco Tolotti marcotolotti@inwind.it (26-03-2010) E' la prima volta che leggo un romanzo di McCall Smith, posso dire che la trama è davvero molto elementare ma il libro è ben scritto e scivola via veloce. L'ho definito un buon coffee book che tradotto potrebbe suonare come un libro senza pretese ma che si lascia leggere agevolmente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elisabetta Furcht (15-04-2009) Che classe!! Sono d'accordo con chi (una mia omonima) l'ha comfrontato a Barbara Pym...altrettanto delizioso! La trama è davvero insignificante, ma la scrittura è tutta da godere per chi ama la lettura. Corro a comprarmi il seguito! (amici amanti e cioccolato). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ottilie (30-03-2009) Ho letto tutti i libri della serie.Elisabeth dopo 4 romanzi la sento ancora lontana, un personaggio poco credibile. Mi lascia perplessa l'affermazione che Elisabeth sia la nuova Miss Marple. Di giallo c'è poco, Elisabeh sembra solo una donna ricca, impicciona e confusa. L'unico personaggio che salverei è comare Volpone. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giulietta (12-02-2009) Aver letto questo libro non è un'esperienza di per se' spiacevole, ma è come non averlo mai fatto.
Lo stile dell'autore è alquanto anonimo, i personaggi e l'ambientazione sciapiti, la trama banale, i dialoghi poco significativi...per non parlare dell'antipatia della protagonista che non smette mai di lanciarsi in elucubrazioni filosofiche profonde quanto un bicchiere d'acqua.
Impossibile non notare che l'autore ce l'ha, chissà perchè, con gli italiani.
Inoltre il titolo ha ben poco a che vedere con la trama.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lizard (08-10-2007) A me non è piaciuto. A metà tra un noir e l'esplorazione dei comportamenti umani. Ed è, proprio per questo, superficiale su tutti e due i fronti. La storia "gialla" non decolla mai e anzi è piuttosto noiosa e senza idee. Anche gli approfondimenti pseudo-filosofici, sono molto abbozzati e mai approfonditi.
Libro molto mediocre.
Preferisco di gran lunga la serie "Precious Ramotswe" dello stesso autore, che dimostra l'abilità di McCall Smith, nel cimentarsi con la scrittura di "gialli"
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Massimo (04-03-2007) Titolo delizioso, per un light-thriller gradevole e simpatico. Ben scritto, ben organizzato e – tutto sommato – piuttosto originale. Storia ottimamente ambientata, pretesto per qualche riflessione semi-profonda. Rilassante: da leggere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (07-02-2007) Questo romanzo mi ricorda un pò quelli di Barbara Pym. Sia per il ritmo pacato della narrazione sia per il tipo di personaggi. In genere sono donne che si avvicinano alla quarantina, che abitano in città relativamente piccole (ma davvero Edimburgo è poi così piccola ?) o in quartieri circoscritti…. La protagonista di questo libro pur non essendo antipatica non sprizza comunque molta simpatia soprattutto per via delle troppe doti e dei troppi privilegi: bella, ricca, nullafacente dalla mattina alla sera, con elegante casa e giardino, con governante che le prepara il caffè al mattino, con una tranquilla ma piacevole vita mondana e sociale (teatro, concerti,mostre d’arte), con tanto tempo a disposizione per riflettere in continuazione sui massimi sistemi e per impicciarsi, peraltro senza sbattersi eccessivamente, per scoprire l’intrigo giallo di turno. Non è certo adatto per chi cerca emozioni forti e trame gialle (qui di giallo c’è solo il filo, esile, conduttore). Comunque nel complesso a me è piaciuto e l’ho letto volentieri e con gusto perché é scorrevole, rilassante e anche, perché no, coinvolgente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Daniele (01-02-2007) Non mi sento di dare un voto più alto di questo. Il libro non è noiosissimo ma la trama appare un po' scontata; la detective Isabel mi è risultata parecchio antipatica e le sue lezioni di etica mi sembrano obsolete. Certe scene sono improponibili. Il delitto è probabilmente la cosa più interessante ed è ciò che mi ha portato a finire il libro altrimenti l'avrei riposto subito. Uno dei peggiori libri mai acquistati. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lilla (31-01-2007) E' il secondo libro di questo autore che leggo e nonostante l'ambientazione sia cambiata, ritrovo lo stesso desiderio di invitarci a soffermare il pensiero su concetti morali e filosofici ormai obsoleti. Lo trovo importante e piacevole, anche se non credo si possa parlare di veri e propri gialli...la storia sembra quasi una scusa per attirare la nostra attenzione per poi indicarci altre riflessioni. Piacevole e fresco, questo autore mi entusiasma sempre di più!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberta (12-01-2007) Ho apprezzato molto di piu' le storie ambientate in Africa con Miss Ramotswe ma questo racconto risulta gradevole e scorrevole da leggere. Mi ha deluso il finale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Denise (08-01-2007) Dopo la mitica Sig.ra Ramotsze faccio la conoscenza di Isabel Dathousie.
Ho trovato molte similitudini con la precedente serie dalla quale non si scosta particolarmente come intreccio e struttura narrativa. Nella serie precedente c’era però più semplicità e calore, qui invece tutto è più freddo e colto. Personalmente la Scozia non mi coinvolge come l'Africa.
Romanzo giallo-soft scorrevole ma nulla di nuovo. Per il momento non leggerò "amici, amanti e cioccolato".
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alice Chiara (09-12-2006) è il primo romanzo di McCall Smith che io abbia mai letto e non mi aspettavo una storia così bella e avvincente. Ho apprezzato molto i pensieri filosofici di Isabel(la protagonista)e non vedo l'ora di leggere Amici, amanti, cioccolato, il seguito de Il club dei filosofi dilettanti. Lo consiglio a tutti gli amanti dei gialli ben strutturati e dei personaggi caratterizzati con la massima cura(sopprattutto nei sentimenti). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Graziano (11-10-2006) Un libro molto bello divorato in pochissimi giorni.
Credo che lo rileggerò (e sono pochissimi i libri che ho riletto).
I pensieri filosofici della protagonista credo andrebbero raccolti in un breviario da utilizzare come stile di vita.
Complimenti all'autore e al traduttore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paciana '75 (29-08-2006) In certi momenti, nonostante il mio passato di studi di filosofia, la noia è stata notevole. Mi sembra un libro scritto con poca chiarezza di fondo. Non è un giallo puro e nemmeno un trattato filosofico. Si salvano certe pagine, finalemnte scorrevoli, e un paio di personaggi (nipote e suo ex). Non investiteci denaro, se proprio volete togliervi la curiosità la biblioteca comunale è la scelta migliore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Maunakea (07-07-2006) Premessa: Alexander McCall Smith mi piace moltissimo; sto seguendo con passione la serie The No. 1 Ladie's Detective Agency ambientata in Botswana, una scrittura nuova, fresca, che ti fa immedesimare immediatamente nella semplicita' dell'ambiente circostante ed entrare della vita della sig. Ramotswe. Logico dunque che mi sia immediatamente lanciata anche su questa nuova serie, dal piglio piu' giallo, in cui si comprende fin dall'inizio l'amore che lo scrittore prova per la citta' dove vive, Edinburgo, infatti e' membro della Royal Society of Edinburgh, che annovera fra le sue piu' prestigiose associazioni la Philosophical Society, da qui ci si riconduce allo spunto per questo libro. The Sunday Philosophy Club e' del 2004, club filosofi dilettanti non e' proprio la traduzione esatta, ma, d'alta parte non me ne viene nessuna migliore o piu' fedele al titolo inglese... club domenicale suona davvero malissimo :-) Il libro pero' non cattura come la serie precedente, e' sicuramente meno originale e se le elucubrazioni della S.ra Ramotswe sono sensazionali e risultano la principale attrattiva della narrazione, quelle della protagonista in questione sono un po' troppo "pesanti" troppo "colte" infarcite fin troppo di richiami a filosofi, arte, musica, cultura e personaggi scozzesi da risultare un filo noiose (almeno se i suddetti argomenti non ci appassionano particolarmente), la narrazione decolla meglio passata la meta' ma manca quella sottile ironia e humour che renderebbero il tutto piu' digeribile. Comprero' sicuramente il secondo volume quando uscira' ma non lo aspetterò trepidante come per la serie della Ladie's Agency. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Grazia (15-06-2006) Un libro davvero inutile.Non sa di nulla.Mi spiace per chi me l'ha regalato,ma davvero non mi ha detto nulla. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maria cristina ccavignola@libero.it (27-04-2006) Tanto vieto pragmatismo britannico, una Scozia annegata nei riti da piccola borghesia timorata, la protagonista che risulta essere una Mrs. Marple rivista ed attualizzata e decisamente troppa sciatteria espressiva: sorprende che il giovane ucciso, non si sia suicidato per noia! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Standbyme standbyme@ticino.com (19-04-2006) Un giallo di prim’ordine: elegante, colto, garbato, ottimamente scritto, mai violento che ti conduce fino all’ultima pagina senza sbavature o esagerazioni. Perfetto esempio su come si possa scrivere, catturando l’attenzione del Lettore, senza ricorrere a scene truculente in cui lo stereotipato eroe, che conosce tutte le arti marziali, sgomina, a mani nude, un intero manipoli di “cattivi”! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (31-03-2006) E' un libro che mi ha interessato solo a tratti...non mi ha entusiasmato ma nemmeno deluso..è insomma un libro mediocre che ha come punto di forza l'attenta analisi psicologica dei personaggi,in modo particolare della protagonista. Dal titolo, che confesso mi ha indotto a prelevarlo dal ripiano della biblioteca,mi aspettavo qualche spunto filosofico maggiore;
In sostanza un libro sicuramente leggibile,ma che non ha la pretesa di segnare la storia della letteratura... Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 27
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