|
|  |
Tuzzi Hans - Il maestro della testa sfondata | Milano, un'alba livida di un giorno qualunque del febbraio 1978, il freddo intenso di un inverno come tanti altri: nel quartiere della Barona viene trovato il cadavere di un autista, ucciso a bordo del suo autobus. Al commissario Melis appare immediatamente evidente che non si tratta di una rapina. Anche perché la vittima rivela frequentazioni perlomeno sorprendenti: i seguaci di un santone russo, un noto libraio antiquario, anch'egli morto da poco, collezionisti facoltosi e balordi di periferia. Muovendosi con cautela, il commissario si avvicina lentamente alla soluzione dell'intrigo, svelando i misteri paralleli dell'assassinio e della bibliofilia. Il romanzo è già stato pubblicato dalle edizioni Sylvestre Bonnard nel 2002.
Media Voto: 4 / 5giunio bruto crippa gbcrippa@inwind.it (03-06-2009) Bel romanzo che richiama anche nell'ambientazione e nell'epoca i romanzi di Fruttero & Lucentini degli anni settanta... Purtroppo l'eccesso di descrizioni relative ai libri antichi nuoce alla struttura del giallo, lasciando comunque una ottima descrizione della milano dell'epoca Voto: 4 / 5 |  |  |  |
franca onofri (20-11-2006) Hans Tuzzi mi piace,scrive bene,ci introduce in universi paralleli,ma anche a noi -poveri lettori- sconosciuti e affascinanti..e lo fa con grande garbo,perizia,continuando a delineare i personaggi(cesellati:un ricciolo,un vezzo,una cadenza dialettale)voilà i collaboratori di Melis saltano dalle pagine)E' bravo,è diverso(inutile scocciare con la storia..che poi nessuno se lo compra)Sono criptica? certo,ma leggete e fate leggere questo strano e fascinoso scrittore e i suoi libri:E' un regalo che vi faccio .... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
micra (31-05-2005) Beh, devo ancora finire di leggere questo primo libro con Melis... volevo solo segnalare una "piccola" incongruenza nello sfondo "storico": i fatti si svolgono nel 1978/79, ma a cena con Melis, Fiorenza fa una considerazione (Beh, anche Sting era un poliziotto...). Allora i Police avevano da poco iniziato a suonare e Sting li avrebbe abbandonati solo nel 1984.....
Ciao Voto: 3 / 5 |  |  |  |
roberta (12-04-2005) A me questo giallo è piaciuto parecchio, non tanto in quanto giallo ma proprio come racconto. Apparte che illustra un mondo sostanzialmente sconosciuto ai più, quello della bibliofilia d'epoca, i personaggi sono veri, gente di tutti i giorni che vive in una dimensione reale, lo stile è lineare e chiaro, ed offre un affresco della Milano di fine anni settanta che incuriosisce ed alletta.
Appena l'ho finito, mi è venuta voglia di leggere altri titoli dello stesso autore e credo che questa sia un'ottima indicazione della piacevolezza del racconto.
L'unico neo è che l'aspetto poliziesco della vicenda presenta troppa "carne al fuoco" rispetto alla rivelazione finale, abbastanza semplice.
Ma era anche il primo racconto del genere scritto da Tuzzi, ho letto, e credo che gli concederò il beneficio del dubbio, comprando sicuramente anche gli altri titoli.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Tuzzi Hans |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|