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Nesser Håkan - Il commissario e il silenzio | Il commissario Van Veeteren è stanco. Dopo oltre trent'anni passati a contatto con il "lato oscuro dell'esistenza" pensa seriamente di cambiare mestiere, magari acquistando una piccola libreria antiquaria. Frattanto però, prima di partire per una vacanza, il commissario riceve una telefonata anonima: una sconosciuta denuncia la sparizione di una ragazza da una colonia estiva che ospita una setta religiosa dalla dubbia reputazione e un capo spirituale alquanto chiacchierato. Un'altra telefonata anonima e il ritrovamento di un cadavere danno avvio all'inchiesta, che però si arresta contro un muro di omertà. Van Veeteren decide di prendere in mano la situazione, ma indagando a modo suo, seguendo i suoi particolarissimi metodi e il suo provato intuito.
Media Voto: 3 / 5nini11 (16-07-2008) Arrivata a pagina cinquanta mi sono fermata e mi sono chiesta: chi me lo a fare di contnuare questa storia triste, scritta in maniera approssimativa e spenta, probabilmente prevedibile, pervasa da un pessimismo cosmico che non lascia spiragli di nessun genere?
E mi sono chiesta anche: come diavolo è minimamente possibile un paragone con Simenon e il suo Maigret, personaggio del tutto diverso da Van Veteren, circondato da persone diverse, da una città diversa, da un mondo diverso?
Che Nesser possa piacere posso benissimo capirlo, ma almeno collochiamolo al posto giusto. Sono sicura che lui stesso non accetterebbe il confronto con lo scrittore belga. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
katia (Svizzera) (22-03-2008) Ottima narrazione, scorrevole e semplice. Belle le ambientazioni e la descrizione dei personaggi, che sembrano prendere forma. Consigliato caldamente a chi desidera leggere un buon libro e non il solito "giallo all'americana". Raccomando anche La rete a maglie larghe, sempre di Nesser. E un'ultima riflessione.... ma perchè dobbiamo sempre paragonare gli scrittori "moderni" con quelli del passato? Simenon è Simenon e Nesser è Nesser, che vive e scrive nel 2008! E' solo questione di gusti.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MAURO MENCUCCI mencucci@interfree.it (06-06-2005) Lo stile asciutto, l'ambientazione fumosa, i dialoghi serrati ed i personaggi scandagliati nei recessi della loro psiche fanno pensare, in effetti, ad un novello Simenon. Naturalmente la Svezia non è la Francia e Nesser non è Simenon, per buona pace di entrambi. Parafrasando Sciascia, "A ciascuno il suo".
Credo che il giornalista de "La Repubblica" intendesse più o meno la stessa cosa. Non credo, peraltro, che stilare una graduatoria di talento sia proponibile o che quantomeno serva a qualcosa. Anche la letteratura, tutto sommato, è una questione di gusti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Laura (12-01-2005) Finalmente qualcuno che riesce a non rimanere imbrigliato negli stereotipi del giallo all'americana! Un bel giallo, da leggere col caldo (la copertina è del tutto fuorviante). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Limahl69 (13-12-2004) Bella la copertina e intrigante il titolo. Tutto qui, il resto, trama personaggi e situazioni, non hanno nessuno spessore. Il paragone con Simenon è assolutamente fuori luogo. Non basta un commissario spento e con una cultura media per rimpiazzare Maigret. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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