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Cercas Javier - Soldati di Salamina | Spagna, ultimi mesi della guerra civile. Durante la ritirata delle truppe repubblicane verso la frontiera francese, viene presa la decisione di fucilare un gruppo di prigionieri franchisti. Tra loro si trova Rafael Sánchez Mazas, fondatore e ideologo della Falange. Riuscito a scampare alla fucilazione di massa, Sánchez Mazas si nasconde in un bosco. Un miliziano lo raggiunge, lo riconosce, ma lo lascia fuggire, di fatto graziandolo. Nel 1994 un giornalista viene per caso a conoscenza di questa storia. La figura di Sánchez Mazas, scrittore e poeta, e il mistero del miliziano che gli fa grazia della vita lo affascinano. È l'inizio di un'avventura fatta di ricerca delle fonti, interviste a testimoni, momenti di sconforto, di speranza, di commozione...
12 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5maxxam66 (07-11-2011) Cercas regala emozioni , centillinate nel corso delle prime due parti , prorompenti nell'ultimo bellissimo capitolo. Il romanzo non ha un andamento uniforme e l'architettura stessa non aiuta a renderlo armonioso in tutte le sue parti ma le note non sempre precise si perdono nel ritmo di un inarrestabile pasodoble. Alla fine del libro anche tu muovi i primi passi di un ballo triste che ti porta lontano , nel percorso accidentato dei sentimenti dove le parole non descrivono quasi piu' nulla. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio680 (18-11-2010) Bellissimo. All'inizio un po'lento ma andando avanti diventa avvincente, sino al capitolo finale che é una lezione morale e di civiltà per il lettore. Meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo57 (14-06-2010) "Qualcuno che si crede un eroe e dimostra di esserlo.O qualcuno che ha il coraggio e l'istinto per conservare la dignità, e quindi non sbaglia mai, o per lo meno non sbaglia nell'unico momento in cui è importante non sbagliare, e di conseguenza NON può NON essere un eroe"
Solo con questa frase Cercas ci colpisce al cuore............ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (26-08-2009) Non mi ha entusiasmato, anche se ben scritto e molto scorrevole. L’idea del “romanzo nel romanzo” è gradevole, ma l’episodio centrale sui cui si impernia la narrazione risulta tutto sommato noiosetto e un po’ monotono: molto meglio l’avvio e la conclusione della storia. Autore comunque interessante, che mi ripropongo di rivedere su altri suoi lavori. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Emiliano elbuitre75@tiscali.it (26-06-2008) Il racconto vero di Cercas è una scrittura che entra dentro, veramente appassionante, accompagna il lettore in un periodo storico difficile ma affascinante. I personaggi del libro si intersecano a perfeziona tra loro, e sono delineati in maniera esemplare. Col passare delle pagine si fa leggere sempre con più passione fino a un finale che ciude un cerchio perfetto. Come il libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federico (20-02-2008) L'ultimo capitolo mi ha commosso e l'ho riletto più volte. Da solo varrebbe il massimo dei voti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex alexswall@yahoo.it (16-02-2007) Qualcosa di nuovo: buon ritmo, struttura originale, storicamente valido.
Il grande merito di Javier è averci dato qualcosa su cui riflettere, vivamente consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gabriele gabrielevellani@yahoo.it (10-02-2007) gran libro anche se la velocità della luce mi è piaciuto di più. un consiglio:leggetelo in castigliano perchè la traduzione a mio avviso lascia a desiderare Voto: 4 / 5 |  |  |  |
SIMONE sisos@lycos.it (06-07-2006)
Merita il pieno il buon Cercas , un libro su chi e' morto da eroe in modo da poterci permettere la vita che facciamo oggi, da poterci permettere di dimentarli, da poterci permettre di essere falsi eroi in epoca che sembra non averne piu' bisogno... Grazie Javier Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo di luzio miso02@tiscali.it (24-01-2006) Se i ragazzi delle due recensioni che leggo.
Perchè sono ragazzi.
Devono esserlo.
Se avessero intuito soltanto la guerra, come ha dovuto farlo la mia generazione.
Capirebbero quello che dico.
Questo libro è tra i pochi che decidono,incontrovertibilmente, che leggere,ogni tanto, premia.
Ma forse sarà meglio che rimangano del loro parere.
Nelle loro case accoglienti e riscaldate.
Potendo esprimere il loro parere su ogni cosa. E quando vogliono.
Il libro celebra, timidamente e quindi egregiamente,
quelli che sono morti anche per questo.
Perchè si smetta di morire.
E si possa vivere.
E a vent'anni amare.Invece di odiare.E uccidere.
E morire.
"....nessuno ebbe il tempo di assaporare le cose buone della vita:nessuno potè avere una donna tutta per sè,nessuno conobbe la gioia di veder nascere un figlio, e che quel figlio, a tre o quattro anni,si infilasse nel suo letto, tra lui e la moglie, la domenica mattina, in una stanza assolata..."
Ma forse sarà meglio che "Gianca" e "Pandora" questo libro non lo capiscano mai fino in fondo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pandora (21-02-2005) Scorre veloce alla lettura, ma è l'unico merito. La scrittura è banale, la storia è piena di buchi logici, e i topici (l'amica prostituta) si sprecano. Un prodotto del mercato per il mercato, scandalosamente pompato, la letteratura - persino quella con la minuscola - non c'entra per niente.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gianca (04-01-2005) Vorrei capire cosa c'è di tanto interessante in questo romanzo da fargli avere un grosso successo. Buona scrittura ma con una storia a tratti scontata e priva di mordente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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