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Besson Philippe - I giorni fragili di Arthur Rimbaud |
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Titolo | I giorni fragili di Arthur Rimbaud |
| Autore | Besson Philippe | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
|  | | Dati | 2006, 167 p., brossura | | Traduttore | Bruno F. |
| Editore | Guanda
(collana Narratori della Fenice) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Isabelle Rimbaud conosce pochissimo il suo celebre fratello Arthur: si sono scambiati lettere mentre lui trafficava in Abissinia, ma si sono visti molto di rado. Quando però lui torna in Francia già gravemente ammalato, è lei ad accoglierlo e ad accudirlo, prima a Marsiglia e poi nelle Ardenne in cui entrambi sono nati, e infine nelle ore ultime dell'agonia, quando la verità nuda e spietata si fa largo nelle pieghe dei momenti estremi della vita del poeta. Dando anima e fiato alla voce femminile di Isabelle, Philippe Besson ripropone in maniera suggestiva e inquieta il ritratto di un uomo ancora giovane ma già lacerato dalla sofferenza.
| La recensione de L'Indice |
 "Tornerò con membra di ferro pelle scura occhi furenti…". Nonostante questi versi iniziali il libro non narra del poeta ma del Rimbaud malato terminale. Besson fa parlare Isabelle la sorella di Arthur che lo assiste nei suoi ultimi mesi di vita alla fattoria di famiglia di Roche nelle Ardenne. È lei la protagonista e forse sarebbe stato più equo titolare "I giorni fragili di Isabelle Rimbaud" o come nella versione originale semplicemente Les jours fragiles. Isabelle non ha nulla della poetessa maledetta anzi è la sorella "benedetta". Bigotta zitella devota fino all'assurdo. "Nella nostra casa gli uomini non rimangono" dice Isabelle. In effetti il padre era scappato da tempo e Arthur lo aveva imitato a sedici anni. Era fuggito dalle Ardenne per Parigi Londra l'assenzio la poesia visionaria le celebri pistolettate di Verlaine. Poi era fuggito anche da quella vita per la parentesi da ramingo e commerciante di caffè in Nordafrica. Il "diario" di Isabelle inizia dal ritorno dall'Africa. Arthur è malato di cancro e gli amputano una gamba a Marsiglia. Isabelle descrive la lenta agonia la spola tra l'ospedale marsigliese e la fattoria di Roche dove lei e Arthur respirano i miasmi di una famiglia allo sfascio di una "mamma flagello" intransigente e distante fino all'ultimo. L'epilogo si consuma in un corteo funebre clandestino e surreale. Rimbaud muore a trentasette anni per la seconda volta. La prima era morto come poeta… a ventuno anni. L'opera sfiora la superficie delle cose in contrasto con quello che ci si potrebbe aspettare dal personaggio. I refrain sulla sofferenza atroce sull'abnegazione della sorella sul rapporto assurdo madre-figli non penetrano – volutamente? – gli abissi esplorati dal "poeta bambino".Federico Jahier |
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5erszebet (20-05-2007) Bel libro! Piacevole, scorrevole, facile da seguire. Un bel ritratto di questo bravissimo poeta; sarà davvero stato così Rimbaud "uomo"? Non importa saperlo, il libro va comunque letto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco contatti@arthurrimbaud.it (07-11-2006) Rimbaud si starà come minimo rivoltando nella tomba dopo la pubblicazione di questa banalità, che usa ossimori triti e ritriti come "silenzio assordante" ecc. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paolo M Gagliardi moi@paologagliardi.org (24-10-2006) Mi unisco alle parole degli altri lettori, sorpreso dall'elegante e adulta maestria di questo giovane autore. Mi sono avvicinato al libro per merito di Rimbaud, che ho ritrovato nelle pagine di Besson, e pur non abbandonandomi, col girare della carta ho scoperto l'autore, così padrone del linguaggio che non abbisogna di ostentarlo. L'attaccamento alla storia cresce di pari passo, con una preventivata angustia nel petto che si sfoga nel finale: commovente come le parole di Rimbaud, algido come i suoi occhi e la pioggia delle sue terre. Bravo Besson. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (14-06-2006) Non so se perdermi nella biografia di Rimbaud o attenermi solo al puro testo di Besson.
Forse è meglio non dilungarsi troppo e allora posso dire che quest’ultimo libro è il meno riuscito dell’autore francese.
Io ho avuto la fortuna di leggere i due precedenti, e posso affermare senza possibilità di dubbio che Besson è un narratore ottimo e capace di entrare nel personaggio e di presentarlo al lettore con competenza e mestiere.
Questo libro su Rimbaud l’ho letto in una giornata, ma se devo essere sincera non mi è rimasto appiccicato come gli altri due; ok: buona narrazione su gli ultimi giorni del poeta, storia messa a diario con la sorella che narra…e narra bene, perché Besson lo sa fare.
Ma davvero manca di qualcosa. Forse Rimbaud è troppo “mostruoso” per ridurlo a poche pagine, forse resta un senso di incompleto, o forse è adatto solo agli estimatori del poeta ma non a quelli dell’autore.
Besson bisogna conoscerlo con “E le altre sere verrai”, poi si può leggere altro. Anche se non è indispensabile.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
WHOLLY MILKA_X@hotmail.it (05-05-2006) SONO DA QUALCHE ANNO APPASIONATO DI RIMBAUD DI LUI HO RICERCATO TUTTO, E TROVATO LA MAGGIOR PARTE DI DOCUMENTI PER POTER A PIENO RICOSTRUIRE E COMPRENDERE LA SUA VITA.
QUESTO LIBRO CHE IO CITO NELLA MIA TESI DI MATURITA' CHE OVVIAMENTE PARLA DI ARTHUR E COMMUOVENTE,SECONDO ME LA GENTE MA SOPRATUTTO CHI AMA RIMBAUD DOVREBBE CAPIRLO COME UN GENIO FRAGILE COME UN ADOLESCENTE A VOLTE SPAVENTATO E NON FARSI INCANTARE DAL MITO DEL VAGABONDO SENZA CUORE CHE HANNO COSTRUITO INTORNO A LUI.
IL LIBRO E FEDELE HA CIO CHE ERA LUI E' FORSE IL DOCUMENTO IN CUI LA SORELLA ISABELLE E' REALMENTE SINCERA PARLANDO DEL FRATELLO, CHE SENTE IL BISOGNO DI DIFENDERE.
DOPO LA MORTE DI RIMBAUD ISABELLE SPOSO UNO DEI PRIMI BIOGARFI DI ARTHUR E FECE DI TUTTO PERCHE IL MONDO NON VENISSE MAI A SAPERE CHI ERA IN REALTA IL FRATELLO.
OVVERO L'ESPLORATORE,L'UOMO D'AFFARI MANCATO. UNO SPLENDIDO RAGAZZO OMOSESUALE CHE CECAVA LA FELICITA NEL SOLE E NELLE SUA AMATA ABISSINA.
UNA FIGURA ENIGMATICA PER TUTTO IL "900" UN MITO DA CIPRE COLTIVARE ED AMARE PER TUTTA LA VITA.
BISOGNA IMPARARE DA LUI CHE SE PUR ANCHE SBAGLIANDO HA VISSUTO 37ANNI IN MANIERA PIU INTESA DI TANTISSIMA ALTRE PERSONE CHE HANNO VISSUTO IL DOPPIO DEI SUOI ANNI.
BISOGNA SEGUIRE IL SOLE IL VENTO "SENTIRSI UNO ZINGARO FELICE COME INSIEME AD UNA DONNA" E VIVERE SNZA CURARSI DELL'ALTRUI GIUDIZIO. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sonia (08-03-2006) bello, delicato e commovente...assolutamente da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (04-02-2006) Un romanzo che si legge con le lacrime agli occhi..uno stile , quello di Besson , inimitabile..Ho ritrovato in questo libro la stessa prosa "elegante" , fatta di frasi brevi ma straordinariamente intense, che tanto mi aveva colpito leggendo "Un amico di Marcel Proust".
In una sola parola ...Meraviglioso!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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