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Updike John - Nella fattoria |
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Titolo | Nella fattoria |
| Autore | Updike John | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,05
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,95)
|  | | Dati | 2005, 161 p., brossura | | Traduttore | Brioschi L. |
| Editore | Guanda
(collana Narratori della Fenice) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Dopo una fuga avvenuta molti anni prima, Joey ritorna alla sua terra di origine, la fattoria, con la seconda moglie, una tipica donna di città, e vi ritrova la madre, da cui aveva cercato di liberarsi, e la sua stessa infanzia, che la vita metropolitana gli aveva fatto dimenticare. Ma il ritorno, che voleva essere quasi nostalgico e commosso, si rivela subito essere uno scontro. Le due donne, simboli di due modi di intendere la vita opposti ma entrambi caratteristici della società americana, si fronteggiano senza esitazione e, nonostante il fascino della memoria infantile e la mitologia familiare tenuta in vita dalla madre, la scelta di Joey è già stata compiuta, una volta per sempre: il ragazzo americano non può più tornare indietro.
| La recensione de L'Indice |
 Un libro uscito in Italia nel '70 e da allora del tutto dimenticato nonostante la fama, negli anni acquisita, del suo autore. Updike è uno scrittore discontinuo, addirittura, per alcuni critici, di cassetta e sensibile alle dure leggi del mercato. Questo romanzo è invece sideralmente lontano dai meccanismi da bestseller: racconta della visita alla madre di Joey, che da poco si è risposato, nella fattoria della Pennsylvania dove ha trascorso l'adolescenza. La nuova moglie è una cittadina a tutti gli effetti, porta tacchi alti e minuscoli bikini, la madre è una donna tagliata con l'accetta e avvezza alle manipolazioni. Con i tre, obtorto collo , è presente anche il figlio undicenne che Peggy, la seconda moglie di Joey, ha avuto dal precedente matrimonio. La convivenza tra queste persone, da subito, è difficile perché ognuno aspirerebbe a essere ammesso dentro a una nuova, ipotetica, comunità, ma i torti e il dolore provocato in passato da scelte imposte - l'ossessione della madre per la vita in fattoria nonostante la ribellione del padre, la separazione dalla prima moglie e il quasi abbandono dei tre figli - pesano come interlocutori muti, ancora minacciosi. Il tema della difficoltà di comunicare che oggi sembra fuori moda, trova qui un'efficace variazione. Pur influenzato nell'uso metaforico dei sogni e delle immagini da una massiccia frequentazione con la psicoanalisi, Updike riesce a conferire una certa consistenza anche letteraria ai personaggi. Soprattutto a quello della madre, che si muove sul doppio binario del ricatto e dell'autorità. Maestro nell'inseguire i cascami del proprio senso di colpa, indeciso se appoggiare la madre che esplicitamente disapprova la sua nuova unione, o la moglie che su di lui ha un forte ascendente di puro ordine sessuale, Joey è chiuso dentro la sua paura al punto tale da rimuovere l'esistenza stessa dei figli. Chiuso in mezzo a due diverse oscurità - "L'oscurità di mia madre era vivificante mentre quella di Peggy era fredda, densa, metallica" - rappresenta in modo davvero convincente la neutralità di un certo tipo di intellettuale posto di fronte alla necessità di prendere posizione. L'intima certezza che "la verità viene costantemente formata dal solidificarsi delle illusioni" gli impedisce strutturalmente di essere padre, figlio e amante. Ondivago, leggero, distratto, Joey falcia il prato che ormai assedia la fattoria e si fa prendere da una nostalgia struggente per New York. Vuole tornare e sa di dover restare per decidere se vendere o meno la vecchia azienda. Anche se tornare significa dover decidere per la nuova famiglia, relegando nel passato l'immagine della prima moglie che ancora vive dentro di lui. Così come ha fatto con la passione letteraria, a lungo coltivata dalla madre. Intorno ai sobbalzi delle loro anime, sempre risentite, Updike descrive una natura naturale . Selvaggia ma antropomorfizzata, di more mature, di steccati usurati dall'uso, di acquazzoni estivi. Respiro più ampio e nobilitante delle pulsioni umane che fa di questo romanzo un esempio, forse minore, forse datato, della pervasiva lezione faulkneriana. Camilla Valletti |
Media Voto: 4 / 5Pedro (30-01-2006) meraviglioso esercizio di prosa. Non succede pressochè nulla ma ho letto il breve romanzo tutto d'un fiato per la fluidità di Updike nel descrivere i comportamenti e la psicologia dei personaggi. Gioiellino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Libetta libetta@hotmail.com (24-12-2005) Molte chiacchiere, due generazioni e due donne che si confrontano nell'eterno scontro nuora/suocera ma con dell'altro oramai obsoleto e difficile per noi da cogliere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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