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Doyle Roddy - Paddy Clarke ah ah ah! |
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Titolo | Paddy Clarke ah ah ah! |
| Autore | Doyle Roddy | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,63
(Prezzo di copertina € 7,80 Risparmio € 1,17)
|  | | Dati | 2005, 285 p., brossura | | Traduttore | Noulian L. |
| Editore | Guanda
(collana Le Fenici tascabili) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Barrytown 1968. Paddy Clarke ha dieci anni, ama Geronimo, adora accendere fuochi, odia gli zoo, i baci, la scuola e non sopporta il suo fratellino. Paddy e Kevin, il suo migliore amico, costruiscono capanne, suonano i campanelli per scherzo, ma sanno che con una buona confessione il posto in Paradiso è assicurato. Ma Paddy è confuso: vorrebbe che la mamma e il papà smettessero di litigare e non capisce perché per essere amici di qualcuno bisogna odiare qualcun altro.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.22 / 5Ilsignorattanasio (20-09-2009) Discreto. L'avevo scelto per leggere qualcosa di leggero, ma non mi ha soddisfatto appieno. L'introspezione del protagonista e le descrizioni sono ben curate, ma alla lunga è un po' monotono. Abbastanza irritanti gli episodi di umorismo un po' cinico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (10-02-2007) Irlanda 1968, Paddy ha dieci anni, è il primo di quattro figli e cerca di spiegare la confusione che genera lo strappo dall’età detta innocente a quella della consapevolezza adulta.
E’ un libro molto tenero e a tratti molto commuovente, specialmente dove parla delle lotte “di classe” tra i bambini, quelle che portano alla decisione su chi sarà il Leader di turno, lotte gestite non solo dalla supremazia del singolo bambino, ma anche dallo stato sociale della famiglia e dal sentito dire (pettegolezzo) sulla vita pubblica e sul ruolo apparente delle comunità piccole e disagiate.
E’ un buon racconto, amaro quanto basta, cioè non molto straziante, ma con una giusta dose di
cognizione su quello che riguarda il passaggio dal semplice essere figli al diventare persone fatte con pensieri ed azioni proprie. Può ricordare (in senso minore) LE CENERI DI ANGELA, anche se lo stile non è puro come quello di McCourt, e anche l’Irlanda di Doyle è diversa come epoca e struttura sociale.
Se vi capita leggetelo: è un tuffo in un’epoca passata ma non troppo lontana dalla nostra, dove i bambini giocavano in strada senza paura del pedofilo di turno, dove correvano mille pericoli ma c’era sempre un dio che aggiustava le teste rotte e che vegliava il sonno dei giusti. Dove il bambino era energia ma anche affanno per la famiglia e sempre alla continua ricerca della certezza dell’amore. Penso che sia ancora così. L’infanzia per fortuna resta infanzia
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Estelgard (17-10-2006) Scorrevole, meglio la seconda parte che riguarda anche i genitori, certo non il miglior libro di Doyle. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio erclaudio@libero.it (06-10-2006) che delusione!!
me ne avevano parlato benissimo e quindi le aspettative erano molto alte.. ma purtroppo sono state totalmente disattese!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Francesco (29-08-2006) Discreto, niente di eccezionale, anche se un po' tutti ci possiamo riconoscere in questo bambino e tornare indietro algi anni dell'infanzia. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mb (08-05-2006) Molto ben scritto. Semplice ma assolutamente non banale, tutt'altro. Non riesci a non appassionarti e a non voler bene a Paddy. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriele Cialfi (30-12-2005) Il migliore Doyle di sempre: un'infanzia come l'abbiamo vissuta. Solo un dubbio: forse il mondo descritto é fortemente connotato al maschile. Questo spiegherebbe perché le signore non lo apprezzano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
WENDY (19-09-2005) Piacevole... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Co (01-09-2005) E' molto carino, ma sicuramente non è il suo miglior libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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