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Nothomb Amélie - Stupore e tremori |
È il racconto corrosivo e surreale di un anno di lavoro in una grande multinazionale giapponese, la Yumimoto: la giovane neoassunta Amélie, felice di aver realizzato il sogno di lavorare nel paese in cui è nata, si trova alle prese con la ferocia degli automatismi della burocrazia aziendale nipponica, dapprima incerta di fronte agli insensati soprusi dei superiori, poi sempre più disincantata, quasi irridente nel proseguire la sua impresa, che si rivela una catartica discesa agli inferi dell'umiliazione, un'esperienza di degrado assoluto vissuta con il sorriso beffardo di chi non riesce a sentire offesa la propria dignità. E tra tutti gli spettatori della sua incredibile parabola, spicca la figura flessuosa e bellissima di Fubuki...
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5missona (14-10-2009) Libro totalmente sopravvalutato: Una storiella insulsa che ti stupisce per la sua paradossale
pochezza.
Le (poche) cose profonde sono le considerazioni sulla tragica condizione femminile giapponese
(anche quelle in stile paradossale ma comunque...)
cioe' un 5 percento del libro. Voto: 1 / 5 |
chiskyw (18-09-2009) Lettura scorrevolissima e piacevole che vuole tratteggiare l'assoluta disciplina e l'estremo rigore del mondo lavorativo nella societa' giapponese ma che a tratti sconfina - troppo, a parer mio - in situazioni del tutto paradossali. Se lo si legge senza immedesimarsi troppo puo' risultare divertente, altrimenti e' solo frustrante. Eccessivamente brusco e inconcludente il finale, forse si sarebbe meritato uno sviluppo piu' completo. Voto: 2 / 5 |
Bubi (27-06-2009) Consiglio la lettura di questo romanzo a chi vive in modo frustrante l'attività lavorativa. I voli mentali che la protagonista si concede guardando il panorama dalla vetrata degli uffci sono veramente liberatori. Lo stile caustico e ironico e la scrittura essenziale mi hanno rapito e coinvolto. Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |
Gian (25-06-2009) Su questo libro ho sempre sentito tante opinioni discordanti...c'è chi lo considera banale e privo di credibilità, e chi lo ritiene un vero e proprio testo sacro per il suo umorismo tagliente e l'analisi acuta della società giapponese. Ebbene, dopo aver letto "Stupore e tremori" posso tranquillamente dire che anch'io l'ho apprezzato tantissimo!
Certo, il libro è senza dubbio privo di grandi pretese, ma proprio in questa sua caratteristica risiede la sua grandiosità. E' davvero stupefacente il modo cui la Nothomb riesca a parlare con così tanta naturalezza e usando la sua solita ironia di un'esperienza di vita così sgradevole (checchè se ne dica i ritmi delle aziende giapponesi sono realmente insostenibili)... ciò che però mi fa apprezzare ancora di più questo libro è legato al fatto che leggendolo traspare qual è il vero Giappone, quello moderno e caotico, troppo spesso offuscato dall'immagine idillica del Paese del Sol Levante tutto "geisha, samurai e ciliegi in fiore". Voto: 5 / 5 |
Erne1961 erne_p@yahoo.it (01-03-2009) O la si ama incondizionatamente o la si detesta. Fresco e originale, lo stile mi piace molto.
Voto: 5 / 5 |
peppe (14-07-2008) Della Nothomb è il terzo che leggo, e devo dire che è quello che mi ha convinto di meno.
Probabilmente è vero che si spinge troppo verso l'inverosimile e il paradossale. Tuttavia la storia risulta davvero divertente e scorrevole. Voto: 4 / 5 |
Chiara (23-05-2008) L'ho letto una prima volta e mi sembrava scritto in modo confuso. L'ho riletto dopo qualche anno e l'ho trovato bello e intelligente. Oltre a regalarci un affresco di un mondo così lontano dal nostro che ci risulta incomprensibile, riesce sempre a essere ironica e spiritosa. Il tono si fa serio solo quando la protagonista, Amelie stessa, parla della condizione delle donne in Giappone. Voto: 5 / 5 |
alfredo (01-04-2008) Spesso siamo portati a chiudere i nostri pensieri su un luogo tanto lontano come il Giappone, di una lontananza non solo fisica ma anche e soprattutto culturale, entro il facile stereotipo dell'esotico.
Nothomb con Stupori e tremori ci costringe a fare una doccia fredda, ma che dico, glaciale.
Protagoniste sono le sue vicende da impiegata nell'azienza nipponica Mishimoto.Niente di meglio per fare conoscenza con un mondo che l'affascina da sempre e di cui Amelie si sente parte fin dalla nascita, essendo nata a Kobe da un dipomatico belga.
La realtà si dimostrerà però un miscuglio tra incubo e follia alla scoperta di un paese tanto affamato di Occidente e della sua cultura quanto rigidamente xenofobo o forse per coniare un neologismo Occidentofobo.Un paese costruito come un mosaico ove ogni tassello deve stare al proprio posto e nel lavoro come nella scuola e come nella società ognuno ha un proprio posto che gli consente margini assai limitati di libertà e spirito creativo.E' quello che succede ad Amelie incapace di capire una realtà ove l'ubbidienza conta molto di più dello spirito di iniziativa anche se questo è votato a qualcosa di straordinariamente produttivo.Un paese ove una donna fatica a farsi spazio( tuttora oggi le donne in Giappone per legge guadagnano meno degli uomini)e spesso, come i capponi di Renzo, si fa la guerra con le altre colleghe per una minima gratificazione lavorativa.Amelie dipinge un Giappone purtroppo, ohimè, assai veridico, ove la pressione sociale e lavorativa, la competizione a qualsiasi livello raggiunge punte sconosciute a noi occidentali.
Consiglierei questo romanzo come vademecum a chiunque abbia l'intenzione di vivere in Giappone o di lavorarvi.Semplicemente meraviglioso Voto: 5 / 5 |
alex (03-03-2008) piuttosto banale ed al limite della credibilità. Voto: 2 / 5 |
Nicky (10-12-2007) Che questa scrittrice mi piacesse l'ho scoperto già da un po'. confermo il mio buon giudizio anche su questo suo libro, scrittura spassosissima! Stupenda la descrizione della condizione femminile in Giappone.
Voto: 4 / 5 |
Jules (24-05-2007) La già citata Fubuki a metà libro si chiede se la protagonista sia sana di mente. Me lo sono chiesto anch'io. In queste 100 pagine, probabilmente autobiografiche, la Nothomb racconta le vicende lavorative di Amélie, che dopo un primo scontro con la mentalità giapponese inizia a sviluppare una serie di ragionamenti e conclusioni insensate che avranno l'unica conclusione di convincerla a rassegnare le dimissioni (Ne uscirà comunque vincente, visto che in seguito diventerà un'affermata scrittrice).
Sapevo di non dovermi aspettare molto, ma dopo averlo letto mi chiedo da cosa derivi la fama dell'autrice...
Non adatto ad un pubblico adulto. Voto: 1 / 5 |
Paolo (01-12-2006) solo una parola per descrivere questo libro
STRATOSFERICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11 Voto: 5 / 5 |
luca meccheri (14-11-2006) Fra un mese andro' in giappone, lavorero' per una ditta del sol levante, anche se l'idea di trovare una Fubuki dovrebbe terrorizzarmi, io , non vedo l'ora.. Amelie e' riuscita a presentarci lati oscuri della cultura nipponica, dove l'onore e' piu' importante dell'amore e la disciplina dell'intelligenza, ma allo stesso tempo riesce a farci innamorare tutti di un paese in cui nessuno ha mai messo piede.. Voto: 5 / 5 |
Alessandro Del Gaudio (22-05-2006) Bellissimo. Io che sono innamorato del Giappone non ho potuto fare a meno di provare indignazione per le disavventure di Amelie, che ha raccontato il conflitto tra due opposte culture con un umorismo disarmante. Penso che anche la bellissima Fubuki abbia dovuto arrendersi di fronte alla simpatia e alle astuzie della sua subalterna. Comunque consiglio di leggerlo. Voto: 5 / 5 |
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