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Mastrocola Paola - Più lontana della luna | In un'ex scuderia reale di Stupinigi, vicino a Torino, una ragazza di quindici anni, figlia di un operaio Fiat, non va più a scuola e aiuta la madre a vendere verdura al mercato. Un giorno però, l'incontro con un venditore di libri le cambia la vita, perché la ragazza si imbatte per caso nelle antiche poesie dei trovatori provenzali e si mette in mente di diventare una di loro. Affascinata da quelle letture, scappa di casa: non per fare politica come tutti quelli che ha intorno, ma per... cercare l'"amore da lontano". Il romanzo, tra il realistico e il paradossale, racconta con toni un po' ilari e un po' dolenti le avventure di questa ragazza, così distante dalla storia che le scorre accanto: per amore della celebrata lontananza lei commetterà errori a volte piccoli, a volte più gravi, si infilerà in storie a volte mediocri, a volte sublimi, fino a che, alle soglie della maturità, incontrerà il sogno che - forse - nemmeno sapeva di avere.
Recensioni 1 - 20 di 37 recensioni presenti. Media Voto: 3.54 / 5Elena elenapareschi@gmail.com (12-01-2010) Mi dispiace di dover dare un giudizio negativo su questo libro. Ho amato molti lavori dell’autrice (Una barca nel bosco, Palline di Pane, La gallina volante) ma questo non riesco ad apprezzarlo come gli altri. Della storia mi è piaciuto l'inizio, con la sua caratterizzazione dei personaggi, la rappresentazione del contesto sociale, storico, politico che circondava e opprimeva Lidia. La sua malinconia, il suo non sentirsi parte di una realtà e il suo desiderio di fuga e... Pino. Mi hanno fatto pensare le simbologie. La televisione come elemento fondamentale della casa, la bambola, il servizio buono preso con i punti che non va mai usato se non nelle occasioni importanti e... l’enciclopedia (io avevo i Quindici...). Mi sono sentita parte di una storia, la storia dei miei genitori e della mia famiglia e quindi per questo mi è piaciuto questo inizio.
Poi la storia si è sviluppata in un modo che un po’ mi ha delusa, mi è sembrata troppo inverosimile, con descrizioni lunghe e lente.
Non mi è piaciuto questo accanimento sull’amore da lontano che all’inizio avevo trovato geniale. Ad un certo punto mi sembrava di non sopportare più questa ragazza che, pur viaggiando, mi sembrava ferma.
Una cosa continua comunque a colpirmi dello stile dell’autrice e per questo la ringrazio. Anche questa volta ha fatto nascere in me il desiderio di leggere e scoprire autori che a scuola avevo studiato per obbligo e che ora Paola ripropone (attraverso le sue citazioni) diventando in questo modo uno spunto per le mie prossime letture.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fr (26-10-2009) a me è piaciuto, e tanto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bubi (06-07-2009) In questo libro ho ritrovato l'autrice che mi aveva colpito positivamente con "Una barca nel bosco". "Più lontana della luna" è una storia che è una vita, raccontata con il piglio giusto, con la curiosità dei cinque anni che poco si discosta da quella della maturità. Ho appena terminato la lettura e devo dire che in certi passaggi mi sono anche commossa, forse per frasi personali che hanno saputo toccare il mio vissuto, forse perchè è bello commuoversi di fronte alla poesia (non necessariamente in versi) e alla scrittura che emoziona pur nella sua semplicità. Consigliato a chi ha smesso di cercare e anela a qualcosa di diverso! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
IGLE (18-05-2009) Condivido quasi completamente il commento di Gerschwin (1-3-2008): forse anziché parlare di poesiole sentimentali, non volendo in queste contenere anche scritti di Petrarca e Dante, parlerei in particolare delle canzoni di Battisti, che io ho amato e amo perché con lui sono cresciuti i miei amori, ma che mi ha quasi infastidito veder usare così. Non mi era ancora capitato di confrontarmi in rete sul parere su di un libro, ma questo mi ha lasciato davvero perplessa. Avevo letto “La gallina Volante”, che mi aveva divertito e “convinto”, nonostante le situazioni paradossali e mi ha confuso questo salto così brusco di livello. Così ho cercato “conforto” e confronto in rete e nel commento di Gerschwin ho trovato espresso con chiarezza ciò che avevo percepito, ma non ero ben in grado di isolare e descrivere. In effetti ciò che più mi ha “seccato” (davvero questa è la parola giusta!) è la non crescita mentale, di personalità, sentimentale e di linguaggio, soprattutto della protagonista. La paradossalità di alcune situazioni passi, ma non si capisce come Lidia possa sopravvivere alle avventure che si procura, senza mai cambiare. Meglio che non aggiunga altro, il commento di Gerschwin è sicuramente più efficace e autorevole. Sta di fatto che più volte durante la lettura di “Più lontana della luna” ho pensato di esercitare il sacrosanto diritto del lettore di passare ad altro, ma poi speravo sempre in un guizzo che riscattasse il tutto. Il guizzo non c'è stato, anzi l'ultimo mare mi è apparso come morto, opaco quanto la Torino malinconica dell'inizio.
Peccato, me l'ero tenuto per mesi sul comodino in attesa di un po' di tempo per una lettura piacevole. Alla prossima! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
nazzaro nazzarosauro@yahoo.it (12-03-2009) Scrittura asciutta, lineare, diretta e scorrevolissima.
La storia è bella e la protagonista è un'incurabile sognatrice che alla fine grazie all'illusionista(e non mago)Micael scopre una chiave di lettura della vita.
La sua visione disincantata e distaccata dagli avvenimenti la porta ad attraversare la pianura padana in groppa ad un cavallo e sulle ali dei suoi sogni.
Le sua vicissitudini hanno la rara dote di affascinare anche le scorze piu' dure di lettori.
Buzzati andrebbe fiero di una scrittrice di questo calibro.
P.S. anche io possiedo un Seiko e parteggio per la working class hero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NIcola Intrevado intrevado@hotmail.it (18-01-2009) Ho letto questo libro in un,breve ,periodo di astinenza.Vale a dire che , quando sul mio comodino viene a mancare la materia prima del mio programma di lettura di tutta una vita, allora ,e solo allora, attingo da quello di mia moglie.Quindi , la scelta e' stata del tutto occasionale e non motivata da alcun filtro di selezione.E, devo dire che , sono stato colpito dalla banalita' della storia , dalla ovvieta' smaccata della fabula , dall' archeologia di superficie dell' introspezione psicologica dei personaggi , dal luogo piu' che comune sei segni disseminati qui' e la nella riscostruzione di una sorta di ambientazione storica , banale anch' essa , dal rito narativo che , mi ha ricordato certi componimenti scolastici di tanti anni fa e certo , di quelli meno riusciti che , la mia sapiente insegnante di lettere ci leggeva in classe in una sorta di celebrazione all'incontrario , dal titolo evocativo "Come non dover mai scrivere".Ma , in tempi nei quali , il talento narrativo e' diventato merce sempre piu' rara e' gioco forza prendere quel che il " caso" ci manda.Non per questo , io almeno , dobbiamo rimanere muti ad un commento che non e' tanto di delusione ,non tanto di rassegnazione e lo e' semmai di consapevolezza nel constatare , e a ragion veduta , avendo letto il testo , comunque , con molta attenzione , che , la letteratura e' un ' altra cosa.E questo libro , questo , immagino , dignitoso lavoro da parte della scrittrice , vi e' lontana piu' della luna.In termini matematici si potrebbe quindi dire che , questo libro sta' alla lezione di letteratura , esattamente quanto , la lezione di scrittura sta' ai nostri componimenti di un tempo nei nostri lontani scritti .Pur lodati e difesi a spada tratta dalle nostre mamme.Ma ,la storia si sa', si prende il suo tempo e cosi' come decise di noi, ci dira' se ci troviamo di fronte ad una scrittrice o ad una onesta operatrice di componimenti.Null' altro vi e' da aggiungere e' tutto li' il quelle pagine l' oggetto della mia esegesi.Nulla quindi , contro l'autrice. Auguri. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
xyzeta (15-01-2009) come scrive bene questa professoressa! si lascia trasportare dalla sua fantasia, ma non perde di vista la missione della sua vita: anche nello scrivere insegna e spiega minuziosamente, ma senza pedanteria, il mondo che descrive e il lettore vive nel suo romanzo. Complimenti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chiara (08-09-2008) Uno dei più bei libri che abbia letto ultimamente!
Un libro "leggero" nel senso migliore del termine...come poteva essere "leggero" un film come "Pane e tulipani". Una leggerezza dell'anima, che non ha niente a che vedere con la superficialità. Una leggerezza che invece entra nel profondo e commuove, fa pensare, fa sorridere. E' vero che la storia è a tratti inverosimile, ma è proprio questa sua caratteristica che permette di volare sopra il quotidiano, sopra una vita alla periferia di una Torino spenta, con una vicina che ti porta le bignole e sparisce alla morte del suo cane (conosco bene la provincia di Torino: ci sono nata). Il finale sospeso, poi, lo trovo splendido.
Brava la Mastrocola. Ci verrebbe fuori un bel film italiano grazioso e garbato, magari girato proprio da Soldini!
Chiara Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabiola (16-07-2008) C’è un racconto di Neil Gaiman che si chiama ‘Chivalry’ dove una vecchietta compra al mercatino delle missioni il Santo Graal e lo metto sul caminetto con la foto del marito e (probabilmente) le anatre di porcellane. Dopo un po’ si presenta alla sua porta uno splendido cavaliere a richiederle il celestiale manufatto e lei gli offre il tè e dice che le piace come soprammobile. Alla fine glielo cede, ma vi lascio leggere il racconto. Il libro della Mastrocola ha un po’ il medesimo sapore. Quel miscuglio malinconico di magico e quotidiano, quei sogni maschili di cavalleria e trovatori. È la parte che apprezzo di più. È vero, le storie d’amore, sempre con persone carine che si discostano dalla vita della protagonista con delicatezza, stancano e sanno di già sentito. Ma la Malinconia rimane e alla fine cosa importa quale sia il destino o lo scopo di tutto questo. Mi sono affezionata a Pino e ai mesti genitori operai, alla prima super e all’enciclopedia. È come quando senti una melodia vagamente obliqua e dici, questo è il suono della mia anima e seppure non amo Battisti (anzi lo detesto), questo libro mi assomiglia un pochetto. Come dicevo da giovane, l’amore è il tentativo di colmare un vuoto che non è vuoto d’amore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia (10-07-2008) Sicuramente un libro che apre la mente, aldilà di ciò che è ragionevole o meno, aldilà della veridictà di un percorso bizzarro come può essere quello di Lidia, la protagonista. Entrare in un libro del genere vuol dire andare oltre la storia, lasciare agli storici il compito di cercare la coerenza. Un libro che ho amato, che mi ha tenuta in apnea per l'intelligenza, la non-banalità, la fuga dello stereoptipo con cui il sentimento viene trattato. Ho letto tutti i libri della Mastrocola e in questo ho trovato una sincerità che me l'ha reso il preferito... buttatevi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valerio (26-06-2008) Non il miglior libro della Mastrocola, ma sempre piacevole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renato renatopolizzi2003@yahoo.it (10-06-2008) Veramente un buon libro. Paola Mastrocola si conferma una delle scrittrici più interessanti del panorama letterario italiano. e con questo libro continua la sua lotta contro ogni tipo di conformismo culturale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra (27-05-2008) Devo dire che la Mastrocola mi piace sempre molto come scrive: ha scritto pagine di vita a volte anche un cruda, se vogliamo, ma in maniera molto scrorrevole.
A chi non è capitato di vivere una vita che non vuole vivere e fa tutto quello che fa la protagonista per inseguire un sogno che scopre di avere solo dopo diversi anni?
Brava Paola! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michela michelapisani1@virgilio.it (07-05-2008) Mi dispiace dare un giudizio negativo su questo libro,ho letto quasi tutti i libri di questa autrice ma questo non mi ha lasciato nulla e ho fatto fatica a finirlo mentre gli altri li ho "divorati".Non mi è piaciuta soprattutto la sua relazione con un uomo che aveva 50 anni più di lei,bene e carina sono la prima parte. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
lalli (22-04-2008) E' UN BEL LIBRO, SCRIITO DIVINENAMENTE.. PECCATO CHE A TRATTI E' UN PO' INGENUO. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuliano Paganin (12-04-2008) Ho letto tutti i libri della collega Paola
Mastrocola. Scrive bene senza dubbio!!!!!
Una barca nel bosco, La scuola raccontata al mio cane e naturalmente Più lontana della luna
rappresentano produzioni straordianrie.
Anziche ascolatare una campagna elettorale infuocata, come quella attuale (2008), è conveniente
prendere un libro della Mastrocola, rifugiarsi
e meditare. I politici raccontano la sua e tentano
di convincerti. I leggo la Mastrocola che ti porta
più lontano della luna, senza abbaiare alla luna.
E lo scritto rimane. Brava Paola, e riprovaci ancora Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudia (18-03-2008) Ho letto tutti i libri di Paola Mastrocola, trovo il suo stile intriso di significato, arriva al cuore e all'anima.La ringrazio perchè ogni suo libro fa nascere in me l'ardente desiderio di lettura e di ricerca nella mia vita.
Grazie al prossimo libro!
Claudia
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gershwin (01-03-2008) Acquistato dopo aver visto un’intervista televisiva (sulla TSI1) dove l’autrice aveva dato un’eccellente impressione, con affermazioni ragionevoli, vocabolario elaborato e intelligente, atteggiamento corretto e ben educato. In effetti il libro comincia bene, in un’atmosfera inabituale descritta in maniera eccellente, piacevole senza essere sentimentale, intelligente senza esagerare, e cosi via. La storia, almeno all’inizio, sembra perfino plausibile anche se immaginosa; dopo tutto è la descrizione di quel che potrebbe pensare una bambina di quell’età e promette bene. Purtroppo però l’atteggiamento puerile iniziale persiste durante tutto il libro. Le situazioni divengono meno e meno plausibili, le invenzioni rimangono allo stesso livello e, dopo un po’, il tutto comincia a seccare. La personalità del carattere principale non sembra progredire e quelle dei caratteri periferici rimangono di più in più standardizzati. La cosa andava bene all’inizio ma, dopo un centinaio di pagine, uno comincia ad averne abbastanza di infantilismi e poesiole sentimentali (sceme e mal scelte). Le vicende diventano di più in più inverosimili e non particolarmente interessanti, anzi nettamente stupide. I troppo numerosi ed inverosimili deus-ex-machina a un certo punto stancano. Si ha l’impressione che l’autore non abbia ben riflettuto alla trama della storia prima di cominciare a scriverla. Divaga confusamente e finisce poi in maniera catastrofica. Peccato, perché la scrittrice sembra avere eccellenti qualità descrittive e adopera un italiano non solo espressivo ma anche divertente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Simona (08-02-2008) Sono molto spiacente di dover dare un giudizio negativo su questo libro; avevo molto apprezzato i primi lavori di questa autrice. In questa vicenda mi è piaciuto abbastanza l'inizio e il tratteggio dell'ambiente di Torino operaia, poi la storia prende la strada dell'inverosimile, senza contare lo stile scialbo. Non ho proprio compreso le motivazioni della protagonista. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Raffaela raffacarrus@hotmail.it (05-02-2008) Non conoscevo l'autrice e il libro mi è stato regalato.Ho letto vari commenti e me ne stupisco di certi...giudizio personale naturalmente: torovil libro molto bello e reale per molti versi....assolutamente non assurdo, forse qualche spunto ma nel complesso credo ci dia una visione finalmente diversa del sessantotto e dalla parte di una ragazza che probabilmente sarà esistita...mi son ritrovata in molti pezzi e mi ha fatto sorridere l'idea perseguita dell'amor di lontano. Fresco e molto frizzante...mi riprometto di leggere gli altri e commentare!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 37
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