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Curi Umberto - Il farmaco della democrazia. Alle radici della politica |
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Titolo | Il farmaco della democrazia. Alle radici della politica |
| Autore | Curi Umberto | Prezzo Sconto 10%
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€ 14,40
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 1,60)
|  | | Dati | 2003, 262 p., brossura |
| Editore | Marinotti
(collana La metamorfosi del tempo nuovo) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Secondo la rilettura del mito di Prometeo contenuta nel Protagora di Platone, sussiste un nesso indissolubile, evidenziato già dalla comune radice etimologica, fra i termini, e i conseguenti concetti, di città, politica e guerra. Le parole greche per designare rispettivamente la guerra (polemos), la città (polis) e la politica (Politikè techne) derivano infatti dalla medesima radice indoeuropea -ptol". Da questa comune origine linguistica si arriva a spiegare come fra i tre termini vi sia una così stretta connessione anche dal punto di vista filosofico. In questo libro Umberto Curi analizza le molte relazioni che connettono la guerra alla politica, mostrando fino a che punto la prima possa essere considerata il "destino" cui tende la seconda.
Nicolò nico2884@libero.it (30-03-2004) Il saggio di Curi che, in realtà, è una raccolta di saggi scritti in momenti differenti e apparsi sotto forma di articoli all'interno di numerose riviste specialistiche, si presenta come una riflessione su un tema di stretta attualità ma che in realtà affonda le sue radici già nell' epoca classica dell'antica Grecia con Platone: la democrazia. Attraverso una serie di riflessioni e di spunti spazianti dalla filosofia antica alla contemporaneità l'autore mira a mostrarci che la problematica è ancora tutt'altro che risolta e che ,anzi, la costitutiva aporia presente nell'uomo, secondo la quale , riprendendo il celebre mito di Prometeo, citato nell' Introduzione, il genere umano è il meno adatto alla sopravvivenza, fa sì che l'uomo stesso sia condannato ad ingaggiare un pòlemos , un conflitto perenne contro l'avversario, calpestando il concetto stesso di democrazia che, secondo Platone, favorisce la troppa libertà e quindi la rovina all'interno dello Stato. Tutto questo è spiegato in un linguaggio fin troppo semplice, che fa uso, molto spesso, di termini quasi elementari e di frequenti ripetizioni che minano l'evidente profondità dell'opera, la quale pecca un pò anche sul piano dell'organicità.
In ogni caso, un libro da consigliare a coloro i quali tendono ad un'interpretazione qualunquista della storia e a quelli che gridano alla democrazia con troppa facilità senza sapere cosa essa sia effettivamente Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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