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Granado Alberto - Un gitano sedentario |
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Titolo | Un gitano sedentario |
| Autore | Granado Alberto | Prezzo Remainder - 55%
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€ 4,72
(Prezzo di copertina € 10,50 Risparmio € 5,78)
|  | | Dati | 2005, XVIII-329 p., ill., brossura | | Traduttore | Cacucci P. |
| Editore | Sperling & Kupfer
(collana Saggi Paperback) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Nel 1951 Alberto Granado, con l'amico Ernesto Guevara, salì su una vecchia moto e partì per un viaggio attraverso l'America latina che avrebbe segnato il destino di entrambi, mettendoli di fronte al degrado e alla miseria di tanta parte della popolazione. Al loro ritorno, Ernesto avrebbe imboccato la strada dell'impegno rivoluzionario e Alberto si sarebbe dedicato alla cura dei lebbrosi. Si ritrovano nel 1961 nella Cuba conquistata da Fidel Castro, dove il comandante Che Guevara si era ormai stabilito. All'invito del compagno, Alberto lasciò il suo lavoro all'università di Caracas e si trasferì nell'isola, dove aprì una scuola di medicina e partecipò con entusiasmo alla costruzione di una nuova società.
Gianmarco istruzione2000@yahoo.it (28-03-2006) Granado è più uno scienziato che uno scrittore, e quindi la lettura non è sempre scorrevole, ma tuttavia il testo è interessante. Il compagno di viaggio del Che riesce a trasmettere il proprio grande amore per Cuba, un paese al quale ha dedicato tanti anni di ricerca scientifica e di impegno per migliorare le condizioni di vita di un popolo sul quale grava, ormai da diversi decenni, l’enorme peso di un assurdo embargo imposto dagli yankee; un popolo che, nonostante tutto, non si è mai arreso alla superpotenza nord-americana e che non ha mai perso, nemmeno per un istante, la propria dignità.
L’autore non si sofferma molto sui limiti (già tanto sbandierati, oltre che enfatizzati, dai media controllati dalle multinazionali e dai “potenti” in generale) della politica castrista, ma dà più che altro spazio ai grossi progressi portati dalla Rivoluzione e che spesso vengono tenuti nascosti da tv e giornali. Basta pensare, per esempio, agli importanti risultati raggiunti in campo scientifico, all’indice di mortalità infantile tra i più bassi al mondo, all’inconsistente tasso di analfabetismo e alla scuola e alla sanità gratuite per tutti.
Davvero toccanti i punti in cui Alberto scrive dei bei momenti trascorsi col Che, il ricordo del quale è ancora ben vivo nella mente dell’autore, come nella mente di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne personalmente l’altruismo e la determinazione nel combattere le ingiustizie in ogni parte del mondo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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