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Nella sua opera prima Pietro Grossi racconta con prosa piana e molto piacevole le vicende di quattro amici, quattro ragazzi "profondamente artisti", quasi bohemien del terzo millennio, aperti alla vita e, purtroppo, anche agli eccessi: Charlie il pittore, Max il chitarrista, Paco il fotografo e infine Wolf, il magico Wolf capace di fare tutto, di creare mille situazioni con un foglio di carta e una penna, Wolf che per primo troverà la morte in modo misterioso, inspiegabile.
Media Voto: 3.33 / 5La Recherche redazione@larecherche.it (02-07-2008) Quattro amici, quattro talenti: Charlie il pittore, Max il chitarrista, Paco il fotografo e infine Wolf, il magico poeta, in un romanzo che li vede in viaggio dalla Spagna all’Olanda, e li osserva nella loro crescita nell’ambiente domestico, e per finire in una specie di Woodstock organizzata, a quanto pare, per esprimere e dimostrare i loro talenti, soprattutto quello di Wolf, che cade come in trance sotto gli occhi estasiati di migliaia di partecipanti a questo singolare happening.
Ma pur volendo essere un romanzo psichedelico e vagamente bohemien, verso la fine, i quattro super-artisti diventano notevolmente ricchi, quindi, partendo da un concetto di arte al di sopra di tutto, arte pura e dettata dall’anima, si giunge ad una borghesificazione, una mercificazione della medesima che lascia un po’ di stucco.
Il libro appare come una bella prova generale, prima del debutto vero, una di quelle opere che lo scrittore ha pensato per i lunghi anni della sua adolescenza, scritto – bene, a tratti molto bene – caricandolo di tutti i sogni e le attese di un adolescente. Nella storia non mancano alcune ingenuità, tipo il finale, ma già si nota il talento dell’autore nel tratteggiare i caratteri dei personaggi e a creare situazioni ed ambienti molto evocativi; insomma il talento già aveva fatto capolino, andava un pochino lavorato, e se guardiamo a dove è già arrivato il giovane autore possiamo tranquillamente affermare che ha saputo crescere, e molto bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvia silviaval@tin.it (08-09-2006) Touché è un romanzo avvincente, pieno di avventura, dal quale non sono riuscita a staccarmi prima della fine: era pieno di magia, di poesia.
Morale della favola: l'ho divorato in tre giorni e ho costretto gli amici a leggerlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio (30-05-2005) L'ho trovato in una bancarella, attirato dalla copertina e dal prezzo, due miseri euri: buttati via anche quelli.
La scrittura è bruttina e piena di un autocompiacimento irritante.
Buono per accendere il fuoco. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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