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Pizzuto Antonio - Ravenna |
Claudio Mori (01-02-2010)
“Multicolori palloncini pronti a grugnire, tentando svincolarsi dal canapo tesi paletti d’intorno l’aiuola, senza mai requie tutti insieme seguivano in ogni senso folta per folata il vento volubile lustri pingui atterriti.”
Imperdibile.
Non che sia facile lettura. Non che tu possa passare da frase ad altra come nei discorsi a tavola. Devi tornare e ritornare, partecipare, contuire, completare. Puoi anche lasciare da ultimo a Fifina la lettura di “Ravenna”, titolo a caso, grafia, ma ignorare l’ignorato italiano Antonio Pizzuto è continuare a violentare la storia della letteratura italiana come finora avvenuto. Significa perdersi quello “stupore disciplinato” in cui consisterebbe la “poesia”, secondo le parole dello stesso Pizzuto, alternativa irrinunciabile ai reietti opposti scetticismo e fideismo.
Frasi rastremate, rasciugate, reticenze, ellissi, assenza del tempo, riduzioni barchilogiche sono le forme allegoriche di quel discontinuo che è la vita, un pulsare attraverso frammenti.
Non so s l’op di P. po dir moderna oggi, sicuramente è fu sarà rivoluzionaria.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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