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Piersanti Umberto - Olimpo | Due storie si incontrano e si fondono in questo romanzo: una storia d'amore, breve, tenera, contrastata, e la ricerca invece di un assoluto proiettato in un tempo mitico. Questo libro coniuga tempi e luoghi distanti, fra il Montefeltro e la montagna degli dèi, l'oggi e una remota antichità. Senza nulla concedere al gusto facile e oggi pervasivo della new age, Umberto Piersanti esalta le risorse dell'immaginazione richiamando un'epica che entra con naturalezza in una storia di sentimenti ed emozioni quotidiane.
Media Voto: 4.5 / 5Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (09-03-2008) E’ lo scontro tra due modi diversi di rapportarsi alla vita, sia nelle convinzioni politiche che nell’approccio sentimentale, due mentalità che non riescono ad incontrarsi, poiché non è possibile superare l’incomunicabilità in cui precipitano perfino coloro che credono di poter comunicare con il linguaggio del corpo.
Tutto il romanzo si dipana nell’assoluta e perfetta identità del narratore con la figura di Luca,
un uomo che, consapevole di non poter racchiudere il segreto della vita e quindi di poterlo esprimere compiutamente, annoda i temi dell’amore e della ricerca alle suggestioni classiche e ai valori della mitologia pagana, condensandoli nelle sequenze distese di una lunga narrazione. La narrazione viene risucchiata nel pieno dei sentimenti e delle emozioni, nella densità affettiva delle storie in cui egli prosciuga tutta la sua trepidante ansia di affabulatore. Non si procede, non si va avanti ma si abita un medesimo tempo che varia impercettibilmente e si ritorna senza fine negli stessi luoghi in cui i suoi personaggi si fondono da sempre in epifanie arcaiche.
Che cosa accomuna questo nuovo libro alle raccolte di poesia e ai suoi romanzi precedenti ? Si sarebbe indotti a pensare che il filo rosso sia l’intrecciarsi dei temi della natura e dell’archetipo femminile, un’osmosi di attrazione sensuale e sublimata ad un tempo nei confronti di due universi che ancora rendono possibile descrivere la vita attraverso la pienezza del desiderio.
Poi però scorrendo le pagine ci si avvede che a dominare anche questo libro è la necessità di reagire al deterioramento che regge l’esistenza nelle sue molteplici forme. Il bisogno di erigere un argine al disincantato andare alla deriva dell’uomo, mettendo a nudo, nella distonia tra io e mondo, la necessità del dubbio e la nostalgia del senso. Ma anche la difficoltà di accettare ciò che non conosciamo e che dunque temiamo. L’impossibilità, perché no, di ridurre alla conoscenza ciò che alla fine non può essere svelato.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
davide (13-04-2007) E' Piersanti. Leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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