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Balzano Marco - Il figlio del figlio |
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Titolo | Il figlio del figlio |
| Autore | Balzano Marco | Prezzo Sconto 20%
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€ 10,40
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 2,60)
|  | | Dati | 2010, 156 p., brossura |
| Editore | Avagliano
(collana I tornesi) |
| | Disponibile anche in eBook a € 5,49 |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | | 
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Nicola ha ventisei anni e fa l'insegnante precario a Milano. È il figlio del figlio di nonno Leonardo, un omone potente e analfabeta che un giorno porta la notizia: bisogna vendere la casa al mare. Nonno, padre e nipote partono per raggiungere la Puglia - un viaggio tra i luoghi e le memorie che hanno costruito la famiglia Russo - che poi "è il posto dove uno deve stare". Tra quelle mura ognuno ritrova le proprie tracce: Nicola gli amori estivi; il padre la scuola e la giovinezza; il nonno la sua vita di contadino. Tre uomini che tirano le somme della propria vita, tre lingue diverse per raccontare la guerra e l'impegno politico, l'emigrazione e la perdita delle radici; il bisogno di partire e la conquista di un posto in cui tornare.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788883092886
Il figlio del figlio
Nicola ha ventisei anni e fa l'insegnante precario a Milano. È il figlio del figlio di nonno Leonardo, un omone potente e analfabeta che un giorno porta la notizia: bisogna vendere la casa al mare. Nonno, padre e nipote partono per raggiungere la Puglia - un viaggio tra i luoghi e le memorie che hanno costruito la famiglia Russo - che poi "è il posto dove uno deve stare". Tra quelle mura ognuno ritrova le proprie tracce: Nicola gli amori estivi; il padre la scuola e la giovinezza; il nonno la sua vita di contadino. Tre uomini che tirano le somme della propria vita, tre lingue diverse per raccontare la guerra e l'impegno politico, l'emigrazione e la perdita delle radici; il bisogno di partire e la conquista di un posto in cui tornare.
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| La recensione de L'Indice |
 Questo è un romanzo, all'esordio, che coglie nel segno, e a cui ci si affeziona: per l'acuta sensibilità con cui sono tratteggiati i caratteri; per la sapienza narrativa; per lo stile scabro, asciutto ma senza ostentazioni. Il racconto muove dalla decisione della famiglia Russo di vendere la casa al mare, nel Sud da cui si è partiti senza fare ritorno. A comunicarlo è il nonno, con la morte nel cuore, perché quella casa, abbandonata dai figli, rappresenta lo sfascio della famiglia: e allora non resta, con dolore, che disfarsene. Per andare a venderla, a Barletta, affrontano il viaggio il padre, il figlio, e il figlio del figlio: Nicola, il nipote del titolo, protagonista e narratore. Un viaggio nella memoria dei luoghi e degli affetti, attraverso tre generazioni, ciascuna con il suo passato con cui fare i conti. E insieme, a incrociare memorie e destini, il racconto delle relazioni fra i tre, mai così vicini. Nicola è insegnante precario, per questo in famiglia ancora lo considerano un ragazzo, scioperato per di più: a suo modo oggi un simbolo, nell'opinione di molti, delle generazioni ultime. Il nonno, "grande e grosso come un guerriero", di grana ruvida e spessa, rappresenta il passato arcaico. Il padre, della generazione di mezzo, non più giovane e ancora figlio, è quello che si adombra, affacciato al balcone, con il suo tarlo segreto, i lunghi silenzi a dividerlo da Nicola, il figlio, perché può accadere, al figlio con il padre, come con la propria immagine allo specchio: tanto ci è familiare che finisce per diventarci estranea; e si smette a quel punto di parlare, fino a farci l'abitudine. "A tavola adesso si parla poco (
) Il bene che ci teneva uniti in quei secoli d'infanzia e prima adolescenza ora non lo sentivo più". Giunge un tempo, in ogni famiglia, che nulla più è come prima, e la cosa più dolorosa è che non ci si può far nulla. Il libro racconta il ritorno al paese di chi è partito, e per lasciarlo per sempre, paese dove, nel frattempo, si è diventati "il milanese"; mentre a Milano, sempre, si sarà considerati "il meridionale": ritrovandosi così nella strana condizione di forestiero dappertutto. Come per molti, al Nord, dal Sud emigrati. Più in particolare, è il racconto di quella condizione di spaesato sradicamento che coglie a ogni ritorno, e ancor più ora, quando per la famiglia Russo l'ultimo legame la casa, verghianamente è sul punto di essere reciso. Il dubbio, per chi è andato via, l'interrogativo che si porterà sempre dentro, è cosa sarebbe stato se solo si fosse rimasti. Domanda destinata a restare senza risposta, in un'incertezza sospesa che può giungere, come nel caso di Nicola, ai limiti della disillusione: "Illuso di aver studiato e viaggiato per avere di più di un contadino analfabeta, di più di un ragazzo emigrante presto invecchiato". Il protagonista-narratore, nel suo viaggio di ritorno nei luoghi della memoria, legge e non potrebbe quasi essere altrimenti Proust. Quello di Nicola, in effetti, è un tempo ritrovato alla rovescia, nella sua personale Recherche. Essa conduce non a ritrovare, ma a distaccarsi, e per sempre, dal passato da cui proviene. Un requiem delle origini, si direbbe, attraverso epifanie della memoria, e attraverso il padre e il nonno (tre diverse gradazioni di nostalgia, di legame, di attaccamento: "le tre lingue di casa Russo" le chiama il narratore): "Questa fu la cosa più bella di quel viaggio, tradurre per capire quello che ancora mi appartiene. Quello che è mio nonostante sia soltanto di riflesso". Alla fine i tre si dividono: da solo, ciascuno, è chiamato a fare i conti con la propria nostalgia, il proprio passato, la propria irriducibile solitudine. Il viaggio si conclude, per il figlio del figlio, con la visita alla nonna materna: in lei Nicola troverà la contentezza e la pace che basta a se stessa di chi è rimasto. Marcello D'Alessandra |
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.64 / 5emma (07-10-2010) un po' di fatica a recuperarlo, ma è valsa la pena insistere. avevo letto la recensione di goffredo fofi su "internazionale" e in effetti è come scrive, è un libro che può insegnarci molto su quel che siamo e su quel che siamo stati. alterna momenti di simpatia e leggerezza ad altri di malinconia, con un sentimento del tempo molto forte. si legge d'un fiato, anche perchè ci si identifica con la voce di chi scrive (il protagonista è un ragazzo laureato e ora precario) e si riconoscono soprattutto negli altri due protagonisti, il padre e il nonno, i nostri genitori e i nostri nonni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fernando (25-06-2010) molto bello si...mi ha invogliato la buona critica che ha avuto e non me ne sono pentito. e detto da un lettore pigro come me vale il doppio (di solito faccio fatica ad arrivare alla decima pagina). lo consiglio Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sara (23-06-2010) una storia senza storia, senza una vera trama, ma che entra nei cuori di chi legge, facendo immedesimare i lettori negli stati d'animo di questi tre personaggi, protagnisti incontarstati del romanzo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Anna Lucia (21-06-2010) Un libro bellissimo dalla scrittura semplice e delicata. Davvero emozionante e commovente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elena (21-06-2010) L'ho letto e mi e' piaciuto moltissimo.
Forse anche perche' in un periodo in cui la vita mi porta a vivere qualcosa di simile alla "vendita della casa al mare", l'ho trovato molto coinvolgente, come lo stile di Balzano, semplice, ma efficace e diretto.
Un libro che pare fatto di nulla, ma nel quale si segue il tempo che passa come se si fosse la' con i protagonisti, perche' ogni gesto non e' casuale ed e' invece esteriorizzazione di qualcosa di esistenziale; ricco di spunti di vita, enunciati quasi tra le righe, sintetici, ma efficaci e innegabili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manuel (18-06-2010) un bel viaggio alla riscoperta delle origini meridionali dei protagonisti. ognuno rivive il ritorno nel paese di origine a modo suo, evocando sensazioni e suggerendo spunti di riflessione! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara (17-06-2010) chi di noi non ha un "paese" in cui tornare per ritrovare i profumi dell'infanzia, le voci ancestrali degli anziani, i ricordi di bambino, le ombre dei vicoli...
Il figlio del figlio richiama alla memoria queste sensazioni, questo senso di appartenenza insito in ognuno di noi. Voto 5 su 5, senza dubbio! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabiana (15-06-2010) bella storia, ben scritto. belle anche le interferenze dialettali. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
biagio (14-06-2010) bellissimo, mi associo a tutti i commenti positivi che leggo qui sotto. da leggere! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
VINCENZO (10-06-2010) da non perdere!
"La Puglia, un viaggio verso il mare, la memoria famigliare in un affascinante romanzo d'esordio - Nicola ha ventisei anni e fa l'insegnante precario a Milano. È il figlio del figlio di nonno Leonardo, un omone potente e analfabeta che un giorno porta la notizia: bisogna vendere la casa al mare. Nonno, padre e nipote partono per raggiungere la Puglia - un viaggio tra i luoghi e le memorie che hanno costruito la famiglia Russo - che poi “è il posto dove uno deve stare”. Tra quelle mura ognuno ritrova le proprie tracce: Nicola “ritorna” agli amori estivi, il padre agli anni della scuola e della giovinezza, il nonno alla vita di contadino. Tre uomini che tirano le somme della propria vita, tre lingue diverse per raccontare la guerra e l’impegno politico, l’emigrazione e la perdita delle radici; il bisogno di partire e la conquista di un posto in cui tornare." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
CHIARA (10-06-2010) BELLISSIMO DAVVERO, UN LIBRO INTIMO, UNA STORIA DELICATA. UN RITORNO ALLE ORIGINI, CHE RISPECCHIA TANTO LA STORIA PERSONALE DI OGNUNO DI NOI. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valentina (08-06-2010) bellissimo davvero. raramente do unìopinione così schietta riguardo un libro, ma stavolta mi sono trovato davanti a uno spaccato di vita familiare delicato, dialettale, malinconico al punto giusto. uno di quei libri che evocano sensazioni profonde e comunica direttamente all'anima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna (04-06-2010) ho letto il libro da pochissimo, davveo bello; sottile, intimo. una storia consigliata a chi ama i racconti familiari, delicati. tre generazioni a confronto nel ritorno alla terra di origine. sensazioni, ricordi che affiorano, emozioni che accomunano gran parte della storia di tutti noi, italiani del sud che emigrano nella "grande città" in cerca di lavoro e benessere. un sentimento di attaccamento alle origini e di malinconiab pervade tutto il romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michela (03-06-2010) una bellissima storia di vita familiare, uno spaccato della nostra epoca, un ritorno alle origini. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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