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Fofi Goffredo - Le nozze coi fichi secchi |
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Titolo | Le nozze coi fichi secchi |
| Autore | Fofi Goffredo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,73
(Prezzo di copertina € 14,98 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 1999, 348 p. |
| Editore | L'Ancora del Mediterraneo
(collana Le gomene) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| La recensione de L'Indice |

recensioni di Pianciola, C. L'Indice del 2000, n. 05
"Mi sono provato in molte attività ma è stata proprio la mia approssimazione in ogni specifica professionalità, proprio l'irrequietezza e l'insoddisfazione che mi vengono da carattere e nevrosi, proprio un eccesso di curiosità per le cose del mondo e per quelle della cultura (...) a spingermi quasi naturalmente a 'fare riviste' come perno per la mia sballata esistenza". Così Fofi, verso la fine di questa specie di densa autobiografia politica e intellettuale, che ripercorre, in ordine sparso e in continui andirivieni, una vita fittissima di incontri e di personaggi, talvolta grandi maestri, talaltra noti o sconosciuti compagni, tutti rievocati con passione ma anche con giudizi netti e severi su quelli che gli appaiono limiti ed errori, suoi o degli altri. Un percorso che copre ormai quasi mezzo secolo, da quando un timido diciottenne di Gubbio, neodiplomato alle magistrali, scese a lavorare in Sicilia con Danilo Dolci, nel lontano 1955.
Il libro è fatto di alcuni pezzi rimaneggiati e di molti inediti, e si ricollega idealmente a Pasqua di maggio (Marietti, 1988), di cui qua e là riprende qualche brano. "Sono partito scegliendomi una sorta di militanza di tipo pedagogico, che mi ha permesso l'incontro con realtà varie e coinvolgenti, 'di base', quasi sempre fuori delle abituali istituzioni della trasmissione della cultura. Non è forse un caso che da tutto questo sia derivata (...) la preferenza e il gusto di fare riviste piuttosto che libri", diceva allora nella prefazione. Naturalmente, di libri Fofi ne ha scritti tanti e ancora di più ne ha prefati, tradotti, curati: basta sfogliare Gli anni di Goffredo. Cronologia bibliografica di Goffredo Fofi, una plaquette fuori commercio (Libreria Dante & Descartes, 1997) che un gruppo di amici gli ha dedicato per i suoi sessant'anni. Ma stupisce soprattutto la quantità di riviste di cui è stato collaboratore, o anche solo di quelle di cui è stato direttore o condirettore: "Il nuovo spettatore cinematografico", "Quaderni piacentini", "Ombre rosse", "Scena", "Linea d'ombra", "Dove sta Zazà", "La terra vista dalla luna", e oggi "Lo straniero", trimestrale cui dal 1997 affida compiti di elaborazione teorica e di riflessione, mentre ha fatto uscire or ora il numero zero di "Poco di buono" (tel./fax 06-85358136), mensile che intende porsi "quasi ai margini" per dar voce più tempestivamente al "poco di buono" che la nostra società riesce a esprimere quanto a pratiche innovative e ad analisi fuori dal coro. Per Fofi, fare riviste "è un fatto di super-io socio-politico, di sentimento del dovere", di volontà di "essere presenti al proprio tempo". Ma è anche un modo di conoscere l'Italia, di girare instancabilmente, di tessere rapporti e di romperli, quando gli sembra che il ciclo vitale di una rivista si sia esaurito o che qualcuno abbia tralignato e abbia ceduto alle lusinghe del "sistema". Mirare in alto con pochissimi mezzi: questo il senso delle "nozze coi fichi secchi". In vista di quella "pasqua di maggio" che non ci sarà mai, ma verso cui pure bisogna in qualche modo essere in tensione.
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Massimo Russo massimo.russo@katamail.com (29-03-2001) Questo libro di Goffredo Fofi oltre ad essere interessante, credo sia imprescindibile per chi voglia avere un quadro dell’Italia degli ultimi decenni e un’idea (formata) del Goffredo nazionale. Il libro si presenta come un’ “autobiografia pedagogica” attraverso ricordi, ma un’autobiografia impropria, fuori le righe, come altro non poteva essere “qualcosa” di Goffredo. Che non si nasconde, anche se non ci dice nulla della sua vita privata ma, alla fine, ci viene il sospetto che abbia parlato solo di quella.
I ricordi, intrisi di nostalgia, partono dall’infanzia, dalle origini a Gubbio e dalla famiglia contadina, per ripensare a un percorso del tutto personale, già dall’età di 18 anni, dopo aver lasciato la famiglia e essersi trasferito in Sicilia al seguito di Danilo Dolci. Qui Fofi fa una vita che nessuno, o quasi, saprebbe imitare, fatta di sacrifici e amore per gli altri, quelli abbandonati nell’ignoranza e nell’estrema povertà del dopoguerra democristiano. E Fofi “dal di dentro” cerca, come può, di aiutare queste persone dimenticate dagli uomini e da Dio.
Poi la vita di Goffredo cambia, nel senso della sua personale inquietudine che, anche oggi, non sembra l’abbia abbandonato, e chi scrive ne ha diretta conoscenza. Ma è un’inquietudine mirata sempre ad aiutare gli altri, seppure, in tempi ormai completamente diversi, non più così sicura del bersaglio.
Il libro propone quindi un percorso individuale nelle azioni di un uomo che come pochi è stato ed è “nella” vita di questo Paese, e che ha subito trasformazioni e ingerenze non sempre superate facilmente, come egli onestamente racconta. Però non si può non volergli bene in quella maniera che è propria del figlio che pur sapendo che il padre è scontroso, nevrotico, irascibile e alcune volte parziale, sa che è mosso dall’amore assoluto per gli altri e per lui.
Forse il difetto maggiore dell’uomo Fofi che si descrive è quello di seguire, ancora, certi dogmi frutto dell’esperienza, dell’abitudine, della consolazione di alcune scelte reputate sicure apri Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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