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Evangelisti Valerio - Distruggere Alphaville | Valerio Evangelisti si misura in maniera difinitiva non più con la letteratura di genere, ma con quella di massa e di consumo, evidenziandone le involuzioni e le cadute. Sì a Salgari, Fantomas e Lupin; ottimi gli Hammett e la fantascienza attuale (meglio se straniera); bene il giallo; forte la presa di posizione su Cesare Battisti; ma ecco arrivare "la forza del niente" della Fallaci, la lettera aperta a Crichton, fino agli esilaranti dialoghi tra Eymerich, l'inquistore domenicano protagonista dei suoi romanzi, Dan Brown e Palahniuk. Un percorso tra autori "bassi" o (sedicenti) "alti" scelti da Evangelisti per riformulare e, soprattutto, rifondare il difficile rapporto tra letteratura "alta" e generi.
Media Voto: 3 / 5Massimo Malesani (19-09-2006) Trovo Evangelisti, uno dei più lucidi interpreti della contemporaneità. I sui saggi sono senz'altro più interessanti dei suoi romanzi, acuti e coroggiosi, ha l'onestà intellettuale di mettere in discussione argomenti scomodissimi. E' certamente di "parte", ma in un paese dove l'arte della fittizia provocazione e del conformismo mascherato da presunte tesi " scomode", ben venga questo intellettuale che sa davvero mettersi in gioco senza compromessi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Iannozzi (27-06-2006) Un saggio molto pretestuoso e presuntuoso, essenzialmente frutto d'una visione solipsista della narrativa di genere elevata, da Valerio Evangelisti, troppo facilmente a letteratura per le generazioni future. Forzata oltremodo la difesa a uno dei peggiori scrittori mai apparsi in libreria, Cesare Battisti. In definitiva, questa raccolta di saggi è visione acritica e distorta intorno ad autori e libri: sorge il serio dubbio che, con gli anni, Valerio Evangelisti non sappia più distinguere il "buono" dal "cattivo". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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