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Durkheim Émile - Le forme elementari della vita religiosa |
Rileggere oggi un classico come "Le forme elementari della vita religiosa" significa tornare, con Durkheim, sul significato e il futuro possibile della nostra identità di società moderne occidentali e, per la teoria sociale, guardare alle possibili strade che essa ha davanti. Con una dose di ambiguità mai sciolta, Durkheim gioca il rapporto tra religione e società nel doppio senso di marcia, per cui la religione crea l'unità del gruppo e, al tempo stesso, esprime la sua unità preesistente. E in virtù di questo doppio nesso tra religione e società che "Le forme elementari" è un trattato sugli aspetti sociali della religione e, al tempo stesso, sugli aspetti religiosi della società; un trattato, cioè, sul sacro e sulla società.
Giorgio (05-07-2007) Non è sempre facile recensire un libro edito quasi un secolo fa. Che le forme elementari della vita religiosa (fevr) sia un classico è persino inutile ricordarlo, dovrei tentare solamente di convincere le persone a leggerlo, piuttosto che affidarsi a qualche frettolosa pagina di qualche manuale che ne parli. Il messaggio principale è che la religione è prodotta da un bisogno sociale, e che essa stessa, una volta istituzionalizzata, produce coesione sociale. Il tutto condito con molti esempi e altrettante sfumature che è qui impossibile riportare. Ma l'intuizione che D. ha avuto, e che sembra essere sfuggita a molti, è che la religione, tramite il rituale, riporta i fedeli ad un tempo delle origini dove poter rinsaldare la propria fede e i propri legami sociali. Molte altre cose ci sono e proprio per queste, e per quelle che ho brevemente riportato, il libro andrebbe letto e, magari, affiancato ad altri testi (Mauss, Evans-Pritchard, Frazer, Robertson Smith etc.) Voto: 4 / 5 |
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