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Grugni Paolo - Italian Sharia | Negli ultimi anni l'Italia è stata colpita dalle storie di Hina e Sanaa, uccise dai familiari per "non essere buone musulmane". Partendo da un'informazione avuta dall'autore, "Italian sharia" racconta un'altra drammatica verità: da tempo, le ragazze vengono ricondotte con l'inganno nei loro paesi d'origine per subire la stessa condanna sotto silenzio. La coscienza di un italiano, la scoperta di una situazione sconcertante, una vita da salvare: costruito come un romanzo, il libro è scrupolosamente documentato.
8 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Lasimo grandelebowski@gmail.com (28-03-2010) Con “Italian Sharia” Grugni conferma la propria attenzione a temi di attualità e d’impatto sulla coscienza: argomento di questo libro sono fenomeni quali l’immigrazione, l’ibridazione e lo scontro tra culture diverse, l’impatto delle religioni e dei modelli di comportamento assolutistici sull’individuo. La trama prende come punto di partenza un fenomeno in genere ignorato dalla cronaca: i casi di donne immigrate che non rispettano le regole della Buona Musulmana e vengono riportate dai familiari nei loro paesi di origine per essere punite secondo la sharia. Un dipendente comunale di Prato, insegnante d’italiano e scrittore nonché depresso latente è spettatore quasi suo malgrado della sparizione di una ragazza di origine marocchina e, senza nessun motivo tranne il poter dormire tranquillamente “con l’incoscienza a posto”, si dà da fare per salvarla. Il salvataggio della ragazza diventa per il protagonista anche occasione di esperienza in prima persona delle misure previste dalla legge in tema di immigrazione, che possono arrivare a rasentare l’incubo burocratico – non a caso il personaggio centrale non ha nome e a un certo punto paragona sé stesso all’agrimensore K - e di certe prassi vigenti in Italia. Verso questo “paese non più in grado né di intendere né di volere” Grugni, per bocca del protagonista, dirige schizzi di pessimismo caustico che colpiscono anche altri obiettivi, in particolare il problema dell’immigrazione. Il fatto che sia rigorosamente documentato non deve comunque far pensare che Italian Sharia sia un instant book sui problemi dell’integrazione. Lo stile infatti è, come di consueto, ricercatissimo ed elegante; le metafore, in particolare quelle usate per descrivere i personaggi, tendono sempre all’originalità e sono così numerose da rischiare la sovrabbondanza. Per concludere, la motivazione che spinge il protagonista in questa avventura regge bene: se tutti agissero in base a considerazioni razionali, equilibrate probabilmente la fiction sarebbe anche molto noiosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Melania (24-03-2010) Non solo un romanzo, ma una testimonianza "politicamente scorretta", estremamente attuale e documentata sulla condizione della donna nell'Islam e degli immigrati nel nostro Paese (e in quanti altri?), Italian Sharia ci mette di fronte alla realta' di un mondo sotterraneo cui passiamo accanto ogni giorno senza vederlo.
Con il consueto stile dinamico e stringente, l'autore tratteggia il mondo senza nulla togliere o aggiungere, ma illuminando via via come la luce di una torcia dettagli, volti, istanti, ma anche bassezze e slanci dell'animo umano.
Al di la' della rabbia che fa da substrato, rimangono molti spunti di riflessione e perche' no, di speranza, sulla responsabilita' individuale di scegliere come vogliamo vedere "l'altro". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
laura (12-03-2010) Italian Sharia, quando leggi le prime pagine Michael Jackson è morto e tutti piangono per lui; Amina, una giovane marocchina, è morta perché non era una buona musulmana.
Quello che tutti dovremmo sapere di come vanno queste cose è scritto in questo romanzo. Le parole di Grugni sono “fosforo bianco” che “brucia l'ossigeno a chi le legge”.
Italian Sharia, le ultime pagine ti lasciano un graffio, piccolo e impercettibile, che però brucia e prude e dà fastidio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (10-03-2010) Ciò che per primo colpisce è lo stile: tagliente e appassionato, straordinariamente evocativo, frutto di un talento naturale ma allo stesso tempo di un lavoro straordinariamente profondo sia sulla parola che sui cinque sensi. La trama, ricca di spunti di riflessione, amari fatti di cronaca, momenti di ironia, pensieri, avvince il lettore fino all'ultima pagina, accompagnandolo verso un epilogo che lo mette di fronte a una realtà che lascia storditi.
Protagonista è la rabbia: la troviamo nella scrittura, nelle riflessioni dell'io narrante, nelle parole di Aziz, perfino nell'atmosfera dei luoghi che fanno da sfondo alle vicende narrate.
Un romanzo schietto e di valore, sia letterario che sociale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniela (10-03-2010) Un romanzo dallo stile unico e incalzante, un affresco coraggioso e minuziosamente documentato della poco edificante realtà che ci circonda.
La condizione femminile nell'Islam, le ingiustizie sociali che troppo spesso ci vedono testimoni silenziosi e indifferenti, l'insofferenza verso il "diverso" da noi (cavalcata ad arte da un sistema che amplifica le nostre paure demonizzando il fenomeno dell'immigrazione). Tutto questo e molto altro ancora, affrontato senza ipocrisie né mezzi termini, per la prima volta senza ricorrere al "politicamente corretto". Questo il principale merito di Italian Sharia: aprire gli occhi al lettore, ponendolo faccia a faccia con le proprie debolezze e contraddizioni, perché siamo davvero tutti sulla stessa barca,pezzi di un unico ingranaggio inceppato: una società sottilmente xenofoba e priva di memoria, che nulla ha imparato dal passato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angela De Re (10-03-2010) Paolo Grugni, ha voluto far capire alla gente che prima di tutto deve guardare le cose negative che ci sono nel proprio paese,l'Italia, prima di gudicare le altre religioni...ha fatto l esempio del funerale di Papa Wojtyla,per cui si sono spesi 7 MILIONI di euro!!!!vedo del marcio in loro come lo vedo in noi! e come dice l'autore, CI VORREBBE UNA LEGGE CHE IMPONESSE LA LAPIDAZIONE DELL' IGNORANZA....posso sognare ancora vero?...tutto accade,cose brutte,cose belle e sta a noi per primi, come il protagonista del libro, credere ancora che ci possa essere una via d'uscita per un mondo privo di intolleranza,privo di violenza,in cui tutti possiamo vivere in pace e dove l'anima di M.Jackson riposa in pace...la vera pace!....Forse basta fare così..mettersi la maglietta dei Pink Floyd(come fa il protagonista del libro) andare avanti e credere che le cose se lo vogliamo veramente, possono cambiare sempre.Sta a noi ,essere per primi, il cambiamento che vogliamo vedere in questo mondo.
Buona lettura a tutti!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flint (04-03-2010) Un capolavoro. L'unico apparso in Italia da molti anni a questa parte. Per lo straordinario livello di scrittura, per l'impegno politico e sociale, per la condanna di crimini nascosti. Se si crede nella letteratura, quella vera, quella grande, questo è il libro da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (28-02-2010) Un libro duro, un'inchiesta spietata, che sparge me**a sull'Italia, sull'Islam e su ogni possibile dogmatismo. Lo fa con rabbia, con violenza, senza mai tirarsi indietro. L'impegno sociale è, per Paolo Grugni, scrittore milanese troppo poco in per i grandi circuiti editoriali, eppure dalla scrittura così raffinata che pochi reggono il confronto, una missione. Italian Sharia è un anti-vangelo, un viaggio nella morte dettata da leggi ingiuste, e vittima ne siamo tutti: uomini, donne, religiosi, laici, animali, istituzioni. Un atto dovuto, un atto sincero. Peccato non poter dare la sesta stella: la meriterebbe per l'impegno che assume, in primis come uomo, e poi per il ruolo di scrittore caricato di responsabilità, ben lontano dai lustrini. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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