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Binaghi Valter - Ucciderò Mefisto | L'uomo che la polizia sta interrogando era un docente universitario, uno scrittore, un opinionista televisivo; adesso è un omicida. Ha ucciso il suo ex analista e non è chiaro il perché. Quando la ricostruzione dei fatti s'intreccerà ai frammenti del suo delirio, ne emergerà una storia d'amore e di follia, che ha il sapore di un apologo sul successo effimero e ingannevole.
Ivo Tiberio Ginevra ginevraivo@libero.it (20-12-2011) Cento pagine dove c'è un grande amore finito male. La tragedia della gelosia, del tradimento, della solitudine. Dove c'è l'ossessiva ricerca dell'ambizione, del successo, della notorietà e soprattutto un'analisi impietosa e critica dell'ambiente editoriale e televisivo nei confronti di scrittori giovani e meno giovani disposti a tutto pur di essere pubblicati anche da un editore che non ha alcun interesse nell'opera letteraria.
Cento pagine così ricche di spunti e contenuti, che probabilmente in mano ad un altro scrittore sarebbero diventate, quattrocento, seicento e forse anche di più, e che invece Binaghi riesce a concentrare in poco spazio, con la forza di un cazzotto in bocca che per giorni farà sentire il suo malessere.
Ucciderò Mefisto è un romanzo intriso da sensi di colpa, incomprensioni, solitudine. Apologia del consumismo, narrato con semplicità apparente, grande stile letterario e senza alcun moralismo, vera prova di forza dello scrittore.
Ucciderò Mefisto è un gran libro. Da leggere e soprattutto da rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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