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Palazzolo Rosario - Concetto al buio | A Palermo c'è un ragazzino segregato in una stanza buia. Due donne hanno appena sprangato con delle assi di legno la sua porta, per lasciarlo morire d'inedia. Nel frattempo scorre come un diario una lettera a Gesù crocifisso: una storia segreta e difficile, un padre silenzioso, una madre arcigna, un prete che impartisce crudeltà morali... Di chi è questa storia? E chi è quel ragazzo?
Ivo Ginevra ginevraivo@libero.it (01-09-2011) È una storia dove la speranza non esiste e al suo posto c'è solo una cupa disperazione narrata da una voce al buio che sa di morire. Dove il buio amplifica la forza drammatica del racconto e dove Concetto non è più un nome, ma il simbolo della verità che va taciuta, o meglio raccontata ad un Gesù attraverso un monologo trascritto in un diario testimone dell'assurda tragedia dell'uomo saldamente legato all'ipocrisia di una morale insensata spinta fino al parossismo della tragedia.
In conclusione sono 120 pagine di frustate dove la voce di Concetto al buio ha la stessa forza di un cappio che stringe lentamente la sua morsa fino in fondo. Il fondo dell'impotenza di una verità "buttanissima." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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