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Cavallo Angelo; Rizzi Giosuè - Giosué Rizzi. Giudizio e pregiudizio | La storia vera di Giosuè Rizzi, scritta a quattro mani con il protagonista: l'uomo accusato di aver ideato e portato a termine uno tra i più feroci massacri che il nostro Paese ricordi, la strage del Bacardi del 1986, con la quale avrebbe "importato la strategia stragista nella guerra tra clan". A Rizzi è associato nell'immaginario collettivo il cambio di passo che trasformò una delinquenza di piccolo cabotaggio in un'organizzazione spietata e di più voraci ambizioni. Il killer Salvatore Annacondia lo definì "il Papa di Foggia". Eppure quella di Rizzi non sembra affatto la storia di un potente boss. È la sua stessa voce a scandire le tappe di un'esistenza segnata dal crimine e dalla rabbia, un percorso che inizia con i piccoli furti dell'adolescente per arrivare all'uomo che impugna armi e trascorre gran parte della vita tra manicomi criminali e carceri di tutta Italia. La detenzione e le sue regole, gli scambi di favori e i colpi di testa, le risse, le sparatorie, gli incontri con esponenti della piccola e della grande criminalità, ma soprattutto quell'evento drammatico che scosse la Puglia e tutta Italia a metà degli anni Ottanta, la strage su cui ancora oggi persistono dubbi: una significativa storia italiana, che è anche un documento emblematico, in grado di raccontare la nascita di una diversa consapevolezza di sé e degli errori commessi.
Iannozzi Giuseppe (25-06-2011) "Giudizio e pregiudizio" si offre al lettore nudo e crudo. Rizzi non cerca in alcun modo di portare acqua al suo mulino, né si accomoda nella facile parte della vittima, racconta invece la vita e le sue bravate senza nulla omettere. Si è fatto 38 anni di galera ed oggi ne ha 57. Ha pagato anche per l'eccidio al circolo Baccardi quando non c'erano prove contro di lui. Ha cercato di dimostrare la sua innocenza per quella strage non sua e non si è lagnato. Una volta capito che lui e solo lui era stato eletto capro espiatorio, che il carcere non gliel'avrebbe tolto nessuno, Giosuè ha impegnato sé stesso nella pratica zen e nell'arte. Anche oggi che è un uomo libero, dopo che gli è stato diagnosticato un tumore ad un rene, Rizzi non è tipo morbido, ma - e su questo non ci piove - è un artista che ama la vita, la libertà e la famiglia. E che ha tanta voglia di vivere gli anni che gli restano in santa pace. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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