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Rodoreda Mercè - La piazza del Diamante | "La piazza del Diamante" è il racconto di una vita: la storia di Natàlia, una ragazza molto semplice, ingenua, abituata a non esprimere le proprie emozioni, che si ritrova a vivere nella Barcellona della Repubblica e della guerra civile, il dramma della miseria, la perdita del marito, la solitudine, finché un secondo matrimonio non le aprirà la possibilità di una nuova vita. Con una toccante intensità, Natàlia più che raccontare sembra suggerire attraverso i dettagli i suoi sentimenti, la sua sensibilità femminile, tutta la fragilità e la complessità dell'essere umano.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.23 / 5Pina (07-12-2011) Ho acquistato questo libro perchè è stato definito uno dei libri più belli della letteratura spagnola. E' stata una delusione, non lo rileggerei e non lo consiglio a nessuno. non è per niente avvincente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sara (10-12-2009) Ho appena saputo che è stato eletto libro dell'anno dagli ascoltatori di Radio Tre - Fahrenheit!
Sono una voce fuori dal coro: io l'ho trovato molto noioso e non mi sento proprio di dare un voto alto...può darsi che sia stata io a non saperne cogliere la bellezza!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Linda bailalinda@hotmail.it (17-10-2009) Pur avendo apprezzato le qualità dell' autrice e alcuni passaggi del libro , non lo metto tra i miei preferiti: non ho trovato quell' intensità e quello spessore che mi aspettavo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
M.T. (12-10-2009) Le prime pagine potrebbero far desistere dalla lettura del romanzo...ma andando avanti si dipana la storia di una donna, moglie e madre paziente e tenace, che nel mostrarci la sua esistenza riesce a muovere l'animo del lettore in modo indelebile.
Mi ricorda molto il Cassola di "Taglio del bosco"... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
jane (24-06-2009) Perfetto nell'equilibrio fra apparente semplicità della scrittura, piana e discorsiva e lampi poetici e metaforici. Un racconto fatto di gesti quotidiani ripetuti,di particolari minimi, di frasi dette da altri,come se Natàlia non potesse permettersi il lusso di pensare ai sentimenti, eppure i sentimenti permeano e sottendono tutta la narrazione. Colometa è ingenua e semplice; le feroci contrapposizioni della Barcellona anni 30 sembrano sfiorarla appena, non condivide e non discute la decisione del marito di unirsi ai repubblicani, la accètta come ha sempre accettato tutto da lui, dalla moto ai colombi. Eppure in certi momenti sa prendere iniziative, come ribellarsi ai colombi,trovarsi un lavoro e mandare in colonia il figlio.
I capitoli 34-36, quelli dell'acido muriatico,sono forse il momento più alto e drammatico: la disperazione genera una lucida follia, ma il personaggio non è neanche qui melodrammatico o sopra le righe, proprio per l'equilibrio di toni.
Anche a me per certi versi la protagonista ricorda la Ida della "Storia" della Morante, pur con tutte le diversità di ambientazione e scrittura.
Davvero un gioiellino questo piccolo grande libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alberto (01-06-2009) in breve posso dire che questa storia è descritta in maniera tale da avvincere il lettore e inchiodarlo alle pagine.
le vicende di natalia e dei personaggi presenti nel libro sono descritte in maniera molto delicata, quasi che l'autrice temesse di fare l'errore di descrivere i fatti riducendoli a banalità quotidiane.
invece c'è tutto un mondo di sentimenti, i quali usano spietatamente i personaggi per emergere nella loro micidiale verità.
è un romanzo quindi di sentimenti forti, di passioni mai banali ne retorici, troppo veri anche per essere i protagonisti di un libro.
al centro di questa vicenda c'è una guerra, che come tutte le guerre distrugge vite, sogni e non fa sorgere nulla di nuovo.
e lo dico con tristezza pur essendo convinto della giustezza di quel conflitto combattuto dalla parte dei repubblicani contro il fascismo franchista.
ma la vita di natalia e di suo marito non poteva durare senza che accadesse una rottura traumatica e tragica che avrebbe messo alla prova una donna che io immagino di una passione e di una forza interiore tale da superare anche le durissime prove come il suo matrimonio e poi la guerra.
un romanzo dunque sulla sofferenza della donna, provata dal matrimonio con un uomo generoso ma troppo maschilista e dalla guerra che sempre è generata dal troppo poco amore degli uomini verso chi poi ne paga le conseguenze: le donne e i bambini.
e tutto questo mercè rodoreda lo dice con molta forza ma anche con molta delicatezza.
un libro per uomini direi, e per donne che ancora vedono se stesse e gli uomini non come carne da sentimento facile, ma con la sensibilità e la consapevolezza di essere le depositarie del sapere dell'amore.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
orimai (22-03-2009)
Tutto comincia lievemente perché Natalia, protagonista e voce narrante, è una ragazza semplice e ingenua, che attraversa la vita con una purezza d’animo sconcertante. A poco a poco però si viene avviluppati non tanto dalla storia in sé, pure molto forte e triste, ma dalla capacità naturale che lei ha di descrivere tutto quello che le accade con un linguaggio unico: “ero come una casa quando vengono gli uomini del trasloco e mettono tutto sottosopra. Così ero io dentro:con gli armadi in anticamera e le sedie gambe all’aria e tazze per terra da avvolgere con la carta e metterle in una cassa con la paglia, e il divano e il letto disfatti e in piedi contro la parete e ogni cosa in disordine.” È come se una apparente mancanza di filtri tra i suoi sentimenti e la descrizione che ne fa, rendesse questi sentimenti ancora più chiari e forti: Natalia pensava di non saper usare le parole, “perché a casa sua, dopo la morte della madre, si viveva senza parole e le cose che portava dentro le facevano male perché non sapeva se erano sue”. In realtà tutto il romanzo è fondamentalmente bellissimo proprio perché questa semplicità del linguaggio è voluta, e le parole aleggiano leggere e magiche creando un’armonia musicale che ci avvolge completamente e, pagina dopo pagina, ci conquista. L’effetto finale è la sensazione di essere in collegamento diretto con l’anima e il cuore della protagonista. E di sentire i suoi battiti attraverso il nostro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M.Gabriella (11-03-2009) Un piccolo gioiello della narrativa europea contemporanea. Struggente, drammatico e lirico, tenero e duro nello stesso tempo. Ti prende per mano e senza mai lasciarti andare ti accompagna nell'attraversamento di un periodo storico cupo e crudele, di vicende umane semplici e straordinarie, sempre e soltanto rimanendo dentro lo sguardo di Natàlia-Colombeta, l'incantevole protagonista e l'io narrante: è dalla sua prospettiva che vediamo uno scorcio di mondo, a partire da Piazza del Diamante, simbolo di un universo racchiuso nel cerchio di vita-morte-rinascita. Un capolavoro. Una intensa dichiarazione d'amore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Cristina osti@ostivisual.com (06-03-2009) Consigliato : è effettivamene un libro che apre la mente non solo dal punto di vista storico ma anche per rammetarci talvolta l'ingenuità e la difficile situazione della donna.La scrittura è semplice ma scorrevole e talvolta ci si aspetta un coup de theatre improvviso e tragico, ma poi la ragione sopraggiunge per sanare le difficoltà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto Magazzini (22-02-2009) Questo libro, scritto in prima persona, scritto come un lungo monologo, apparentemente semplice come scrittura, si rivela invece molto efficace e a suo modo complesso. Ma non vi spaventate: e un libro stupendo, una vera boccata d'ossigeno in questo mare di banalità e volgarità. A volte mi ha ricordato la Elsa Morante della "Storia", pur in una forma e sopratutto in un contesto completamente differente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (21-02-2009) Che strano, magico, magnifico libro! I primi capitoli li ho letti con perplessità: è difficile immaginare che un rivolo d’acqua possa diventare un Rio delle Amazzoni ma così è stato; un diamante grezzo che , man mano che procedeva la lettura, mostrava tutto lo spettro luminoso.
Il linguaggio, apparentemente semplice, che mi causava un po’ di smarrimento è, in realtà, l’unico adatto per poter narrare una storia simile e compenetrarsi nella vita della protagonista che non puoi non amare. Secondo me da leggere “assolutamente” !
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
benedetta (09-01-2009) un ottima lettura.
per non smarrire il piacere profondo del valore delle parole che parlano di dolore, di gioia, della vita.
Un urlo di vita...Munch.....? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (05-11-2008) Sono d'accordo con Garcia Marquez: questo romanzo è un piccolo gioiello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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