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Rodoreda Mercè - Via delle Camelie | Cecilia Ce., un nome scritto su un bilglietto appuntato sul bavaglino, è tutto quanto si sa della neonata abbandonata davanti a un giardino in via delle Camelie. Cresciuta da una coppia di anziani coniugi tra soffocanti premure, Cecilia bambina cammina per le strade di Barcellona alla continua ricerca di qualcosa che colmi il suo vuoto: un costante bisogno di affetto e protezione che è all'origine della spirale di autodistruzione in cui si ritrova a vivere da ragazza. Dopo una serie di amori sbagliati, quando la violenza e la solitudine sembrano aver spento in lei ogni vitalità, riaffiora come una nota di speranza quel profumo di tiglio che l'aveva accompagnata durante l'infanzia.
Media Voto: 2.4 / 5jane (20-07-2010) Rispetto alla Piazza del diamante che mi era piaciuto molto, l'ho trovato ripetitivo:dell'altro ricalca lo stile del flusso di memoria della protagonista, in una storia dove succede tutto e non succede niente: solo tutte le possibili gradazioni dello sfruttamento maschilista. Cecilia racconta la sua discesa agli inferi nella degradazione,tra incubo e realtà, ma la sua figura non mi convince fino in fondo Voto: 3 / 5 |
enrico.s (05-07-2010) Non conosceva Mercè Rodoreda fino a qualche mese fa; poi, spinto da recensioni entusiatiche lette qui e là, mi sono convinto a prendere in mano questo romanzo. Che delusione. Si voltano le pagine come fossero macigni. La scrittura è poco coinvolgente, piena di simbolismi legati al racconto - quando la protagonista viene ritrovata, in fasce, sui gradini di una casa, in giardino spunta un fiore da una pianta che non ne aveva mai dati, ecc. ecc. - che sono un espediente fin troppo utilizzato in narrativa; la storia è banale e la protagonista francamente non suscita, almeno in me, alcuna simpatia nè coinvolgimento. L'ho letto in tre giorni che mi sono sembrati più lunghi del mese abbondante servito per finire "Vita e destino". Mah. Un voto in più perchè stampato in caratteri grandi. Non è una battuta, gli editori dovrebbero pensare di più a questo aspetto. Voto: 2 / 5 |
silvia (16-06-2010) Delusissima da questo romanzo..storia senza nè capo nè coda,fai proprio fatica a ritrovarti..confuso,per niente appassionante..ti ritrovi a sperare solo che finisca il prima possibile...Risparmiatevi i soldi.. Voto: 1 / 5 |
Massimo F. (10-04-2010) Storia di una ragazza un po’ sfigata, ma sensibile e sensuale. Una poesia fatta romanzo, dove la dimensione spazio-tempo sembra quasi non esistere. Un affresco di amori tristi, povertà, squallore materiale e spirituale, dove però il sentimento è sempre protagonista. Ed è proprio nel mondo dei sentimenti e delle sensazioni che l’autrice spagnola dal nome che non si dimentica (anche perché ricorda una triste stazione ferroviaria milanese) riesce a scavare con delicatezza: va giù e poi ancora giù, Rodoreda, talmente a fondo che mi ci sono perso. Voto: 2 / 5 |
anna maria (07-10-2009) una scrittura calda e struggente racconta la vita di questa ragazza abbandonata che paga lo scotto della mancanza d affetto e di radici lottando con un presente solitario e maschilista. sullo sfondo di una barcellona malinconica e distante. bello. Voto: 4 / 5 |
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