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Valzania Sergio - Retorica della guerra. Quando la violenza sostituisce la parola |
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Titolo | Retorica della guerra. Quando la violenza sostituisce la parola |
| Autore | Valzania Sergio | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,22
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 1,28)
|  | | Dati | 2002, 128 p. |
| Editore | Salerno
(collana Piccoli saggi) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| "Retorica della guerra" è una riflessione sulla guerra come fenomeno di comunicazione degradata, ridotta al suo livello più basso: il confronto violento. Dietro all'incapacità di dialogo nella comunicazione bellica si affaccia la differenza di modello culturale che impedisce la comprensione. I contendenti combattono due guerre diverse, perché diverse sono le autorappresentazioni che se ne fanno.
| La recensione de L'Indice |

Può la complessità della guerra essere ricondotta a piccoli o grandi "scontri di civiltà"? La violenza, questa è l'ipotesi avanzata da Valzania, rappresenta innanzitutto il risultato di un basso livello di comunicazione. È l'incapacità di comprendere il "diverso". In tale prospettiva, le guerre "indiane" in America, ad esempio, delineerebbero "un quadro di totale, tragica incomprensione reciproca". E un punto di vista analogo viene adottato dall'autore, con qualche forzatura, per spiegare questioni cruciali, come la decisione giapponese di attaccare Pearl Harbor (basata non sul mero confronto dei materiali a disposizione, ma sulla fiducia cieca nella superiorità delle proprie risorse etiche e culturali), il fallimento americano in Vietnam (determinato dall'obiettivo irraggiungibile di "espiantare una cultura per reimpiantarne un'altra") e il ricorso agli attentati da parte dei terroristi odierni (convinti che non vi sia altro modo di comunicare con l'antagonista). L'unico rimedio consiste nell'innalzare il livello della comunicazione. Rispettando il differente linguaggio della controparte. Questo, afferma Mascilli Migliorini nell'introduzione, in fondo è stato anche il senso del "dialogo" nel mondo della guerra fredda, una "realtà di codici linguistici molteplici, talvolta attivi, talvolta temporaneamente disattivati". Giovanni Borgognone |
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