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Cutinelli Rendina Emanuele - Guicciardini |
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Titolo | Guicciardini |
| Autore | Cutinelli Rendina Emanuele | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,58
(Prezzo di copertina € 19,50 Risparmio € 2,92)
|  | | Dati | 2009, 328 p., brossura |
| Editore | Salerno
(collana Sestante) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Francesco Guicciardini fu insieme a Machiavelli il più importante rappresentante del pensiero politico e storiografico fiorentino del '500. La sua figura è stata per secoli oscurata da riserve di ordine morale legate alla cinica dottrina del "particulare", ma con le celebrazioni legate al V centenario della nascita (1983) si è aperta una stagione ricca di nuove edizioni di documenti e studi importanti che hanno gettato sui suoi testi una luce diversa. Il volume, mettendo a frutto le acquisizioni più recenti, ne elabora un nuovo e convincente profilo storico-critico. Sono, infatti, ben evidenziate la centralità e il rilievo europeo, insieme al pensiero politico e costituzionale, incunabolo del conservatorismo moderno, e alla scrittura così personale e persino rivoluzionaria dei 'Ricordi'. Personalità forte ma intimamente contrastata, Guicciardini fu anche uno dei maggiori protagonisti della scena politica dei suoi tempi. La sua azione e il pensiero vigoroso straordinariamente moderno ne fanno, attraverso il capolavoro la Storia d'Italia, un "padre" della storiografia contemporanea.
| La recensione de L'Indice |
 La sua capacità di "risolvere l'irredimibile caoticità di un reale in fondo senza valore nella perfezione letteraria della propria prosa" coincide con "il fluire lento e maestoso" delle sue pagine, "con i loro ciclopici blocchi sintattici nei quali ogni sfumatura, ogni dettaglio, ogni palpito della realtà è pesato, registrato e collocato al suo posto". Una simile forza razionalizzatrice della scrittura è davvero il segreto della Storia d'Italia, e proprio sul capolavoro di Francesco Guicciardini (uscito postumo nel 1561) la nuova monografia di Cutinelli-Rèndina si sofferma con finezza. "Prima vera storia d'Europa nel senso moderno", l'opera importa per l'oggetto la crisi degli stati italiani dopo la morte di Lorenzo il Magnifico ma ancor più per il metodo: da una parte l'esigenza di "penetrare nelle intenzioni e nelle pulsioni più segrete dei protagonisti svelando il disegno che era all'origine delle loro azioni", dall'altra l'assillo "per la fondatezza di ogni notizia", i "dubbi continui che assalgono lo storico", l'indicazione delle ricerche necessarie a risolverli. La cura ossessiva dello stile e della sintassi non trasforma tuttavia Guicciardini in un letterato. Egli è infatti un uomo d'azione, un funzionario mediceo per tutta la vita immerso nella politica. La scrittura, semmai, diventa lo strumento per dipanare la verità storica, in un esercizio "segreto" svolto parallelamente ai negozia, ma con passione altrettanto grande. Basti pensare allo sterminato epistolario, o alle molteplici redazioni dei Ricordi, per intendere le alte ambizioni di questa prosa che coglie in profondità la crisi del sapere moderno, l'impossibilità di incanalare la politica e il comportamento umano in un sistema di "regole": sotto il segno del "tempo" e di un futuro imprevedibile, sotto l'ombra incombente dei principati assoluti. Rinaldo Rinaldi |
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