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Zen Leo - Il falso Jahvè. Genesi e involuzione del monoteismo biblico | Questo libro, attraverso una documentata e rigorosa ricostruzione, delinea l'esigenza di superare ogni mitologia religiosa, soprattutto nelle forme escludenti ed intolleranti del monoteismo. Il lavoro di Leo Zen, infatti, pone in evidenza come dall'iroso e tirannico Dio d'Israele si siano originate due religioni - cristianesimo ed islamismo - che pretendendosi, ciascuna per se stessa, depositaria unica ed assoluta di una presunta rivelazione di verità, reiterano il dato del primitivo dispotismo divino. Da qui un proselitismo, assai spesso fanatico, che ha seminato il mondo di lutti di ogni genere: nel passato, i massacri delle crociate cristiane ed oggi la ripresa delle jihad da parte del criminale terrorismo islamico. Sono proprio queste religioni a rappresentare uno degli ostacoli maggiori alla pacifica convivenza tra i popoli.
Roberto Fiaschi robertofia@tiscali.it (05-09-2008) Ecco un'altra di quelle operazioni culturali che definir settaria sarebbe dir poco.L'autore si prodiga nel collazionare i testi nei quali Yahwé mostra la propria ira ed il suo esser coinvolto-travolto dal male umano nonché dalla rottura del patto sinaitico,che lungo tutto il Primo Testamento comporta conseguenze nefaste per gli israeliti e non solo.Omette semplicemente la quantità di testi,altrettanto sparsi lungo tutto il P.T.nei quali Yahwé stesso annuncia il SUPERAMENTO DEFINITIVO della violenza e l'avvento della pace PER TUTTI I POPOLI,per il povero e la vedova PRIMA,per gli altri poi, ANIMALI INCLUSI.Considerare la Bibbia l'origine degli attuali crimini "religiosi" è semplicemente una tesi sbrigativa,facile da enunciare, ma semplicistica:si pensi alle stragi di matrice puramente etnico-politica, ideologica.Qui sono sempre i medesimi crimini a venir attuati, ma le scaturigini non sono immediatamente religiose.Dunque? Motivazioni etniche, politiche, religiose o ateistiche(non si dimentichi questa ultima voce!)mostrano che il vero substrato è l'uomo,l'uomo di sempre, l'uomo irredento e strumentalizzatore per i propri fini non immediatamente confessabili.Io credo nel Dio monoteistico;non ho mai ucciso, eccetto qualche zanzara.Dunque?L'autore sbaglia il bersaglio,per un suo dettame ideologico-ateistico.Sa prendere come esempi soltanto quelli deplorevoli,rumorosi ma certamente minoritari,poiché comunque il monoteismo non è esclusiva né di un clero avido e dispotico né di un Imam o simili.E tutti i milioni di credenti anonimi dalla vita irreprensibile?Sono tutti assassini in nome di Dio?Perché costoro non vengono MAI considerati per testare la sensatezza di certe tesi?Semplice,perché le invaliderebbero all'istante,e con esse l'ideologia che le sostiene.Patetico poi l'uso dello pseudonimo,giusto per far vedere di chissà quali persecuzioni potrebbe esser vittima l'autore;un pò di fumo negli occhi per mostrare quanto cattivi siano i monoteisti.Libro che non aiuta in niente bensì incrementa le incomprensioni e gli odi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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