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Bourget Paul - Décadence. Saggi di psicologia contemporanea |
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Titolo | Décadence. Saggi di psicologia contemporanea |
| Autore | Bourget Paul | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 2007 | | Curatore | Manno F. |
| Editore | Aragno
(collana Biblioteca Aragno) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | Attenzione: difficile reperibilità | | 
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| "Uno stile di decadenza è quello in cui l'unità del libro si decompone per lasciare posto all'indipendenza della pagina, dove la pagina si decompone per lasciare posto all'indipendenza della frase, e la frase per lasciare posto all'indipendenza della parola. Quali germi di morte errano invisibili nell'atmosfera della nostra civilizzazione, perché i migliori tra noi presentino così il fenomeno di un appetito del niente pari a quello dei seguaci delle più cupe dottrine dell'estremo oriente?" (Paul Bourget). Da che cosa è caratterizzata ogni décadence letteraria? Dal fatto che la vita non risiede più nel tutto. La parola diventa sovrana e spicca un salto fuori dalla frase, la frase usurpa e offusca il senso della pagina, la pagina prende vita a spese del tutto, - il tutto non è più tutto. Décadence: una parola che tra gente come noi, s'intende, non giudica ma definisce.
| La recensione de L'Indice |
 Romanziere di grande ma effimero successo soprattutto negli anni ottanta e novanta del XIX secolo, Paul Bourget (1852-1935) aveva cominciato la sua carriera come poeta e come critico; dandy e spregiudicato analista dello spirito del suo tempo in giovinezza, dopo la conversione al cattolicesimo (1901) sarebbe approdato a posizioni sempre più tradizionaliste e conservatrici. I cinque saggi tradotti in questo volume (dedicati a Baudelaire, Renan, Flaubert, Taine e Stendhal) lo consacrarono al loro apparire come il critico più influente della sua generazione. Immensa fortuna, soprattutto, era destinata ad avere la sua definizione della "decadenza": "Uno stile di decadenza è quello in cui l'unità del libro si decompone per lasciare posto all'indipendenza della pagina, la pagina per lasciar posto all'indipendenza della frase e la frase per lasciar posto all'indipendenza della parola". Ma di estremo interesse, non soltanto storico, restano anche le sue analisi del pessimismo di Baudelaire e del nichilismo flaubertiano, del "dilettantismo" di Renan e dell'intelligenza degli eroi di Stendhal, "lucida come un teorema d'algebra e mordente come una requisitoria". Non meno suggestiva la sua caratterizzazione della modernità, "strana età in cui i metalli più preziosi della civilizzazione e della natura si fondono, nella testa di tutti i giovani, come in un crogiuolo incandescente". Preziose, in quest'ottima edizione, tanto l'esauriente nota bio-bibliografica della curatrice quanto l'introduzione di Giuliano Campioni, che documenta l'influenza del Bourget saggista su Nietzsche, segnato dalla sua nozione di decadenza e affascinato dalla sua interpretazione di Stendhal. Mariolina Bertini |
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