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Mazzoni Carlo - I postromantici |
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Titolo | I postromantici |
| Autore | Mazzoni Carlo | Prezzo Remainder - 55%
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€ 6,30
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 7,70)
|  | | Dati | 2007, 269 p., brossura |
| Editore | Salani
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Quattro giorni di inizio settembre, quattro ragazzi convinti di potersi permettere qualsiasi cosa. Le speranze per la Biennale di Venezia, un matrimonio all'Isola Bella, le critiche alla moda di Milano e Parigi, gli intrighi dei palazzi di Roma, gli scandali delle grandi famiglie, la vera alta società fra l'Europa e New York. Le trame di potere per il controllo di una holding finanziaria, la Lemar, emblema del capitalismo corrotto ma competitivo, e una donna micidiale e irresistibile che muove molti fili. Un romanzo veloce, crudo e sfacciato, una fotografia del costume e della società italiana con il ritmo delle serie tv americane. Forse una critica all'inettitudine dell'odierna classe dirigente,sicuramente un attacco al conformismoe ai luoghi comuni delle ultime generazioni.
17 recensioni presenti. Media Voto: 2.05 / 5Patroclo (07-01-2009) la cosa incredibile di questo romanzo non é tanto che venga pubblicato, quanto che io lo abbia comprato e addirittura letto. di fatto non credo neanche che da parte dell´autore si sia trattato di un´operazione disonesta, si vede che in un certo senso crede in quello che scrive, peró non si capisce l´utilitá di scivere di cose che si disprezzano, peraltro con una profonditá di visione da Via Montenapoleone dei Vanzina (senza offesa per i Vanzina). disarmante da tanto vorrebbe essere trasgressivo, e quanto invece é innocuo e adolescenziale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Charly (26-03-2008) Ne ho conosciute tante di persone come quelle con annessi e connessi- varie ed eventuali.
Questo libro non è nè bello nè brutto.
Fotografa un pò di persone e il modo di vivere che hanno. Tutto qui.
Persone che sono sempre convinte di essere speciali- persone che sono sempre convinte di poter dire e fare qualsiasi cosa, sentendosi superiori a qualunque altro fuori da sè.
Persone che parlano per frasi fatte criticando gli altri di farlo.
Persone che sistemano la popolazione in classi e stereotipi, quando loro stessi ne rappresentano uno.
Mentalità deboscio, puri qualunquismi, forzature costrette.
E i luoghi comuni che criticano tanto sono i loro stessi luoghi comuni, di cui sono i più vivaci e tristi rappresentanti.
(Fogli Fabriano e Filosofia all'Esselunga inclusi).
Bravo l'autore che è riuscito a renderne l'idea.
E ora dedichiamoci ad altro.
Ci vuole un pò d'aria fresca.
(lontano da tutto questo)
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ari (05-03-2008) Era da tempo che non leggevo un romanzo così brutto. Peccato perchè è stato proprio il titolo a trarmi in inganno.
Arianna Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Piotrek (12-01-2008) Ellis non avrebbe mai scritto così, perché il libro è troppo legato ad una trama e a una descrizione naturalistica della realtà, per cui approfondisce i caratteri e così via. I romanzi di Ellis, tranne Lunar Park e non so Glamodrama, non hanno praticamente intreccio e trama, sono un susseguirsi di fatti per accumulo. Qui invece ci sono i filoni narrativi, che secondo me non sono chiarissimi; quanto alle descrizioni, appesantiscono senza lasciare granché.
Cmq ha i suoi momenti felici, peccato perché poteva essere molto di più. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elisa (08-01-2008) un libro veramente brutto, non dice niente non aggiumge niente ed e' volgare senza giustificazione. raramente un libro mi lascia meno di questo. UN brutto romanzo è la definizione giusta. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giacomo (12-12-2007) Il libro è davvero scadente, povero, vuoto. E' una sorta di clone di American Psycho, senza follia, senza sarcasmo, senza nemmeno la contemporaneità. Anche lo stile si pone in quel solco, ma là dove Ellis riesce a portare avanti conversazioni a più personaggi, qui l'autore arranca riuscendo a confondere pure i dialoghi a due.
Alla fine della lettura resta solo il fastidio, non tanto per l'umanità raccontata (che non colpisce, nè indigna, al massimo annoia), ma per la vacuità di un libro che si compone sostanzialmente di frasi da bar. Del resto la "leggerezza" dell'autore viene confermata dal tenore delle interviste che rilascia (frasi come "la Milano che conta è quella che, se esce la sera, è per andare a una festa a New York"). Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Michele (17-10-2007) COnocrdo in tutto e per tutto cn paolo... un libro veramente originale che ovviamente n può essere colto da tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
filippo (16-10-2007) Non sò come sia possibile dare 5/5 a questo libro.
La trama è incosistente, i personaggi una cattia rappresentazione si persone reali (si carlo, i tuoi amici non sono stati gli unici a riconoscerli) la sintassi è poco fluida. Che altro desiderare in un romanzo? Resta solo il voyeurismo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
paolo bianchi lettere@pbianchi.it (17-09-2007) Le critiche che leggo in questa pagina mi paiono ingiustificate. Il libro di Mazzoni è scritto bene, anche se l'inizio può apparire faticoso perché cosringe il lettore a uno sforzo di comprensione dei personaggi e delle situazioni. Proseguendo, però, tutto si chiarisce. Certo, chi è abituato a leggere i fumetti di Dylan Dog o a guardare i film di Tarantino, può risentisi della mancanza dei "thud" e degli "smack", sostituiti da frasi sintatticamente articolate. Ci sono addirittura degli aggettivi scelti in modo non casuale. Quanto alla volgarità, se volete una lista di opere davvero volgari incensate dalla critica negli ultimi mesi, prestatemi altri 10mila caratteri e io ve la compilo. Mazzoni descrive un mondo che conosce e lo fa bene, con classe, con eleganza,con sensibilità. Se un libro così lo avesse firmato Bret Easton Ellis sarebbero tutti lì a leccargli i piedi. L'autore avrebbe dovuto firmarsi Chuck J. Matzon, spostare il tutto a Manhattan e l'editore accompagnare il battage pubblicitario con qualche florilegio retorico del tipo "uno degli autori più caustici della sua generazione", "un affresco decadente dei salotti repubblicani nell'era Bush", "Fitzgerald incontra la generazione Y" e tanti che adesso gli danno voto 1 l'avrebbero assimilato e gustato come nettare e ambrosia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alecs (08-09-2007) Tanto fedele ed aderente alle caratteristiche del soggetto narrato (giovani della nuova upper class metropo-finanzia-scaldalistica milano anni 2000), da ricalcarne in tutto e per tutto la vuotezza, l'inespressività, l'assoluta omologazione ad una specie di moda, che non si sa da dove arrivi. Trascurabile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Vale (07-09-2007) Forse la pocaggine di questo libro ne giustifica il furioso battage pubblicitario che l' editore ne sta facendo. Il giovane autore di questo libro mi sembra animato dal classico "vorrei ma non posso": vorrei essere figo come i miei protagonisti, e sono solo belloccio; vorrei essere ricchissimo come loro, e invece vengo da una solida famigliona lombarda e faccio il dentista (!); vorrei essere famoso come loro e invece prima di questo libro non mi si filava nessuno.....
E poi, quei fervorini polemici appena dissimulati da una melassa di pseudocinismo....da evitare!!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mauro ddcom95@yahoo.it (04-09-2007) Che dire...ho chiuso il libro dopo 38 pagine e non l'ho più riaperto (mi succede raramente). Sinceramente non saprei cosa dire di questo libro se non che dopo un pò provavo fastidio nel leggerlo, ma non per il contenuto (anche se pensare che esiste davvero della gente così...) quanto piuttosto per lo stile. Rimandato a settembre! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
G (03-09-2007) Un libro che non racconta nulla di nuovo.
Non c'è un granchè di trama, anzi, direi che è quasi inesistente.
Aggiungo pure trash nei contenuti, nel soggetto narrativo e anche nella stesura del testo.
Un qualsiasi giornaletto gossip costa meno e ha trafiletti scritti meglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Silvia (02-09-2007) Le descrizioni dei luoghi sono fantastiche. La trama non mi convince. Troppe volgarità superflue. Aspetto comunque il secondo libro per farmi un'idea dell'autore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberta (30-08-2007) Mazzoni vuol fare il Piperno in sedicesima e non ci riesce, pur ambientando la storia in un contesto molto più glamour che la Roma rampantella e palazzinara di "Con le peggiori intenzioni". Il risultato è sconcertante: uno stile vecchio, alla Sidney Sheldon, molto anni '80, impossibile se non come vezzo citazionista in un ragazzo di appena 28 anni.
La storia è inconsistente: come dice un mio amico, sono tre-quattro rampolli che fanno sesso perché si annoiano e si annoiano perché fanno sesso. Da evitare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
patrizia (27-08-2007) Libro deludente per le aspettative. Piuttosto volgare in talune esasperazioni che non credo rispondano a verità. Certo l'ambiente che l'autore vuole descrivere è molto particolare e lontano dalla gente comune ma non penso che sia solo questo.
La confusione fra rapporti familiari amicali e parentali mi è sembrata esagerata e questa esagerazione fatta per stupire mi ha molto infastidito. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Donatella (01-08-2007) Il libro è ambientato a Milano ma basta cambiare Milano in Napoli oppure in Roma, non è il luogo a fare la differenza ovunque si sente il male del presente, dove i valori sono diventati la banalità, perversione, gelosia...e i SOLDI.
L' Amore inteso solo come passione.
Dove sono finiti i due cuori e una capanna?
Dove è finito il rispetto verso se stessi e verso gli altri?
Il voto è alto. Spero che questo libro abbia successo solo per far provare a molti la nostalgia, tanto decantata da Mazzoni, di quanto tutto era più bello quando si era semplici d'animo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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