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Deledda Grazia - L' edera |
Uscito in Italia nel 1908 - dopo che già nel 1907 i tedeschi e i francesi lo avevano accolto con entusiasmo - il romanzo ci è stato trasmesso attraverso un autografo e quattro edizioni a stampa. "L'edera" è di fatto il racconto di un solo personaggio, Annesa, la "figlia d'anima", la giovane serva che si innamora del proprio padroncino. La sua maturazione avviene significativamente sulla "via di Damasco", dalla cecità del male alla luce del bene, implicata nella pragmatica di esistenti immodificabili nei loro ruoli e dietro le loro tragiche maschere. La coscienza del peccato che si accompagna al tormento della colpa e alla necessità dell'espiazione e del castigo, la pulsione primordiale delle passioni e l'imponderabile portata dei suoi effetti, l'ineluttabilità dell'ingiustizia e la fatalità del suo contrario, segnano l'esperienza del vivere di una umanità primitiva, malfatata e dolente, "gettata" in un mondo unico, incontaminato, di ancestrale e paradisiaca bellezza, spazio del mistero e dell'esistenza assoluta.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788884676405
L' edera
Uscito in Italia nel 1908 - dopo che già nel 1907 i tedeschi e i francesi lo avevano accolto con entusiasmo - il romanzo ci è stato trasmesso attraverso un autografo e quattro edizioni a stampa. "L'edera" è di fatto il racconto di un solo personaggio, Annesa, la "figlia d'anima", la giovane serva che si innamora del proprio padroncino. La sua maturazione avviene significativamente sulla "via di Damasco", dalla cecità del male alla luce del bene, implicata nella pragmatica di esistenti immodificabili nei loro ruoli e dietro le loro tragiche maschere. La coscienza del peccato che si accompagna al tormento della colpa e alla necessità dell'espiazione e del castigo, la pulsione primordiale delle passioni e l'imponderabile portata dei suoi effetti, l'ineluttabilità dell'ingiustizia e la fatalità del suo contrario, segnano l'esperienza del vivere di una umanità primitiva, malfatata e dolente, "gettata" in un mondo unico, incontaminato, di ancestrale e paradisiaca bellezza, spazio del mistero e dell'esistenza assoluta.
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Salvatore Palma (27-10-2011) Ambientato in un paese della Sardegna nei primi anni del secolo scorso, è la tragica vicenda amorosa di una giovane trovatella, Annesa, adottata da una famiglia aristocratica. Sullo sfondo vi sono, però, le difficoltà economiche, la decadenza, e i difficili rapporti famigliari che spesso appaiono legati più agli interessi economici che agli affetti (temi di facile accostamento al verismo di Verga). Nonostante spesso prevalgano temi come il dolore, la morte e il peccato, lo stile dell'Autrice è sempre fresco e piacevole e la lettura non risulta mai pesante. Un buon libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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