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Büch Karin B. - Vivere in una trappola. La letteratura e i paradossi dell'emancipazione... |
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Titolo | Vivere in una trappola. La letteratura e i paradossi dell'emancipazione ebraica |
| Autore | Büch Karin B. | Prezzo Remainder - 55%
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€ 4,05
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 4,95)
|  | | Dati | 2005, 69 p., brossura |
| Editore | Mimesis
(collana I cabiri) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| L'emancipazione e l'assimilazione hanno permesso agli ebrei di vivere davvero? Come si presentava la situazione dei nuovi "cittadini"? Qual è stato il ruolo della letteratura nella costruzione degli stereotipi e nella diffusione dei pregiudizi? Può essa rispecchiare le relazioni reciproche instauratesi tra gli ebrei e gli altri? Si delinea forse in essa un preludio al genocidio? L'esame di alcune opere letterarie francesi, tedesche e austriache permetterà di delineare una risposta.
andrea gilardoni (23-06-2008) Questo testo affronta le letterature tedesca, francese e austriaca (precedente al periodo nazista) a partire dalla prospettiva di Hannah Arendt sul fallimento dell'emancipazione ebraica (fallimento da ricondurre agli stereotipi che, creati anche dalla letteratura, si sono sostituiti alla realtà della percezione degli ebrei e si sono immunizzati contro qualsiasi possibilità di essere messi in questione). Il senso del “vivere in una trappola” è dunque da ricondursi alla percezione altrui (eteropercezione) che, paradossalmente, si riverbera anche sulla percezione di sé da parte degli ebrei (autopercezione). La letteratura diventa così una sorta di preludio al genocidio.
Per tutti gli studiosi e gli interessati, un testo imperdibile per capire la nostra storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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