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Ariemma Tommaso - Fenomenologia dell'estremo. Heidegger, Rilke, Cézanne | In un serrato confronto critico con l'opera di Heidegger, ma sottoponendo nello stesso tempo a una lettura decostruttiva anche le filosofie di Husserl e Bergson, il presente lavoro marca l'impossibilità della ricerca di un Senso assoluto in cui le singolarità restano ciò che lo deborda, ciò che vi resiste. Nell'arte, in particolare analizzando l'opera di Rilke, Rodin, Cézanne e il loro singolare intreccio, ciò che sembra l'intangibile elemento dell'esistenza diviene cosa singolare, che, lungi dall'essere ridotta a mero fatto estetico, afferra la nostra singolarità e prospetta un'etica della dedizione e della restituzione.
Enrico (04-12-2005) Un'ottima critica alla filosofia di Heidegger e alla sua concezione dell'arte. Ma il testo offre soprattutto una decostruzione della filosofia occidentale (Platone, Hegel, Husserl, Bergson) come pure un nuovo modo di pensare l'arte attraverso l'orizzonte dell'estremo, che l'autore definisce "la nudità dell'essere", il principio del contatto e del contagio. Viene esposta un'originale lettura di Rilke, in particolare delle Elegie Duinesi, e di Cézanne, definito "pittore del contatto". Il testo di Ariemma è decisamente innovativo dal punto di vista della creazione dei concetti ed è decisamente distante dalla sterile filologia filosofica. Un testo che mancava, da anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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