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Il protagonista, un giovane professore mite e colto, è incaricato dagli Stati Uniti d'America di una bizzarra missione: ritrovare un idolo Incas, un tempo adorato dalle tribù indie dell'antico Perù e sottratto ai conquistatori spagnoli e soprattutto al fratello Francisco Pizarro, da un frate missionario e da un principe indigeno, che, per quanto braccati e inseguiti dagli spagnoli, riuscirono tuttavia a nasconderlo in un antico tempio ai piedi delle Ande. Il motivo per cui l'esercito statunitense è interessato a quel misterioso idolo è che la materia di cui è fatta la statua deriva da un meteorite, nel cui cratere si sono rinvenuti metalli che costituiscono la base di una nuova terrificante arma.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.37 / 5HIt_Man (01-03-2008) Pura azione adrenalinica su carta, piena di scene tonitruenti e colpi di scena al limite dell'inumano. Un film con Steven Segal, quindi un livello in definitiva modesto.
Tutto sommato perdibile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luca (09-12-2007) Delusione.
Dialoghi banali. Molto banali. Personaggi sempliciotti, stereotipati in maniera stucchevole (i cattivi sono anche brutti, volgari e col fiato puzzolente...).
Presupposti di trama e sviluppi poco verosimili. Va ben la “sospensione dell’incredulità”… ma qui si richiede la stessa che si dedica ai cartoni animati di Beep Beep e Wile Coyote!
Mi piace Cussler e il suo Dirk Pitt pur nelle forzature di quelle trame (quindi con l’adeguata applicazione della sospensione d’incredulità che quel tipo di storie richiede), ma qui è difficile farlo perché il meccanismo è rozzo, grezzo, ridondante, eccessivo… E lo stile è pietoso: usa aggettivi a profusione per “colorare”, ma senza raggiungere quei quadri che danno sostanza e sapore a scene anche d’azione.
Non si può dire che al ragazzo manchi la fantasia (lo ha pubblicato a 25 anni) ma avrebbe bisogno di maturare un po’, o di essere guidato da un buon editor.
A parte le vistose limitazioni di stile, vi sono evidenti lacune nel raccordare scene e momenti, nella forzatura di alcuni tempismi, nella plausibilità di comportamenti dei protagonisti in scena, persino nelle “misure” di fatti e oggetti che descrive.
Esempi? Gente che riesce a sparare pur con spalle perforate da pallottole, tizi che con le gambe mitragliate riescono a tenere il passo di un corridore sano in un bosco… altri che “il corpo sussultò colpito da almeno un milione di pallottole…”. Un milione? Che senso della proporzione e della verosimiglianza ha questo scrittore? Come fa un corpo umano a beccarsi un milione di pallottole (“almeno”, dice… quindi forse più). Pesassero solo 10 grammi l’una (e certo è di più) sarebbe come dire “quel corpo s’è beccato 10.000 kg di piombo”. Dove li ha messi?
Dice che ha voluto scrivere “un romanzo senza porre limiti alla fantasia…” beh, ma allora perché non scrive romanzi fantasy? In quelli di azione ci deve essere un minimo di legame con la realtà e la credibilità.
E’ un romanzo o un videogioco?
Uno dei pochi libri per cui mi son pentito dell’acquisto e del tempo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
antonio dal mas (01-03-2006) FRENETICO, RAPIDO, ADRENALINICO, MISTERIOSO...
UN LIBRO FANTASTICO DEGNO DI MATTHEW REILLY! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mel'91 sarapicchi@yahoo.it (26-01-2006) Un libro entusiasmante, che non ti lascia respirare!
Reilly sa bene quando puntare sulla suspance e lanciare colpi di scena, che ti lasciano a bocca aperta. Storia interessante, che si divide in due tempi, con la storia di Alberto Santiago e Renco, e la storia di William Race. Per di più, le due storie si intrecciano, ed il passato si può sfruttare nel futuro! William Race, da insegnate universitario di lingue, diventa prima traduttore del libro-chiave della storia, poi eroe a tempo pieno in cerca di salvare il mondo (non una, ma ben due volte si ritrova lo stesso grattacapo: Lasciare che il mondo, insieme a lui stesso, perisca, o salvarlo, morendo da salvatore?), non è magnifico?
William Race, poi, non è affatto un eroe, come invece la sua controparte Shane Shofield, è solo una persona che risponde colpo su colpo a quello che il destino gli presenta, senza dimenticarsi di sfruttare le sue conoscenze, o le informazioni che trova sul suo percorso. Da non dimenticare, sono la figura di Doogie Kennedy e quella di Leo Van Lewen: senza di loro, Race non sarebbe potuto andare avanti e avere la possibilità d salvare il mondo, anche se per questo è morto uno dei due.
Renèe e poi una persona del tutto speciale, e devo dire che sono contenta che si metta con Will. Invece, Marty, Lauren, Troy sono solo personaggi secondari che, cercando di intralciare il "lavoro" di Will, diventano antipatici. Un altro personaggio da ricordare è Jean-Paul "J.P." Demonaco: un agente normale, che riesce ad aiutare Race anche senza conoscerlo (come la figura di David Faifax nel libro Aerea 7), che spero di ritrovare in un prossimo libro con Race.
Ricordate sempre: Matthew Reilly, non scrive nulla per caso. Ogni cosa, anche quella più insignificante, ha un particolare ruolo, nello svolgimento dei fatti. Solo così i personaggi possono accedere al loro destino, che sia la morte (di eroi o fanatici) o la sopravvivenza.
C'è solo una domanda rimasta in sospeso: se Renco non era mai caduto dal cielo, allora solo Race è il Prescelto? Rimuginate. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (09-10-2005) Brutto...peccato per la trama che è avvimcente in alcune sue parti...sembra di leggere un film di Steven Segal! DA EVITARE!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maurizio (31-05-2004) Velocissimo intreccio tra due storie che si intersecano. Situazioni inverosimili rese con lo stile del videoclip assumono la valenza di getti di adrenalina. Matthew Reilly è quanto di meglio si può trovare oggi nel suo genere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Bagalini (05-06-2003) Dopo aver letto Tempio, ho letto "Area 7"(5/5) e "Contest"(3/5); Mi manca solo "Ice station"...
Reilly ha uno stile immediato, un ritmo molto alto che riesce a sostenere per tutto il romanzo, sembra di essere al cinema! Non è sempre troppo realistico, ma se amate Cussler, diventerete anche dei fan di Reilly!
Un consiglio: non leggete "Contest" per ultimo, è il suo primo libro, e si vede... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Crispi crismaur@libero.it (10-06-2002) L’esordio del terzo romanzo di Reilly, il primo ad essere tradotto in lingua italiana, è davvero straordinario: mistero e avventura ben miscelati assieme con tutto un corredo di cartine geografiche e delle topografie dei luoghi, come ogni storia di questo tipo che si rispetti.
Estremamente intrigante il doppio livello temporale, con lo svolgersi parallelo delle avventure di fra’ Santiago, autore del diario in cui sono contenuti gli indizi per il rinvenimento della statuina del rapa, e delle avventure di Race, un innocuo professore universitario di linguistica, esperto in lingue romanze, che si trova investito del compito di decifrare il manoscritto e di guidare la squadra in cui bruscamente è stato cooptato in un viaggio pericolosissimo. Infatti, oltre ai pericoli naturali di cui è costellata l’impresa, attorno all’idolo fatto di un minerale meteorico rarissimo, necessario al completamento del progetto di una bomba micidiale (una “super-nova”), e per il suo possesso si accende una lotta senza quartiere tra gruppi opposti tutti animati da un folle fanatismo.
Race, di fronte al cimento, si trasforma e da studioso sedentario si trasforma in un eroe capace di mirabolanti imprese, esperto delle più moderne armi da fuoco e capace di trovare in tempi brevissimi, con grande lucidità di mente e di spirito le soluzioni più ingegnose per uscire da pericolose strettoie.
Dopo una partenza relativamente cauta e tipica di un romanzo di aventura più tradizionale, con il “terzo atto” c’è un’improvvisa strepitosa accelerazione del ritmo narrativo, con l’accavallarsi degli eventi, in coincidenza della scoperta del tempio, dove si ritiene sia custodito l’idolo.
Il mistero sembra farsi più fitto, ma, nello stesso tempo, una parte dello stato di sospensione in cui era tenuto il lettore si dipana di colpo con l’irruzione di una serie di sequenze d’azione forse un po’ troppo iperboliche e cinematografiche.
L’avventura raccontata da Re Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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