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Szpilman Wladyslaw - Il pianista. Varsavia 1939-1945. La straordinaria storia di... |
Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman suonò il Notturno in C diesis minore di Chopin per la radio di Varsavia, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città e il rumore era così forte da impedirgli di udire il suono del suo stesso piano. Fu l'ultima trasmissione dal vivo in onda a Varsavia: più tardi, quello stesso giorno, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La vita del pianista fu salvata da un ufficiale tedesco che lo sentì suonare quello stesso Notturno su un piano trovato fra le macerie.
Media Voto: 5 / 5Sabrina (08-02-2007) Bellissimo e sono totalmente d'accordo con quanto detto da Cinzia. Qui si tratta di un'esperienza vissuta ed è inutile dare un giudizio. Voto: 5 / 5 |
mariacristina (30-03-2006) mi dispiace moltissimo che ci siano così poche recensioni per un libro tanto bello. ovviamente, il "bello" si riferisce al tipo di scrittura, al personaggio, al suo "riscatto", non alla vicenda, che è di una tristezza inimmaginabile. anche il film, che ho visto più volte, rende molto bene sia la trama che l'idea di fondo, la filosofia del libro: non un'accusa generalizzata, ma una testimonianza, un "capite e fate in modo che non accada mai più". non si cerca pietà a tutti i costi, ma si racconta la propria esperienza e si cerca di risvegliare la coscienza delle persone. per quanto mi riguarda, do 5 solo perchè non ci sono punteggi maggiori. Voto: 5 / 5 |
CRACKENTHORPE HOWARD gibiga@val.it (18-03-2005) Un libro veramente magnifico poichè illustra la vita difficile durante la guerra. Voto: 5 / 5 |
Cinzia (26-01-2005) Una premessa fondamentale: io non ho letto il libro!! La mia e' solo una riflessione.
Come si puo' dare il voto alla testimonianza di chi ha vissuta una tale esperienza? Lo scopo di questo, e tutti i libri del genere, e' dare una idea di cio' che e' successo e cio' che si e' visto e vissuto (Levi affermava che leggere testimonianze di sopravvissuti non avrebbe dato la misura dell'orrore, perche' per il semplice fatto di essere sopravvissuti si era riusciti a superare un po' del reale orrore). Chi scrive non deve essere uno scrittore, non deve avere fantasia, non deve conoscere regole/trucchi stilistici.
Lo si legga per quello che e'. Si cerchi di fissare nella mente cosa non avrebbe dovuto mai essere permesso, ma lo e' stato! Lo si trasmetta Voto: 5 / 5 |
Mara (28-11-2003) ottimo scorcio di una realtà tragica e drammatica,raccontata attraverso gli occhi sconvolti di un pianista,"unico" sopravvissuto alla distruzione di Varsavia. semplicemente ottimo nella sua complessa drammaticità. Voto: 5 / 5 |
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