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Dos Passos John - Manhattan Transfer | "New York", o meglio "Manhattan Transfer", che è il suo titolo originale, è il libro più famoso dello scrittore americano John Dos Passos. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1932, è poi stato a lungo dimenticato. Dos Passos, utilizzando inserimenti di vari materiali - dalla pubblicità alle notizie strillate dai giornali - rende la multiforme vita e l'attività della metropoli, anche attraverso l'intrecciarsi di varie esistenze. Ne nasce un quadro brulicante di corruzione, di amore e di frenetica vitalità.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5umberto (05-11-2011) Sarò sincero: non so che voto dare: mi stava piacendo tantissimo, fino a quando non ho perso il filo delle varie storie che si alternano e da allora non ci ho capito più nulla...forse è per la memoria, che non è più quella di quando avevo vent'anni.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Armando (29-07-2008) ... Che dire? ... Un capolavoro! Un vero poema epico della Modernità, con i suoi (anti-)eroi, le sue magie colorate, le melodie frenetiche, le sue forze, le sue pulsazioni, le sue passioni... Una New York fra l'alleniano e l'apocalittico. Una scrittura impareggiabile... Affresco perfetto, capolavoro del Modernismo, dove - straordinariamente - stile e tematica si eguagliano in eccellenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mirko gambero73@hotmail.com (13-04-2007) Romanzo bellissimo, un ritratto unico e stupefacente della New York di inizio secolo, che fa da sfondo alle storie dei tanti protagonisti del libro. Storie intense, di vita e di morte, amore e odio, poltica e affari, polvere e stelle. Già oltre settanta anni fa Dos Passos ci offriva un ottimo strumento per capire gli Stati Uniti e tutte le loro contraddizioni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gaetano (04-09-2006) ora so da chi si sia fatto influenzare Don De Lillo....grande romanzo polifonico Manhattan Transfer....impressionante come i disperati della NY di ieri si siano moltiplicati oggi nel mondo intero, c'è qualcosa che non va nel progresso, nell'arrivismo...ecco il messaggio di Dos Passos...un grande....aveva ragione Sartre su di lui! e poi quegli incendi continui....fantastico Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (17-06-2004) JDP usa la penna come una handycam e non importa se ogni tanto ci si perde tra storie, incendi, brevi flash e continui incidenti. Non importa perchè si respira comunque forte l'umanità disperata dell'America pre '29; al di là di chi JDP decide di inquadrare, di seguire, di raccontare in quel momento con al sua camera. JDP, regista d'avanguardia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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