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Montanari Raul - Chiudi gli occhi

Chiudi gli occhi TitoloChiudi gli occhi
AutoreMontanari Raul
Prezzo
Sconto 15%
€ 12,66
(Prezzo di copertina € 14,90 Risparmio € 2,24)
Dati2004, 398 p., brossura
EditoreDalai Editore  (collana Romanzi e racconti)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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32 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un senso a vite annoiate. Ma questo sonno illusorio culla anche l'incubo di un delitto avvenuto tredici anni prima: lo stupro e l'assassinio di una ragazza innocente. E la quiete si spezza quando nel paese ritorna Andrea, che all'epoca era stato considerato colpevole di quell'infamia.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 32 recensioni presenti.  Media Voto: 4.40 / 5

sax (03-09-2008)
Gran bel romanzo, mi è piaciuto molto, ancora una volta ho avuto modo di conoscere un nuovo autore grazie alle recensioni.
Voto: 4 / 5
Mauri-74 (14-04-2008)
Il capolavoro di Montanari !!! per ora...
Voto: 5 / 5
Andrea72 (30-10-2005)
Un affresco di vita, di provincia talmente intenso da rimanere impresso nella mia mente come un quadro da cui non riesci staccare lo sguardo, e da cui pure il ricordo non riesce a staccare le sue emozioni.E' scritto in maniera diretta, semplice e mai banale, come se le parole fossero gocce di un fiume che scivola dolcemente nel suo letto senza che una sola pietra ne ostacoli mai il cammino. Uno stile che alterna la prima e la terza persona senza preavviso, rimbalzando da un personaggio all'altro, senza che si possa prendere mai un attimo di respiro. Tutti personaggi bellissimi, caratterizzati in modo personale ed originale, attraverso la forma pensiero che entra in ognuno di loro con personalità e grande sensibilità.Credo la si debba avere per poter dar voce ai pensieri di una ragazzina in maniera così efficace, per poter masturbare un prete nei pensieri e con le immagini senza fargli perdere la sua identità agli occhi di chi legge ( anche se questa si è persa per sempre dentro di lui ), per entrare nella testa di un uomo che ha chiuso il passato in una scatola e che la sta riaprendo come si riapre un taglio ancora vivo.I piccoli accenni agli inizi di ogni capitolo, ad esaudire richieste e a moltiplicare tensione, li ho letti sempre con molta curiosità, come se fossero una piccola mano il cui mignolo mi conduceva oltre il cammino.Storia esistenziale, che parla di sentimenti, in cui il thrilling comincia a prendere sostanza da un certo punto in avanti, una tensione palpabile fatta di piccoli momenti e che esplode nelle pagine finali in modo dirompente, con finali che si sommano ad altri finali, fino all'ultimo catartico sfregio che sfocia in un pianto liberatorio, esaustivo e completo, che si asciuga in un ultima carezza, si rialza insieme a quella bici e guarda fuori dal finestrino l'orizzonte di un mondo ancora da vivere, da descrivere, di cui temere la grandezza ma da cui si può trovare conforto.DA LEGGERE!
Voto: 5 / 5
Greta gretel68@virgilio.it (28-09-2005)
Sono molto felice di poter finalmente "osannare" uno scrittore italiano. Questo è un libro che si legge tutto d'un fiato, che ti fa alzare gli occhi (e non chiuderli) e guardare i tuoi compaesani e anche te stesso, e pensare che in effetti è vero, è così, siamo tutti pronti nel giudizio e molto attaccati alle apparenze. Montanari ci presenta certi atteggiamenti di paese, calca la mano su questi, fa di Lovere il paese di tutti noi. In quasi tutti i luoghi dove viviamo, c'è stato il caso di cui si mormora spesso. I genitori ne parlano con i figli, ogni volta aggiungendo dei particolari, ingigantendolo. In questo modo quando il "mostro" ritorna, preceduto dalla sua fama, si ritrova davanti la condanna morale. Andrea ritorna dopo 13 anni, ma torna con una forza d'animo e di carattere tali, dimostrando che il passato invece di schiacciarlo l'ha rafforzato e in qualche modo migliorato. Affronta finalmente ciò che è stato, lo prende di petto e pareggia i conti. Don Alfio è la figura che più ho apprezzato i suoi dubbi, le sue incertezze, le critiche che rivolge a se stesso e alla comunità sono la parte più vera del libro. In un buon brano i cattivi sono cattivissimi e fin dalle prime pagine quando li conosciamo, attirano subito la nostra antipatia, come l'attirano i bulli di paese che tutti nella vita abbiamo incontrato. Forse qui l'autore poteva approfondire di più la personalità dei tre moschettieri, anche se forse ne sarebbe uscito un librone di 1000 pagine. Tutta la mia tenerezza per Gilberto e Lidia. Le scene di sesso sono molto belle, ma naturalmente scritte da un uomo che trasporta le sue fantasie anche nell'universo femminile. Molta (o molto) fellatio e l'incarnazione nella dolce Dora dell'ideale di donna.
Voto: 5 / 5
Romano De Marco romdema@tin.it (27-06-2005)
CHIUDI GLI OCCHI è un esempio limpido di narrativa italiana che pur avendo avuto un buon successo non ha goduto del risalto che avrebbe meritato. In questo romanzo ho trovato la grande voglia di raccontare una storia e il grande talento di saperlo fare con semplicità e con una enorme classe. Ho conosciuto personaggi nei quali ho potuto ritrovarmi e grazie ai quali ho potuto riflettere. Nelle paure, i sentimenti, le sensazioni della fauna umana del paesino sul lago d’Iseo ho riconosciuto almeno tre aspetti di me stesso. Chi sono, chi vorrei essere, chi ho paura di diventare. Non credo sia giusto archiviare quest’opera sotto una etichetta specifica tipo noir o giallo. E’ vita. Vita presentata in maniera piacevole e appassionante. Per questo tralascio di criticare gi aspetti prettamente “gialli” che non mi hanno completamente convinto ed evito di segnalare quello che in un primo momento mi era sembrato il diverso finale verso il quale la storia si era incanalata. Non posso giudicare le scelte dell’autore, sindacare i motivi che l’hanno spinto verso determinate direzioni nella realizzazione di questa opera. Posso al massimo dare un giudizio complessivo da lettore sul libro. Bellissimo. Pieno di tensione, malinconia, amore, odio, desiderio, ipocrisia. Insomma pieno di vita. Montanari è davvero un grande.
Voto: 5 / 5
Simone Reggio Emilia (23-06-2005)
Narrazione tesa, personaggi che colpiscono duro e che lasciano a lungo il segno (anzi, il livido), alcuni straordinari momenti di letteratura (la morte del prete narrata in prima persona, dal prete stesso e poi dall'autore del romanzo), ma anche cadute di tono inattese, nelle scene di sesso ad esempio, del tutto inutili e prevedibili, come in molti film hollywoodiani o, ben peggio, come nei romanzi-sceneggiatura di Ammmaniti. Sembrano scene costruite (o aggiunte) per compiacere il lettore medio, non per aumentare il valore narrativo dell'opera.
Voto: 3 / 5
LuCa (05-04-2005)
Noioso. Forse un giorno lo terminero...
Voto: 2 / 5
flò flomoon@freemail.it (02-12-2004)
A me è piaciuto veramente tantissimo! Poco moralismo, personaggi mai del tutto chiari e schierati e poi le ambientazioni dai, forse perchè abito in quelle zone, le ho proprio "viste"! E naturalmente mi sono innamorata di Andrea. E' il primo libro di questo autore che ho letto, con quale mi consigliate di continuare? Bax
Voto: 4 / 5
Marco Nichelatti marconichelatti@yahoo.it (17-09-2004)
Ottimo libro. Uno spaccato di vita reale e moderna senza peli sulla lingua e senza falsi moralismi.
Voto: 5 / 5
Osvaldo theredaldo@supereva.it (01-05-2004)
Nella prima parte del libro ero perplesso poi,pian piano che la trama del racconto proseguiva,mi è piaciuto. Sesso,violenza,e il cercarsi dentro sono le prerogative del libro,lo consiglio.
Voto: 3 / 5
Ilaria Iaia@libero.it (27-04-2004)
Leggo critiche che mi lasciano senza parole, e che per fortuna sono una piccolissima minoranza anonima, visto che i loro autori non lasciano nemmeno un indirizzo mail. Qualsiasi libro si può definire un polpettone, Omero e Virgilio inclusi. E' difficile trovare un romanzo italiano così solido nella trama e problematico nei personaggi... altro che supereroi tarzaneschi! Il migliore libro di uno dei nostri migliori scrittori, alla pari con il violento e disperato "Che cosa hai fatto".
Voto: 5 / 5
Alberto (22-04-2004)
Un disastro...questo romanzo sembra la sceneggiatura di un film di Matarazzo: l'eroe descritto come un novello e ridicolo supereroe tarzanesco,tutte le donne ovviamente pronte a gettarsi ai suoi piedi, e poi preti, balordi, extracomunitari, corna paesane, droga ed esplosivi. Ingredienti scontati di un polpettone cucinato con mestiere ma che risulta alla fine indigesto. Qualcuno l'ha paragonato a Twin Peaks, a me sembra piu' simile ad una soap pomeridiana girata in economia.
Voto: 1 / 5
ale72 (19-04-2004)
Mi spiace essere un pò fuori dal coro. Libro carino, ma nulla di più. La trama non è per niente originale, mentre l'ambientazione e la descrizioni dei luoghi e soprattutto la rappresentazione del paese come microcosmo è affascinante. I personaggi, tranne andrea forse, non sono nemmeno descritti così bene. Purtroppo un romanzo carino, da cui ci aspettava molto di più.
Voto: 3 / 5
Cristiana Cciab@tin.it (19-04-2004)
Bellissimo, non saprei nemmeno cosa aggiungere. Quelli che hanno lasciato commenti prima di me hanno già detto tutto. Per Erika: la mia prima volta è stata anche peggio di così! Davvero una lettura che mi ha emozionata e commossa, uno dei più bei libri italiani che ho mai letto. Ho anche imparato molto. Credo che mi leggerò tutto Montanari, adesso, per vedere se è stato un grande exploit isolato, ma non penso.
Voto: 5 / 5
Erika erikas.erikas@virgilio.it (25-03-2004)
Bella la trama, mi ricorda come genere, i Promessi Sposi, anche se comprende un raggio d'azione più piccolo. Però devo ammettere che le scene di sadismo e violenza, non mi sono piaciute per niente, le ho trovate ripugnanti,infatti non vedevo l'ora che finissero. Così anche la scena di sesso tra Andrea e Dora; la prima volta di una ragazza dovrebbe essere diversa, più romantica e poi ho trovato l'accaduto poco credibile:la ragazza, priva di qualsiasi esperienza, che non si lascia andare con il suo ragazzo,lo fa con uno sconosciuto di quasi 30 anni più vecchio di lei, mi appare un po' strano, per di più con la reputazione di cui l'uomo gode!!! Sembra che agli uomini interessi solo il sesso, per fortuna posso dire che non sempre è così!!! Bravo comunque Raul nella creazione degli intrighi e dei profili psicologici dei personaggi.
Voto: 3 / 5
Nazario natosoni@tin.it (25-03-2004)
È difficile che un thriller di marca italiana diventi un bestseller o, quantomeno, si imponga per successo di vendite sul mercato nazionale. Molte le ragioni: il pregiudizio dei lettori sugli autori di casa nostra; il provincialismo delle storie; la povertà dell’invenzione romanzesca; la mancanza di ritmo. A mio avviso, le deficienze maggiori sono l’abbondanza dei drammi socio esistenziali, le amarezze politico ideologiche che non divertono e non fanno evadere dalla quotidianità i lettori. Lo scontro tra il bene e il male non crea mai quell’impatto emozionale che invece caratterizza i thriller anglosassoni. Naturalmente ci sono le eccezioni come, ad esempio, questo eccellente romanzo di RAUL MONTANARI. CHIUDI GLI OCCHI è un giallo accattivante che sorprende per la crudeltà dei toni e delle scene, ma è anche meravigliosamente un testo ovattato dalla poesia e dai ricordi. È un thriller raffinato, gradevole, anche senza la frenesia dell’azione. Davvero una chicca nel panorama noir italiano. MONTANARI descrive un paese annoiato e i suoi abitanti con uno stile di scrupolosa meschinità. Con una prosa puntigliosa racconta i sensi di colpa della gente, i loro giochi perversi nel ferire e tormentare l’anima di qualcuno. Gli accenti sentimentali sono rabbiosi, e il sesso incontenibile sembra essere la sola voce delle frustrazioni dei protagonisti. È un racconto dominato dagli incubi adolescenziali di una ragazza in cerca di maturità, dai rimorsi e dalla incapacità di agire di un prete, dalla voglia di vendetta di due fratelli che hanno visto la propria sorella morire stuprata. Un caso poliziesco chiuso, lontano nel tempo, ha ancora un residuo di suspense. Dopo tredici anni, la voglia di capire di un uomo moralmente accusato di omicidio, fa esplodere le falsità del caso poliziesco, portando alla luce un’insospettabile complotto. Come sempre accade, la verità arriva nel dolore. L’amore ha molte facce e questa volta, è quella dell’assassino.
Voto: 5 / 5
pdma pdmarica@yahoo.it (11-03-2004)
Grazie, Raul: impossibile non aver voglia di restare sulla pagina, impossibile non sentirsi dentro la storia e dentro Dora e Gil e Andrea e Alfio e ... tutti, impossibile ignorare quella specie di strattone brutale e leale che dai, tramite gli ingredienti di cui sei esperto, per farci sbattere la faccia contro una verità complessa su noi stessi che giochiamo ad ignorare...
Voto: 5 / 5
ceia ceiaceia@virgilio.it (07-03-2004)
La conclusione di una storia e di un mistero rimasti in sospeso per 13 anni. Come sapete è ambientato a Lovere, un paese dove non sono mai stata. Ma che per molti versi è simile a dove vivo io. E a dove vivete voi. Chiunque di voi. Un paese segnato dalle falsità, dalle ipocrisie, dal buonismo. Governato dalla legge dell’apparire, a tutti i costi. Non è un vero thriller, o meglio, se visto come un thriller è piuttosto scontato, le parti di azione sono fin troppo sensazionali. E non ce ne sono neanche molte. In realtà, come giustamente ha detto Albys è più una storia “sentimental-drammatica”. Ed è proprio su questo aspetto del libro che mi voglio soffermare. La storia che si racconta, al di là di tutto, è davvero bella. E’ intrigante. Montanari scrive bene, in modo scorrevole, appassionante, curioso. Salta dalla terza alla prima persona senza che te ne renda conto. Che a prima vista può sembrare un pasticcio, ma che a me invece è piaciuto un sacco. E’ come se di colpo fossi catapultato nella testa del personaggio. E i personaggi sono davvero interessanti, e scavati dentro proprio come piace a me. La bella Dora, con i suoi problemi di alimentazione (descritti magnificamente), Don Alfio, un prete che non dimenticherete mai più, e poi Andrea… (mi sono innamorata di lui). E il favoloso Azzedine, il personaggio di spicco tra gli extracomunitari presenti nel paese. Ok, non vi dico altro… altrimenti… Purtroppo faccio una piccola critica, in quanto per me alcune parti del libro sono state liquidate un po’ troppo in fretta, non sono state abbastanza approfondite. Insomma, alla fine mi sono rimaste due o tre domande nella testa… vabè… io sono anche un po’ fissata. Tirando le somme il libro mi è piaciuto. E molto. E leggerò sicuramente altro di suo. L'esempio di Francesco riguardo al libro che si può leggere in quattro ore o in quattro anni... azzeccatissimo. Io ne ho lette 230 pagine in un giorno... ma chissà per quanto ci penserò ancora. Ah...Un’u
Voto: 5 / 5
Albys braveheart1966@libero.it (04-03-2004)
04/03/2004. "Chiudi gli occhi" è un gran bell'affresco di vita di paese, una storia moderna di amori difficili, di rapporti precari, di sordidi segreti. Un Inno alla povertà morale dell'uomo contemporaneo, stretto fra la necessità di apparire forte e positivo e il bisogno di sentirsi invece fragile e meschino. Un'Elegia del Rancore Sopito che Montanari ambienta nel Bergamasco ma che si adatta ad ogni contesto non metropolitano del Nord. E il bravo scrittore affida spesso questa Elegia al vero protagonista del romanzo, lo splendido Don Alfio, che nel grandioso capitolo dell'omelia domenicale dà un senso all'intero libro. Una bella storia, dicevo; non originalissima, non avvincentissima nella sua componente thriller (non certo predominante, anzi), ma sicuramente intrigante e profonda, che per quel tanto che offre può piacere davvero a una grande varietà di lettori. Montanari scrive in modo piuttosto originale, senza avere una prosa particolarmente scintillante o fascinosa. Riesce a farlo attraverso un continuo ribaltamento di visuale, con l'io narrante che passa da un personaggio all'altro, dalla prima alla terza persona, anche nella stessa scena. Se questa cosa sulle prime mi era sembrata una libertà forse troppo azzardata, alla fine mi ha convinto. Di certo una soluzione che ha contribuito a creare personaggi davvero interessanti, reali, diversi e significativi. Un ritratto a più colori di ambigui figuri e sensuali silhouette femminili, che si rivela come uno dei punti forti del romanzo. Ognuno saprà trovare il suo personaggio preferito, nella parata sul lungolago lombardo. A me sono piaciuti tutti. Fra le vie e l'acqua di Lovere si dipana una storia di sopita violenza e sesso inquieto. Le pagine di sesso sono eccellenti, davvero ben costruite e scritte da una mente sapiente ed evidentemente attenta ad ogni dettaglio. Molti scrittori dovrebbero andare a scuola di sesso narrato da Montanari: le sue pagine eccitano, intrippano, suggeriscono. E qualche invenzione qua e là (il Club) è geniale.
Voto: 5 / 5
Andrea Ighina (23-02-2004)
Questo libro regala l'infinito piacere di poterlo consigliare a colpo sicuro,dote davvero unica.Magistralmente scritto per trama, narrazione, descrizione, suspance......finito di leggerlo mi è rimasta la solita piacevole invidia che provo per gli scrittori dotati di questo talento.Imperdibile.
Voto: 5 / 5
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