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Theroux Paul - L' infermiera Wolf e il dottor Sacks | La storia di due personaggi newyorchesi: una donna che fa la sadica di mestiere e il celebre neurologo Oliver Sacks. Cosa possono avere in comune due personaggi così diversi? Ambedue considerano con affettuosa sollecitudine la diversità e le richieste paradossali dei loro clienti-pazienti. L'infermiera Wolf, intelligente, cordiale e generosa, fa la dominatrice di professione munita di fruste e di tutto l'armamentario per legare, torturare e rendere felici tutti gli uomini e le donne che richiedono i suoi servigi. Il famoso neurologo ama passeggiare per le strade della città e osservare chi è afflitto da qualche sindrome neurologica e la manifesta senza ritegno, come non succede in un ospedale.
maurizio crispi crismaur@libero.it (29-10-2004) I due piccoli saggi di Paul Theroux racchiusi nel piccolo volume costituiscono a mio avviso due preziosi esempi di un'"antropologia del vicino", che indagano con occhi attenti ed interroganti (e senza esprimere giudizi) la diversità umana, l'"alterità" filtrate attraverso lo sguardo di due personaggi che sono entrambi dei "professionisti" della relazione con il "diverso" e dell'"unicità" insita in ciascuno di noi. L'"infermiera" Wolf e il dottor Sacks (l'Oliver Sacks di "Risvegli" e di molte altre storie) sono curiosi e attenti osservatori, rispettosi della diversità, a cui - ciascuno con i propri strumenti - cercano di dare risposte.
Estremamente stimolante, nell'incontro con il dott. Sacks, l'apertura sulla cosiddetta "neurologia da strada" che propone un modo di osservare il paziente affetto da disturbi neurologici non nel chiuso degli studi professionali ma nel suo contesto di vita, dove si può osservare il pieno dispiegarsi del disturbo neurologico (con le sue unicità/irripetibilità) e, soprattutto, il modo in cui ciascun paziente trasforma quella che potrebbe essere una limitazione in potenzialità e capacità espressiva.
Per cogliere questi aspetti, come mostra Paul Theroux occorre che l'"osservatore" adotti un atteggiamento mentale costantemente interrogante e di messa in discussione dei propri pregiudizi con l'esclusione di qualsiasi rigidità preconcetta. Per far ciò, occorre che il medico (e il professionista che aiuta, come estensivamente si può considerare anche l'infermiera Wolf) adottino nella relazione con l'altro un atteggiamento dialettico intriso di umanità, senza arroccarsi nella torre d'avorio di chi si propone esclusivamente come un "prestatore d'opera" (così come oggi, purtroppo, sono molti professionisti nel campo della medicina, professionisti senz'anima e con lo sguardo senza sorriso).
Di lettura piacevole ed agile, il libro è nello stesso tempo profondamente didattico proprio per il messaggio di umanità che riesce a trasmettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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